Bonus scuole paritarie fino a 1.500 euro per figlio: in arrivo il decreto attuativo

Federica Battiato - Leggi e prassi

Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato il via libera al decreto attuativo del bonus per le scuole paritarie: chi sono i beneficiari e come presentare la domanda

Bonus scuole paritarie fino a 1.500 euro per figlio: in arrivo il decreto attuativo

Verso il via al bonus scuole paritarie.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato parere favorevole al decreto attuativo del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Economia, che stabilisce requisiti e modalità di accesso al bonus destinato a sostenere le famiglie nelle spese di frequenza dei figli nelle scuole paritarie.

Il contributo, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, potrà arrivare fino a 1.500 euro per studente e sarà destinato ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 30.000 euro.

Bonus scuole paritarie 2026: i beneficiari individuati dalla normativa

La versione definitiva del decreto che disciplina il bonus per le scuole paritarie è in arrivo e il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali anticipa molti dei dettagli della misura.

Il bonus è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, comma 519), che prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per sostenere le famiglie nella copertura delle spese di frequenza delle scuole paritarie nel 2026.

Il contributo è destinato ai nuclei familiari con un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), in corso di validità, non superiore a 30.000 euro, nei quali è presente uno studente che frequenta una scuola paritaria secondaria di primo grado oppure il primo biennio di una scuola paritaria di secondo grado.

L’importo massimo del bonus è di 1.500 euro, ma quello che sarà effettivamente riconosciuto varierà in base agli scaglioni ISEE, al numero complessivo delle domande presentate e agli eventuali contributi già concessi da Regioni o Comuni per la stessa finalità.

La Legge di Bilancio 2026 stabilisce che il Ministero dell’Istruzione e del Merito riconosce un contributo per ciascuno studente frequentante. Al momento, dunque, non sembrano essere previsti limiti al numero di figli che possono beneficiare dell’agevolazione.

Bonus scuole paritarie 2026: come presentare la domanda

La domanda dovrà essere presentata attraverso la Piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito, utilizzando il “Servizio digitale richiesta bonus paritarie”.

Potranno accedere al servizio:

  • i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale di studenti iscritti e frequentanti nell’anno scolastico 2025-2026;
  • gli studenti maggiorenni, purché risultino autonomi ai fini ISEE.

Durante la compilazione della domanda sarà necessario indicare il conto corrente sul quale ricevere il contributo, che verrà successivamente accreditato tramite bonifico dall’Ufficio scolastico regionale competente in base alla sede della scuola frequentata dallo studente.

I richiedenti dovranno inoltre dichiarare se hanno già percepito un contributo regionale per la stessa finalità e, in caso affermativo, indicarne l’importo.

Il Ministero potrà effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicità delle dichiarazioni.

Bonus scuole paritarie 2026: previsti controlli sui requisiti

Per verificare il diritto al beneficio, il Ministero effettuerà una serie di controlli automatici attraverso le banche dati pubbliche.

L’INPS verificherà che il richiedente appartenga allo stesso nucleo familiare dello studente e comunicherà la fascia ISEE di appartenenza.

Successivamente, attraverso l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), sarà verificato che il richiedente sia effettivamente il genitore o il soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sullo studente.

Ricordiamo che al momento non è ancora possibile presentare la domanda per ottenere il bonus scuole paritarie. Per l’avvio della misura si attende infatti la pubblicazione del decreto definitivo da parte dei ministeri competenti, che definirà ufficialmente modalità e termini per la presentazione delle richieste.