Bonus partite IVA e imprese: tempi stretti per attuare le agevolazioni del DL Cura Italia

Giuseppe Guarasci - Incentivi alle imprese

Bonus per partite IVA e agevolazioni per le imprese: la tutela del lavoro è uno dei punti centrali del Decreto Cura Italia, ma i tempi per l'attuazione delle misure ivi contenute sono stretti e, in attesa delle disposizioni operative, cresce la confusione.

Bonus partite IVA e imprese: tempi stretti per attuare le agevolazioni del DL Cura Italia

Bonus per partite IVA e agevolazioni per le imprese: l’attuazione delle misure per rispondere all’emergenza economica causata dal coronavirus richiede tempi stretti.

Il Decreto Cura Italia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2020, ha introdotto un primo pacchetto di misure per imprese e famiglie.

25 miliardi di euro che, vale la pena specificarlo, sono soltanto una piccola parte delle risorse necessarie per rispondere all’evidente crisi economica generata dalla diffusione del Covid-19.

Se da un lato il Governo ha promesso misure più coraggiose, ed è già stato annunciato un nuovo decreto economico per il mese di aprile, dall’altro i titolari di partita IVA, le imprese ma anche le famiglie si trovano a dover fare i conti con una serie di bonus ed agevolazioni operative solo su carta.

Emblematico è il caos generatosi attorno al bonus di 600 euro per i titolari di partita IVA. Non è ancora possibile fare domanda, e si profila l’ipotesi di un click day per le richieste.

Stessa situazione per quel che riguarda le domande di cassa integrazione da parte delle imprese, soprattutto quelle più piccole ed appartenenti a settori maggiormente colpiti dall’emergenza coronavirus.

Sarà fondamentale che la macchina attuativa si attivi in tempi stretti per poter dare il via alle misure contenute nel Decreto Cura Italia.

Bonus partite IVA: per il via alle agevolazioni si attende la circolare INPS

Una precisazione doverosa è necessaria per i tanti titolari di partita IVA che si chiedono come fare domanda per il bonus di 600 euro.

La risposta è che allo stato attuale non se ne sa nulla. La complessa macchina burocratica italiana chiama in campo l’INPS e, dopo la pubblicazione del decreto Cura Italia il 17 marzo 2020, bisognerà attendere una circolare specifica con le istruzioni operative.

Circola l’ipotesi di un click day per le domande, considerando la scarsità dei fondi stanziati a copertura del bonus di 600 euro per i tanti titolari di partita IVA in Italia.

Al netto delle considerazioni personali, quel che è certo è che ad oggi non è sono ancora disponibili le istruzioni attuative. L’INPS dovrà fare in fretta, pur nella straordinarietà della situazione creatasi per via dell’emergenza coronavirus.

Un’attuazione urgente ed immediata è richiesta anche per il reddito di ultima istanza e per l’utilizzo del fondo istituito per autonomi, dipendenti e professionisti - anche iscritti a Casse di categoria - esclusi dal bonus di 600 euro.

In questo caso il Decreto Cura Italia concede 30 giorni di tempo a MEF e Ministero del Lavoro per disciplinarne l’attuazione. Tempi troppo lunghi se paragonati alla situazione attuale di urgenza.

Iter attuativo lungo anche per la cassa integrazione: doppio passaggio Regioni-INPS per fare domanda

Non è ancora attiva la procedura per l’accesso alla cassa integrazione in deroga, altra importante agevolazione introdotta dal Decreto Cura Italia in favore delle imprese e a sostegno del reddito dei lavoratori.

Serve rapidità e soprattutto chiarezza anche su questo punto. Per l’avvio della cassa integrazione per le aziende più piccole, con 5 o meno dipendenti, sono chiamate in campo innanzitutto le Regioni.

La CIGD (cassa integrazione in deroga) deve essere autorizzata con apposito decreto da parte della Regione. Questo è il primo step necessario per poter fare domanda, nel rispetto dei requisiti generali dettati dal Decreto Cura Italia e dagli altri decreti emanati dal Governo in considerazione dell’emergenza coronavirus.

Alla domanda presentata dalle imprese alla Regione dovrà seguire la pubblicazione dell’elenco dei beneficiari del trattamento in deroga e, successivamente, sarà necessario inoltrare una nuova domanda all’INPS.

Un iter che si presenta abbastanza articolato e che, per il momento, resta soltanto su carta. Anche in questo caso è necessario sottolineare - benché forse superfluo - la necessità di un’attuazione immediata.

In favore di imprese, professionisti e famiglie è necessario costruire un clima di fiducia, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo tutti.

Provvedimenti attuativi anche per bonus baby sitter, congedo parentale e permessi legge 104

In attesa delle istruzioni operative da parte dell’INPS vi sono non soltanto i titolari di partita IVA, ai fini dell’accesso al bonus di 600 euro, e le imprese destinatarie della cassa integrazione.

Chiedono risposte immediate anche le famiglie ed i lavoratori dipendenti ed autonomi chiamati a proseguire l’ordinaria attività lavorativa nonostante l’emergenza sanitaria del coronavirus.

Per i genitori che per via della propria occupazione non possono attivare forme di lavoro come lo smart working, è stato introdotta la possibilità di accedere al congedo parentale straordinario o, in alternativa, ad un bonus baby sitter di importo fino a 600 euro.

Per i voucher dedicati al pagamento dei servizi di baby sitting il decreto Cura Italia fornisce alcune anticipazioni sulle modalità di utilizzo: sarà necessario usare il Libretto Famiglia INPS già ad oggi attivo per le prestazioni domestiche a carattere occasionale. All’Istituto spetta quindi il compito di predisporre tutte le procedure necessarie per fare domanda ed utilizzare il bonus concesso.

Nessun specifica indicazione è invece data, all’interno del Decreto Legge n. 18, sulla richiesta del congedo parentale straordinario, i 12 giorni di permesso retribuiti al 50% in luogo dell’ordinario 30%.

Diversi i dubbi sollevati anche in merito alla fruizione degli ulteriori 12 giorni di permesso della legge 104. Servirà inoltrare una specifica domanda all’INPS? Come devono comportarsi i datori di lavoro?

Evidente è quindi che l’attuazione delle agevolazioni sul lavoro previste dal Decreto Cura Italia richiede che la macchina amministrativa si muova con urgenza.

Il sistema burocratico italiano, con la proverbiale “calma” che da sempre lo caratterizza, deve essere capace di sovvertire i luoghi comuni, in un momento di emergenza economica ed occupazionale, oltre che sanitaria.

Il coronavirus è una sfida per l’intero Paese, per i cittadini chiamati a rinunciare a molte delle proprie libertà personali e per il complesso apparato statale. Servono risposte giuste ed adeguate, per farsi trovati pronti una volta terminata questa fase di stand-by e per poter “correre più veloci domani”.

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