Salario giusto: cos’è il TEC, il trattamento economico complessivo

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Il nuovo salario giusto è più vicino a diventare realtà. Un emendamento dei relatori al DL Lavoro mette nero su bianco la definizione del TEC, il trattamento economico complessivo

Salario giusto: cos'è il TEC, il trattamento economico complessivo

Come funziona il nuovo salario giusto introdotto dal decreto Lavoro?

Il DL n. 62 del 2026 ha affidato ai CCNL firmati dai sindacati più rappresentativi il compito di stabilire il trattamento economico complessivo applicato alla generalità dei lavoratori, anche in caso di applicazione di contratti diversi.

Nella pratica, il salario giusto corrisponderà a quello che viene definito come TEC, il trattamento economico complessivo, e sarà una condizione essenziale per accedere ai nuovi bonus assunzione, cioè gli esoneri contributivi per chi assume giovani under 35, donne e nelle aree della Zes Unica previsti dallo stesso decreto.

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La questione attorno alla definizione di TEC

Il salario giusto è la grande novità del decreto Lavoro 2026 ma fin dal principio sono state diverse le visioni critiche sull’applicazione pratica.

Nato in contrapposizione al salario minimo, a cui è stata definitivamente chiusa la porta, il salario giusto si propone non di fissare un importo minimo di retribuzione oraria applicabile a tutti i lavoratori bensì favorire la contrattazione e delle relazioni industriali e sindacali.

Il decreto 1° maggio ha stabilito un percorso, un parametro di riferimento, che è per l’appunto il trattamento economico complessivo, aspetto sul quale anche i tecnici così come l’INPS hanno espresso diverse criticità.

Senza una chiara definizione normativa delle componenti del TEC, infatti, l’Istituto (come specificato nell’audizione al decreto) non può verificare il nuovo requisito previsto dal decreto lavoro.

L’attesa definizione è arrivata con un emendamento al testo di conversione in legge del decreto lavoro approvato in Commissione Lavoro alla Camera dopo la riformulazione che ha definitivamente escluso il principio di equivalenza dei contratti firmati da sigle sindacali “minori”.

La nuova definizione di TEC

Secondo la nuova definizione, il trattamento economico complessivo è costituito da:

  • tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, definite dai contratti collettivi nazionali;
  • dalle mensilità aggiuntive e dalle indennità fisse e continuative;
  • dalle prestazioni di welfare contrattuale spettanti alla generalità dei dipendenti;
  • dagli eventuali altri istituti o indennità aventi valore economico, definiti dagli stessi contratti collettivi.

Sono, invece, escluse le voci retributive discrezionali e variabili attribuite ai singoli lavoratori, come i fringe benefit.

Il TEC, dunque, comprende qualsiasi forma di retribuzione definita dal CCNL di riferimento e le diverse prestazioni di welfare che possono essere riconosciute ai dipendenti.

Le aziende, pertanto, potranno ottenere i bonus per l’assunzione di giovani, donne e nella Zes solo se applicheranno il salario giusto definito dal TEC. Resta da capire nella pratica come dovranno essere calcolate le diverse voci.

Ad ogni modo, per l’ufficialità si dovrà attendere la conclusione dell’iter parlamentare del testo di conversione in legge, prevista entro il 29 giugno.

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