Novità in arrivo sui bonus POS, tramonta il limite minimo per i pagamenti con carte e bancomat

Rosy D’Elia - Imposte

Tramonta il limite minimo di 60 euro per il pagamento con carte e bancomat, ma si studiano novità per ridurre i costi delle commissioni. Si parte dai bonus POS già in vigore: cambiano le misure introdotte in prima battuta nella Legge di Bilancio 2023

Novità in arrivo sui bonus POS, tramonta il limite minimo per i pagamenti con carte e bancomat

Il Governo fa marcia indietro sull’introduzione di un limite minimo per i pagamenti con carte e bancomat e come misura di compromesso si guarda al potenziamento del bonus POS già esistente o all’introduzione di nuove misure di sostegno per far fronte ai costi delle commissioni.

Lo ha anticipato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante la discussione sul futuro della Manovra in Commissione Bilancio nella serata del 18 dicembre.

Si sta, quindi, riformulando la norma inserita originariamente nel Disegno di Legge.

La novità di prevedere una soglia minima per imporre a esercenti e professionisti di accettare pagamenti con POS è stata, insieme al tetto per l’uso del contante a 5.000 euro che non viene toccato, una delle misure più discusse delle ultime settimane.

Attualmente la normativa solleva dall’obbligo operatori e operatrici solo in caso di “impossibilità tecnica”.

Dal 30 giugno scorso, in caso di rifiuto è applicabile una sanzione pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione.

Verso nuovi bonus POS, salta il limite minimo per i pagamenti con carte e bancomat

Dopo il parere negativo dell’UE sulla misura, il Governo ci ripensa e cerca una mediazione: si guarda a un nuovo meccanismo di bonus POS a sostegno di commercianti e professionisti.

Nella serata di domenica 18 dicembre 2022 il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha annunciato che in uno degli emendamenti che l’Esecutivo presenterà è prevista una revisione della normativa relativa all’utilizzo del POS proprio sulla base delle posizioni della Commissione Europea con il possibile inserimento di strumenti di ristoro o risarcimento per gli operatori che dovessero fronteggiare un maggiore onere per le commissioni applicate su tali transazioni”, si legge nel resoconto stenografico della riunione che si è tenuta alla Camera.

La riformulazione delle novità sui pagamenti con POS non ha ancora preso forma e sono diverse le strade percorribili che dovranno integrarsi con le misure già in vigore.

Con il Decreto Aiuti quater, va ricordato, il Governo ha già messo in campo un bonus di 50 euro per i soggetti passivi IVA tenuti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei dati sui corrispettivi giornalieri.

Coloro che adegueranno nel 2023 i registratori al sistema della lotteria degli scontrini avranno diritto a un credito di imposta pari al 100 per cento della spesa sostenuta, con un massimo di 50 euro per ciascun apparecchio.

L’articolo 22 del Decreto Fiscale 2020, poi, prevede un credito d’imposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite carte di credito, di debito o prepagate: dal 30 giugno scorso, data di entrata in vigore delle sanzioni in caso di rifiuto da parte di commercianti e professionisti, il suo valore è sceso dal 100 al 30 per cento. A beneficiare dell’agevolazione sono gli operatori con ricavi e compensi entro i 400.000 euro.

Bonus per far fronte ai costi dei pagamenti con POS: marcia indietro dopo il parere UE

La giornata di oggi, 19 dicembre, è decisiva per conoscere la forma che assumeranno le novità della Legge di Bilancio 2023 sulle regole che riguardano obbligo ed eventuali bonus per l’utilizzo del POS, ma non solo.

L’idea di inserire una soglia minima per i pagamenti con carte e bancomat sostenuta fortemente dal Governo ha acceso un forte dibattito.

Gli effetti pratici di una eventuale modifica alle regole per l’utilizzo del POS interessano una platea ampia di cittadini e cittadine, chiunque venda e chiunque acquisti per dirla in sintesi, e hanno una eco importante sulla tracciabilità delle spese.

Per questo motivo nella discussione si è inserito in maniera significativa anche il parere della Commissione UE che ha promosso l’impianto generale della Legge di Bilancio 2023 ma ha definito non coerenti alcune delle misure specifiche, tra cui l’inserimento del limite minimo a 60 euro e il tetto all’uso del contante a 5.000 euro, su cui il Governo non sembra intenzionato a indietreggiare.

Nello specifico il documento datato 14 dicembre sottolinea:

“Il 9 luglio 2019 il Consiglio ha segnatamente raccomandato all’Italia di contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, tra l’altro potenziando i pagamenti elettronici obbligatori, anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti, e di attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni nella spesa pubblica”.

Gli ultimi due Governi sui pagamenti tracciabili hanno seguito una linea comune introducendo spinte da più fronti per favorirne l’utilizzo: l’introduzione delle sanzioni in caso di rifiuto di pagamenti con POS che danno forza all’obbligo in vigore dal 2014, e la riduzione del tetto all’uso dei contanti sono due punti di arrivo importanti in un percorso graduale messo in atto negli ultimi anni.

Nella direzione opposta vanno le misure progettate dall’attuale Governo che sul tetto dei 5.000 euro contanti tira dritto ma sulle norme che riguardano l’utilizzo di carte e bancomat fa marcia indietro e cerca una via di compromesso con l’eliminazione della soglia e l’idea di potenziare il pacchetto dei bonus legati all’utilizzo del POS già in vigore.

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