Colf e badanti: salgono gli stipendi ma cala il numero dei lavoratori e delle lavoratrici regolari. Il report dell’INPS dipinge il quadro della situazione mentre si discute dell’ipotesi flat tax e dell'istituzione dell’albo professionale
Il numero di lavoratrici e lavoratori domestici regolari è in calo per il quarto anno consecutivo.
Dopo l’impennata dei contratti regolari nel periodo covid, il numero di colf e badanti con almeno un contributo versato all’INPS nell’anno continua a scendere.
In compenso crescono le retribuzioni: lo stipendio medio per chi svolge lavoro domestico è in crescita, pari a 8.019 euro nel 2025.
Questi i dati salienti forniti dall’INPS nell’Osservatorio sui lavoratori domestici relativo al 2025, presentato il 18 maggio.
Lavoro domestico: aumentano gli stipendi ma calano colf e badanti regolari
Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti in particolar modo alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown, il numero di colf e badanti regolari è in calo per il quarto anno consecutivo.
Nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’INPS sono stati 804.464, il 2,3 per cento in meno rispetto al 2024, per una perdita tra il 2021 e il 2025 di circa 173.000 lavoratori e lavoratrici.
Quello sulla regolarità dei contratti è forse il dato dell’Osservatorio sui lavoratori domestici aggiornato che colpisce di più, un tema ormai noto e di cui si discute da anni.
”Il lavoro domestico è una componente essenziale del welfare italiano”, ha dichiarato il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, “In un Paese che invecchia, in cui cambiano le famiglie e cresce il bisogno di assistenza, colf e badanti non rappresentano più una dimensione marginale del mercato del lavoro, ma una vera infrastruttura sociale. Nonostante l’esistenza di regole chiare, questo settore continua a essere esposto a una presenza significativa di lavoro nero e grigio”.
In compenso, nel 2025 si registra un aumento delle retribuzioni: lo stipendio medio per colf e badanti è pari a 8.019 euro, un incremento del 2 per cento rispetto al 2024.
Il settore del lavoro domestico è uno dei pochi dove le donne hanno in media una retribuzione più alta rispetto agli uomini, rispettivamente 8.100 euro contro 7.700. La retribuzione, oltre che per sesso, si differenzia anche per tipologia di lavoro: l’attività di badante, infatti, presenta retribuzioni mediamente più alte del 28 per cento rispetto a chi svolge attività di colf.
La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia, che ne conta 156.316 (19,4 per cento), seguita dal Lazio (14,1 per cento), dalla Toscana (8,9 per cento) e dall’Emilia Romagna (8,6 per cento). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà delle lavoratrici e dei lavoratori domestici in Italia.
La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,9 per cento del totale), anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022.
Lavoro domestico: si lavora alla tassazione agevolata e all’albo professionale
Nel convegno di ieri organizzato dall’INPS è stato approfondito il tema dell’evasione e dell’irregolarità nei contratti. Una delle possibili soluzioni proposte dal Presidente INPS è quella di lavorare all’istituzione di un Albo nazionale per colf e badanti.
Un elenco pubblico, come già accade per molte professioni in Italia, che possa qualificare e certificare le competenze degli assistenti familiari.
“Dare trasparenza a questo settore significa trasformare un bisogno privato in una risposta pubblica ordinata, riconoscibile e sicura” ha precisato Fava.
Non solo. Tra le ipotesi in campo, c’è anche la proposta lanciata qualche tempo fa dal presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Massimo Garavaglia, nel confronto con il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, sul Decreto Fiscale, ovvero quella di introdurre una flat tax per colf e badanti.
Come funzionerebbe la novità?
L’ipotesi di nuova tassa piatta, più leggera dell’IRPEF ordinaria, è nata proprio dalla necessità di contrastare l’evasione del settore domestico. In pratica le famiglie sarebbero coinvolte nel ruolo di sostituti d’imposta, ovvero quei soggetti che al posto dei lavoratori e delle lavoratrici versano materialmente le imposte dovute, prevedendo però pagamenti più leggeri.
Nel concreto, le famiglie sarebbero chiamate in prima linea a effettuare materialmente i pagamenti, dall’altro per alleggerire il nuovo adempimento si ridurrebbe anche l’importo da versare, con un’imposta fissa e alternativa all’IRPEF ordinaria.
In quell’occasione l’ipotesi era stata accolta con favore ma poi non ha avuto seguito nel corso dell’iter parlamentare. Nulla toglie che la proposta possa essere discussa nel prossimo futuro, anche alla luce dei dati emersi dal rapporto INPS.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Lavoro domestico: in calo colf e badanti regolari mentre si ragiona su flat tax e albo