Bonus stabilizzazione giovani, esonero più ampio: requisiti e istruzioni INPS

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Il nuovo incentivo all’occupazione previsto dal decreto lavoro è pronto a partire: l’esonero per le nuove stabilizzazioni contrattuali sarà subito operativo. La portata dell'agevolazione si allarga e non serve più l’autorizzazione UE

Bonus stabilizzazione giovani, esonero più ampio: requisiti e istruzioni INPS

Il nuovo esonero contributivo per i datori di lavoro che stabilizzano i dipendenti assunti a tempo determinato è subito operativo.

Le aziende potranno cominciare ad inviare la domanda senza dover attendere l’autorizzazione della Commissione UE.

A precisarlo è l’INPS che nella circolare pubblicata ieri ha fornito le prime istruzioni operative.

Il documento di prassi ha fornito anche un altro importante chiarimento: lo sgravio spetta, nel rispetto dei requisiti previsti, anche per le trasformazioni a tempo indeterminato previste per legge.

Bonus stabilizzazioni: le istruzioni INPS

Con il decreto Lavoro ha fatto il suo debutto un nuovo esonero contributivo per l’assunzione di giovani lavoratori e lavoratrici.

La nuova agevolazione mira a favorire la stabilizzazione dei contratti a termine, incentivando le assunzioni a tempo indeterminato.

In sintesi, per le aziende che, tra agosto e dicembre 2026, decidono di trasformare un contratto a termine avviato entro il 30 aprile è previsto un esonero contributivo, nel limite di 500 euro mensili, per 2 anni.

La circolare n. 72/2026 dell’INPS fornisce a datori di lavoro e intermediari le prime istruzioni operative per l’accesso e la fruizione del bonus e fornisce alcuni importanti chiarimenti rispetto a quanto indicato dalla normativa, a partire dall’autorizzazione della Commissione europea.

Il decreto lavoro (articolo 4, comma 5) prevede espressamente tra le condizioni previste per la fruizione dei benefici la preventiva autorizzazione UE per gli aiuti di Stato. L’Istituto, invece, precisa che il beneficio si caratterizza come un intervento generalizzato, quindi potenzialmente rivolto a tutti i datori di lavoro privati che operano in ogni settore economico, le cui unità produttive siano localizzate in qualsiasi area del territorio nazionale. Stando così le cose l’agevolazione non determina un vantaggio a favore di talune imprese o settori produttivi o aree geografiche e pertanto l’INPS, anche a fronte di un’interlocuzione con la Commissione UE, afferma che l’autorizzazione non serve e che quindi l’aiuto è immediatamente operativo.

I datori di lavoro possono infatti già prepararsi alla presentazione della domanda per ottenere l’esonero contributivo.

Prima di vedere la procedura di domanda è utile soffermarsi sui requisiti richiesti per poter accedere all’agevolazione.

Bonus stabilizzazioni: requisiti e condizioni di accesso

La misura, come anticipato, riconosce ai datori di lavoro privati un esonero del 100 per cento sui contributi previdenziali a loro carico, esclusi i premi e i contributi INAIL. Il bonus è concesso nel limite di 500 euro mensili per ciascun lavoratore e per un periodo massimo di 24 mesi.

Ci sono però precise condizioni da rispettare, a partire da quelle relative al contratto che viene stabilizzato. L’agevolazione riguarda, infatti, le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 di rapporti di lavoro a tempo determinato:

  • di durata complessiva non superiore a 12 mesi;
  • instaurati entro il 30 aprile 2026;
  • trasformati senza soluzione di continuità.

L’incentivo, quindi, non si applica alle nuove assunzioni a tempo indeterminato né alle assunzioni a termine.

Non solo. Devono essere considerate anche le caratteristiche dei lavoratori e delle lavoratrici interessate. Il beneficio, infatti, spetta per lavoratori con qualifica di operaio, impiegato o quadro che, alla data della trasformazione, non abbiano ancora compiuto 35 anni e che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato nel corso della propria vita lavorativa.

Sono esclusi dall’agevolazione:

  • i rapporti di lavoro domestico;
  • i contratti di apprendistato;
  • il personale dirigente.

Sono invece ammesse le trasformazioni a tempo indeterminato, sempre nel rispetto dei requisiti indicati, che derivano da un obbligo di legge.

Va evidenziato, poi, che la trasformazione del contratto deve comportare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti, secondo i criteri dettagliati nella circolare, disponibile di seguito in versione integrale.

INPS - Circolare n. 72 del 3 luglio 2026
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Infine, come per gli altri bonus assunzione previsti dal decreto lavoro 2026 (giovani under 35, donne e nella Zes) i datori di lavoro devono garantire l’applicazione in azienda del salario giusto, fermi restando i consueti criteri, quali possesso del DURC e assenza di violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale.

Resta, invece, ancora opzionale la pubblicazione dell’offerta di lavoro sulla piattaforma SIISL. Fino alla pubblicazione dell’atteso decreto attuativo da parte del Ministero del Lavoro, l’obbligo previsto dal decreto n. 159/2025 resterà tale solo su carta.

Bonus stabilizzazioni: le istruzioni per fare domanda all’INPS

Per poter ottenere l’esonero contributivo è necessario inviare un’apposita domanda all’INPS. Questa va presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), utilizzando lo specifico moduloIncentivi decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione”. Attenzione però perché la procedura non è ancora attiva, l’INPS metterà a disposizione il modulo con un successivo messaggio, atteso nei prossimi giorni.

Nel mentre, è utile approfondire il funzionamento della procedura così da farsi trovare pronti quando arriverà il via libera.

Nel modulo di domanda devono essere indicate le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi dell’impresa;
  • i dati identificativi del lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • la data di stipula del contratto di lavoro a tempo determinato che si intende trasformare;
  • la tipologia di contratto di lavoro sottoscritto o da sottoscrivere (se a tempo pieno o a tempo parziale) e l’eventuale percentuale oraria di lavoro;
  • la retribuzione media mensile che sarà erogata, comprensiva di tredicesima e quattordicesima mensilità, nonché l’ammontare dell’aliquota contributiva datoriale riferita al rapporto di lavoro oggetto di esonero;
  • la dichiarazione del datore di lavoro con la quale esclude il cumulo con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento con riferimento al singolo soggetto;
  • la dichiarazione del datore di lavoro di corrispondere il salario giusto.

Una volta ricevuta la domanda, l’INPS verifica i requisiti e accantona le risorse. Se la richiesta riguarda una futura stabilizzazione, l’azienda ha 10 giorni per effettuarla.