Bonus 200 euro pensionati: l’INPS nega il pagamento, ma i redditi della CU sono inferiori a 35.000 euro

Rosy D’Elia - Pensioni

Bonus 200 euro pensionati: l'INPS non effettua il pagamento, ma i redditi della CU sono inferiori a 35.000 euro. Rifiutata anche la domanda di ricostituzione, ma con argomentazioni vaghe. Il caso segnalato da un lettore di Informazione Fiscale.

Bonus 200 euro pensionati: l'INPS nega il pagamento, ma i redditi della CU sono inferiori a 35.000 euro

Bonus 200 euro, continuano le segnalazioni da parte di pensionati e pensionate che, pur avendo i requisiti richiesti, non hanno ricevuto il pagamento dell’indennità contro il caro prezzi e dall’INPS ricevono risposte vaghe.

Questa volta a rivolgersi alla redazione di Informazione Fiscale è un lettore che ha una CU, Certificazione Unica, relativa ai redditi del 2021 sotto i 35.000 euro ma che non ha potuto beneficiare della misura di sostegno per il superamento della soglia reddituale prevista dall’articolo 32 del Decreto Aiuti.

Vana anche la domanda di ricostituzione, ma l’INPS risponde senza argomentare le motivazioni dell’esclusione.

Bonus 200 euro pensionati: l’INPS nega il pagamento, ma i redditi della CU sono inferiori a 35.000 euro

Ai pensionati e alle pensionate il bonus 200 euro è stato erogato automaticamente dall’INPS con la pensione di luglio 2022, senza necessità di presentare domanda. Nel frattempo il Decreto Aiuti ter ha messo in campo un nuovo bonus di 150 euro, che sarà erogato a novembre a chi ha un reddito fino a 20.000 euro.

Nel frattempo, però, c’è chi attende ancora di ricevere la prima indennità contro il caro prezzi.

L’articolo 32 del DL n. 50/2022 indica “un reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro” tra i requisiti fondamentali per ricevere il bonus 200 euro.

A differenza di altri passaggi normativi, l’indicazione è chiara ma, secondo quanto emerge dalle segnalazioni arrivate alla redazione di Informazione Fiscale, non è del tutto chiara la modalità con cui l’INPS, in base alla soglia reddituale, esclude i pensionati e le pensionate dal beneficio.

Ad accendere i riflettori sul tema il caso di un lettore che, con redditi pari a circa 34.500 euro indicati nella Certificazione Unica 2022, non ha ricevuto il pagamento del bonus 200 euro con la pensione di luglio perché all’Istituto risulta una cifra più alta.

La sua situazione, seppure opposta, fa il paio con quella evidenziata lo scorso agosto da un lettore rimasto senza indennità pur avendo un reddito da pensione superiore a 35.000 euro ma, per effetto delle deduzioni a cui ha diritto, pari a circa 29.000 euro.

Bonus 200 euro, esclusi pensionati con una CU sotto i 35.000 euro: risposte vaghe dall’INPS

Come indicato nelle istruzioni fornite con la circolare numero 73 del 2022, avendo una CU inferiore a 35.000 euro a fine agosto, dopo “comunicazioni, segnalazioni, richieste, trasmissione di documentazione” il pensionato ha presentato domanda di ricostituzione per vedersi riconosciuto il bonus 200 euro.

Ma anche in questo caso dall’INPS è arrivata una risposta negativa sulla possibilità di ricevere il pagamento.

Motivazione? La CU di 34.500 euro circa è corretta, ma all’Istituto risulta un reddito più alto.

Anche all’INPS risulta regolare la Certificazione Unica, ma per l’Istituto il reddito da prendere in considerazione è più elevato di quello certificato e supera i 36.000 euro: con questi parametri il beneficio non può essere erogato.

In questo modo la sede territoriale di riferimento risponde all’ennesima richiesta di chiarimenti e conclude la vicenda.

Sempre la circolare numero 73 del 2022 ha indicato le modalità con cui l’INPS ha verificato i requisiti reddituali e ha concesso il via libera al pagamento del bonus 200 euro per pensionati e pensionate:

  • redditi da Certificazioni Uniche 2022 emesse dall’Istituto;
  • redditi da flussi UniEmens;
  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione soggetti all’iscrizione in Gestione separata;
  • redditi dichiarati dai pensionati per l’anno 2021 noti all’Istituto ai fini delle verifiche del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito in godimento;
  • assegni straordinari del credito, credito cooperativo e Poste italiane soggetti a tassazione separata considerando l’importo lordo da assoggettare a tassazione separata derivante dai trattamenti stessi.

Il dubbio, quindi, è che il superamento della soglia reddituale rilevato dall’INPS possa derivare da una di queste voci prese in considerazione, ma la posizione dalla sede territoriale è netta e poco argomentata.

L’esclusione dal bonus 200 euro è certa. Ma non è altrettanto certa, perché non ci sono elementi per conoscerla, la motivazione che ha bloccato il pagamento dell’indennità.

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