Nel 2026 nuovi obblighi sui POS, stessi bonus per le commissioni

Rosy D’Elia - Imposte

Accanto al nuovo obbligo di collegare il POS alla cassa resta una vecchia opportunità: il bonus sulle commissioni addebitate per i pagamenti elettronici

Nel 2026 nuovi obblighi sui POS, stessi bonus per le commissioni

Nel 2026 vecchi e nuovi POS dovranno essere collegati alla cassa per far viaggiare insieme i dati di scontrini e pagamenti elettronici.

L’operazione sarà a costo zero e gli esercenti potranno continuare a recuperare in parte i costi delle commissioni tramite il credito d’imposta introdotto dal 2020.

Nel 2026 nuovi obblighi sui POS, vecchie opportunità: resta il bonus per le commissioni

Come ha anticipato il direttore delle Entrate Vincenzo Carbone, l’obbligo di collegare i due sistemi a partire da marzo, quando il servizio online dedicato sarà disponibile sul portale istituzionale, interessa oltre 2,1 milioni di registratori telematici attivi.

Periodo di attivazione di POS e RTScadenza per il collegamento
Fase transitoria: strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 Entro 45 giorni dalla data di messa a disposizione del servizio online
A regime: prima associazione di nuovi strumenti o eventuali variazioni successive A partire dal 6° giorno del 2° mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese

Accanto al nuovo obbligo, resta una vecchia opportunità per l’ampia platea di esercenti e lavoratori autonomi che utilizza i POS fisici o virtuali per incassare i pagamenti elettronici

Coloro che non superano la soglia di ricavi o compensi di 400.000 euro possono ottenere un credito d’imposta del 30 per cento per le commissioni addebitate in relazione alle transazioni effettuate con carte di credito, di debito, prepagate e con altri strumenti di pagamento tracciabile, quindi anche tramite smartphone.

L’agevolazione, che rientra nel paniere degli Aiuti di Stato, è nata per mitigare i costi di gestione dei POS ed è regolata dall’articolo 22 del Decreto legge n. 124 del 2019.

Cosa si intende per commissione?
Risponde l’Agenzia delle Entrate nel provvedimento del n. 181301/2020:

“La commissione applicata all’esercente dal soggetto che stipula con quest’ultimo un contratto di convenzionamento, pagata dall’esercente in relazione a un’operazione di pagamento basata su carta o altro strumento di pagamento elettronico tracciabile effettuata da un consumatore finale. Rientrano nella definizione di “commissione” i costi applicati sul transatto e/o i costi fissi che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone di locazione per la fornitura del servizio di accettazione”

Come funziona il bonus pos?

Si ha diritto al bonus, utilizzabile esclusivamente in compensazione, in relazione alle spese pagate in modalità tracciabile dai clienti consumatori finali, quindi nessuna agevolazione è prevista per le operazioni relative ad attività imprenditoriale o professionale.

Inserendo il codice tributo 6916 nel modello F24, è possibile usufruire del credito maturato a partire dal mese successivo a quello di sostenimento delle spese di commissione che di solito vengono riepilogate dagli operatori con un prospetto mensile.

Come previsto dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento n. 181301/2020, gli esercenti sono tenuti a conservare tutta la documentazione sulle commissioni addebitate che danno diritto al credito d’imposta.

E, inoltre, le somme recuperate tramite l’agevolazione devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta oggetto del bonus e in quelle successive, fino a conclusione dell’utilizzo.

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