SPID, firma elettronica e domicilio digitale: nel DL Rilancio 50 milioni per digitalizzare la PA

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

SPID, firma elettronica e domicilio digitale: la PA punta alla digitalizzazione, grazie ai 50 milioni di euro stanziati dal decreto Rilancio del 13 maggio 2020. Tra gli obiettivi vi è inoltre l'applicazione del principio Only Once per la richiesta di dati ai cittadini e alle imprese.

SPID, firma elettronica e domicilio digitale: nel DL Rilancio 50 milioni per digitalizzare la PA

Decreto Rilancio, sono 50 i milioni di euro disponibili per la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Firma elettronica, domicilio digitale, potenziamento della APP "IO" con accesso SPID, applicazione del principio “Una Tantum” o “Only Once” attraverso l’interoperabilità e la messa in comunicazione delle banche dati pubbliche; queste saranno le direttrici su cui avanzerà la PA nel prossimo futuro e che verranno appunto finanziate con le risorse del Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione previsto dal Decreto approvato il 13 maggio.

In particolare, queste risorse saranno affidate alle cure del ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, esponente del M5S. Del resto, quello della modernizzazione dell’apparato pubblico con un robusto innesto di nuove tecnologie è uno dei temi tradizionali del Cinque Stelle.

Ma vediamo nel dettaglio i settori principali di intervento del nuovo fondo finanziato dal Decreto Rilancio.

Decreto Rilancio, 50 milioni per digitalizzare la PA: semplificazione sotto i principi dell’Una Tantum o Only Once

Il principio dell’Only Once o Una Tantum è un criterio di derivazione europea seguendo il quale gli enti pubblici dovrebbero condividere tra loro e in sicurezza le informazioni per evitare che le imprese e i cittadini siano costretti a fornire più volte gli stessi dati.

Il risultato atteso ovviamente è una semplificazione e una accelerazione delle procedure.

Nel Decreto Rilancio si prevede di renderlo un principio concreto attraverso il rafforzamento dell’interoperabilità tra enti con regole di accesso standard, semplificate e rispettose della privacy, alle banche dati altrui.

In questo modo - si legge sul sito del Dipartimento della Funzione pubblica - l’amministrazione che fruisce delle informazioni (‘procedente’) si impegna a dichiarare le finalità istituzionali alla base dell’accesso ai dati in possesso di un’altra amministrazione (‘certificante’).”

SPID, firma elettronica, domicilio digitale, piattaforme abilitanti: le vie per digitalizzare la PA

Per rendere davvero più spedito il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione il nuovo Fondo per l’innovazione punta alla diffusione di strumenti che peraltro sono già presenti nel rapporto tra cittadini-utenti e uffici pubblici.

Stiamo parlando della firma digitale di documenti, istanze, ecc. e più complessivamente dello SPID, l’identità digitale oppure del possesso di un domicilio digitale, ovvero un indirizzo elettronico scelto presso un servizio di posta elettronica certificata.

Si tratta di strumenti già previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo 82 del 2005) e che ora dovranno essere potenziati, al pari delle cosiddette piattaforme abilitanti delle quali abbiamo già imparato a riconoscere l’utilità: basti pensare a SPID, (con la quale accediamo alla recente IO e a PagoPA.

Si tratta di un’operazione - recita un comunicato del ministro per l’Innovazione - che interviene su modalità di funzionamento, criteri di organizzazione e distribuzione di energie all’interno di numerosi uffici pubblici. Richiede pertanto interventi complessi, non soltanto tecnologici ma anche formativi, amministrativi, procedurali. Gli stanziamenti potranno essere utilizzati, oltre che per acquisti di software, per sostenere la realizzazione di cambiamenti necessari finalizzati a rendere più agili i rapporti tra cittadini e macchina pubblica.”

Uno degli effetti positivi che si attende il dicastero guidato da Paola Pisano è che il Fondo previsto dal decreto Rilancio diventi un volano economico del Paese con la richiesta di tecnologie innovative, incentivando la "Silicon Valley" nostrana a creare sistemi sempre più avanzati e progettati per la Pubblica amministrazione riconoscendola come committente del quale vanno soddisfatte le esigenze e non come cliente passivo che assorbe prodotti ritagliati su altre esigenze.

Insomma, in quest’ottica il Fondo per l’innovazione dovrebbe rappresentare soltanto un primo passo.

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