Quota 100 dipendenti pubblici: la liquidazione arriverà in ritardo

Guendalina Grossi - Pensioni

I dipendenti pubblici che decideranno di aderire a quota 100 dovranno raggiungere l'età pensionabile al fine di ricevere la liquidazione. Vediamo nel dettaglio perché.

Quota 100 dipendenti pubblici: la liquidazione arriverà in ritardo

Tutti i dipendenti statali che decideranno di beneficiare della quota 100, dovranno attendere alcuni anni prima di ricevere la liquidazione.

Questo perché il DL 4/2019 ha stabilito che tutti i dipendenti statali che andranno in pensione con quota 100 dovranno raggiungere l’età pensionabile prima di avere il Trattamento di fine servizio, e quindi aspettare di aver compiuto 67 anni di età.

In alternativa i dipendenti statali, per ricevere la liquidazione possono decidere di rivolgersi agli istituti di credito stipulando delle apposite convenzioni al fine dell’erogazione della stessa.

La notizia del ritardo nel pagamento della liquidazione per i dipendenti pubblici, non è andata giù ai sindacati che ritengono che questa decisione del Governo crei un divario tra dipendenti privati e statali favorendo coloro che lavorano in aziende private.

Quota 100, dipendenti pubblici: ritardi nel pagamento della liquidazione per chi deciderà di beneficarne

Tutti i dipendenti pubblici che decideranno di beneficiare di quota 100, che ricordiamo consentirà a tutti coloro che hanno compiuto 62 anni di età e che hanno versato almeno 38 anni di contributi di andare in pensione anticipatamente, dovranno attendere alcuni anni prima di ricevere la liquidazione.

Questo perché l’articolo 23 del DL 4/2019 ha stabilito che tutti coloro che aderiranno a quota 100, riceveranno l’indennità di fine servizio nel momento in cui il soggetto avrebbe dovuto maturare il diritto alla corresponsione della stessa, ovvero una volta raggiunta l’età pensionabile.

Ciò vuol dire che i dipendenti pubblici vedranno erogarsi la liquidazione solamente quando questi raggiungeranno la pensione di vecchiaia, ovvero i 67 anni di età.

Non sono d’accordo con questa decisione i sindacati, ed in particolare il Segretario Generale della Cisl FP Maurizio Petriccioli, che ha dichiarato che allungare ulteriormente i tempi di corresponsione del trattamento di fine rapporto rappresenta un’ipotesi inaccettabile.

Petriccioli, ha inoltre aggiunto che ritardare il pagamento della liquidazione ai dipendenti pubblici creerebbe ancora più disparità tra settore privato e settore pubblico.

Quota 100 dipendenti pubblici: in pensione a partire da luglio 2019

I dipendenti pubblici che al 31 dicembre 2018 hanno maturato i requisiti per beneficiare di quota 100, a differenze dei dipendenti privati, potranno andare in pensione anticipata a partire da luglio 2019.

I dipendenti statali che invece matureranno i requisiti a partire dal 1° aprile 2019 conseguiranno il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dopo 6 mesi.

Questo per via del meccanismo delle finestre d’uscita che il Governo ha deciso di applicare, al fine di evitare un esodo di massa dal mondo del lavoro.

Lo stesso discorso vale per i dipendenti scolastici che potranno andare in pensione anticipata a settembre 2019, una volta iniziato il nuovo anno scolastico.

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