Assegno unico più basso ad aprile: errore nel calcolo dell’ISEE?

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Il 20 aprile è la prima data di pagamento dell’assegno unico di aprile ma è già possibile consultare l’accredito INPS. Molte famiglie lamentano l'assegno pagato con importo minimo nonostante abbiano aggiornato l’ISEE correttamente

Assegno unico più basso ad aprile: errore nel calcolo dell'ISEE?

Assegno unico di aprile calcolato al minimo?

Molte famiglie denunciano sui social che l’accredito atteso dall’INPS ha un importo più basso rispetto alle previsioni.

Il motivo sarebbe dovuto ad un errore nell’aggancio del nuovo ISEE alla domanda per la prestazione.

L’indicatore, infatti, è un elemento fondamentale per calcolare l’importo spettante dell’assegno. La questione è che a lamentare il pagamento in forma ridotta sono anche le famiglie che hanno inviato l’ISEE correttamente e nei tempi previsti.

Ad ogni modo, nel caso in cui le famiglie avessero diritto a ricevere somme non erogate, l’INPS le pagherà a conguaglio.

Assegno unico più basso ad aprile: errore nel calcolo dell’ISEE?

L’assegno unico per i figli a carico relativo alla mensilità di aprile sta per essere pagato. Le famiglie riceveranno le somme spettanti da lunedì 20, così come previsto dal calendario fornito dall’INPS.

In alcuni casi però, l’importo che le famiglie si vedranno accreditare nei prossimi giorni potrebbe essere più basso di quanto previsto.

Molti utenti sui social, anche sulla pagina Facebook ufficiale dell’INPS, lamentano un importo più basso in pagamento. In pratica, ad alcune famiglie l’assegno unico è stato calcolato al minimo, come se non avessero presentato l’ISEE nonostante sia stato invece trasmesso correttamente e nei tempi previsti dalla normativa.

L’indicatore, ricordiamo infatti, è un parametro fondamentale per determinare l’effettivo l’importo spettante erogato dall’INPS. Senza un ISEE valido (o con un valore superiore a 46.582,71 euro) l’Istituto eroga l’assegno con importo minimo, cioè circa 58 euro per figlio.

Come noto, ogni anno c’è una precisa scadenza per inviare la dichiarazione aggiornata. Chi non presenta una DSU relativa al nuovo anno entro il termine del 28 febbraio riceve l’importo ridotto.

Questa situazione non desterebbe preoccupazione per chi ha inviato l’ISEE dopo il 28 febbraio. I sistemi, infatti, potrebbero non essere ancora aggiornati per chi ha presentato l’ISEE a marzo, mentre sicuramente non lo sono per chi l’ha inviato ad aprile.

Una caso come quello segnalato sui social da molti però non dovrebbe verificarsi per chi invece lo ha presentato correttamente e nei tempi, come invece sta accadendo in queste ore. C’è infatti chi, dopo aver inviato l’ISEE aggiornato al 2026, a marzo ha ricevuto l’importo corretto mentre ora ad aprile l’importo minimo.

Dall’INPS non sono arrivate comunicazioni ufficiali a riguardo. Potrebbe trattarsi di un errore dei sistemi che non hanno agganciato correttamente il nuovo l’ISEE alla domanda attiva, con il risultato che alcune famiglie con ISEE inviato correttamente risultano invece con ISEE non presentato.

Chi si trova in una situazione simile non deve però preoccuparsi. Se effettivamente si ha diritto a somme ulteriori a titolo di assegno unico, l’INPS provvederà ad erogarle a conguaglio nelle prossime mensilità e comunque entro il 30 giugno.

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Quando arrivano gli arretrati dell’assegno unico

Possibili errori di calcolo a parte, le famiglie che non hanno presentato l’ISEE aggiornato al 2026 hanno tempo fino alla scadenza del 30 giugno per farlo e ottenere gli arretrati spettanti da marzo.

Inviando la dichiarazione aggiornata entro tale data infatti consentirà di ricevere tutte le somme spettanti non erogate da marzo, cioè da quando sono partiti i pagamenti con importo minimo.

Bisogna fare attenzione però perché il termine è perentorio. Chi dovesse saltare anche questa seconda scadenza nell’anno perderà definitivamente il diritto a ricevere gli arretrati e continuerà a ricevere l’importo minimo fino alla presentazione della DSU aggiornata.

Ricordiamo che nel 2026, in base alla rivalutazione annuale, il valore minimo spettante è pari a 58,30 euro (in assenza di ISEE o con un valore pari o superiore a 46.582,71 euro), mentre l’importo massimo è di 203,80 euro (per ISEE fino a 17.468,51 euro).

L’importo base dell’assegno, poi, può essere maggiorato sulla base di numerosi altri elementi.