Bonus nido: quali spese copre e quali sono i metodi di pagamento da utilizare

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

A breve si apriranno le domande per il bonus nido INPS 2026. Quali spese copre l'agevolazione e quali sono le modalità di pagamento da utilizzare per non perdere il rimborso? Dallo scorso anno non è più possibile pagare in contanti

Bonus nido: quali spese copre e quali sono i metodi di pagamento da utilizare

Le famiglie sono in attesa del via libera all’invio della domanda per il bonus nido INPS 2026.

L’istituto ha pubblicato la circolare con le istruzioni operative ma la piattaforma per la prenotazione dei fondi non è ancora disponibile.

Nel mentre è utile riepilogare per quali spese è possibile ottenere il rimborso fino a un massimo di 3.600 euro annui e soprattutto quali sono le modalità di pagamento accettate.

Utilizzare le modalità di pagamento indicate dall’INPS è infatti fondamentale per non rischiare di perdere le somme spettanti. Dallo scorso anno non è più possibile utilizzare i contanti.

Bonus nido: quali spese copre ?

Il bonus nido è l’agevolazione INPS che riconosce alle famiglie un rimborso delle spese sostenute per le rette di asili nido pubblici e privati autorizzati e per il pagamento di forme di assistenza domiciliare, fino ai tre anni, in caso di gravi patologie croniche.

Dopo una lunga attesa l’INPS ha pubblicato la circolare con le istruzioni operative per la domanda nel 2026, anche se la piattaforma online per l’invio non è ancora disponibile. L’apertura, infatti, sarà comunicata con un apposito messaggio dell’istituto, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Ma quali spese copre esattamente il bonus nido?

Le spese rimborsabili per il “contributo asilo nido” sono esclusivamente le seguenti:

  • retta mensile;
  • eventuale quota di spesa sostenuta per la fornitura dei pasti, sempre relativi alla mensilità selezionata;
  • importo relativo all’imposta di bollo;
  • IVA agevolata.

Il rimborso non può eccedere la spesa effettivamente sostenuta e a carico del richiedente.

Non sono rimborsabili, invece, le somme versate a titolo di iscrizione, quelle del pre-scuola e del postscuola, l’importo a titolo di imposta sul valore aggiunto (IVA) ordinaria.

In merito a queste ultime vale l’eccezione degli asili nido gestiti da cooperative sociali e ONLUS, per i quali l’IVA (c.d. agevolata) può essere rimborsata in quanto dovuta dalla struttura a titolo forfettario.

Quest’anno, come previsto dal decreto n. 95 del 2025, è possibile ottenere il rimborso delle rette anche per la frequenza di:

  • nidi e micronidi;
  • sezioni primavera;
  • servizi integrativi che concorrono all’educazione e alla cura dei bambini, “segnatamente spazi gioco e servizi educativi in contesti domiciliari, abilitati all’esercizio delle predette attività secondo le rispettive legislazioni regionali”.

Al contrario, il contributo non può essere richiesto per la frequenza di centri per bambini e famiglie, che accolgono bambini e bambine nei primi di mesi di vita con un adulto accompagnatore e per le spese sostenute per servizi diversi da quelli indicati, come servizi ricreativi, servizi pre-scuola, post-scuola, frequenza di centri per bambini e famiglie, che accolgono bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore.

Bonus nido INPS 2026: le spese devono essere pagate con metodi tracciabili

Per poter ottenere l’agevolazione è, poi, fondamentale prestare attenzione al metodo di pagamento utilizzato, così da evitare di perdere il diritto a ricevere il rimborso.

Le spese, infatti, devono essere adeguatamente certificate e sostenute con metodi di pagamento tracciabile.

Dallo scorso anno, infatti, non è più possibile pagare le rette in contanti. Senza adeguati documenti per provare la spesa sostenuta non è possibile ottenere il bonus.

Quali sono allora i metodi di pagamento idonei che danno diritto al rimborso?

Nella circolare con le istruzioni, l’INPS fornisce un dettagliato elenco. Le famiglie possono utilizzare uno dei seguenti metodi di pagamento per ottenere il bonus:

  • bonifico bancario o postale attestante l’avvenuta esecuzione del pagamento (addebito sul conto corrente), prodotta su carta intestata della banca o di Poste italiane S.P.A. Sono altresì ammessi i bonifici effettuati tramite conto corrente cointestato ai genitori del minore. Non sono ammessi ordinativi di bonifico revocabili o documentazione relativa a operazioni di home banking da cui non risulti l’avvenuta esecuzione del pagamento;
  • sistemi di pagamento tracciabili (carta di credito/debito/POS). La liquidazione è consentita anche in presenza della sola ricevuta del POS con importo corrispondente a quello indicato nella fattura o ricevuta del mese di riferimento;
  • ricevuta di pagamento effettuata tramite PagoPA completa dell’avviso di pagamento inviato dall’Ente locale o di altra documentazione che riporti il codice IUV (Identificativo Univoco di Versamento). Per i servizi erogati dagli asili nido pubblici, tale documentazione deve contenere gli elementi essenziali per individuare la struttura, il minore, il dettaglio del servizio e il mese di competenza;
  • bollettino di conto corrente postale effettuato a nome del richiedente il contributo o del minore beneficiario;
  • assegno bancario non trasferibile;
  • attestazione del datore di lavoro comprovante l’avvenuto pagamento della retta o l’evidenza della trattenuta in busta paga (documentazione ammessa esclusivamente per gli asili nido aziendali).

Tutte queste sono considerate forme di pagamento valide, purché effettuate a nome del richiedente e/o del minore.

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