Pensioni, quota 100: la misura rischia di essere sottoposta ad importanti modifiche

Guendalina Grossi - Pensioni

Con la presunta alleanza tra M5S e Partito Democratico, quota 100 rischia di subire importanti modifiche. Vediamo perché.

Pensioni, quota 100: la misura rischia di essere sottoposta ad importanti modifiche

Ora che le trattative tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico sembrano aver ripreso piede, quota 100 rischia di essere sottoposta ad importanti modifiche.

Come noto, quota 100 è la misura proposta ed inserita nel DL 4/2019 dal Governo giallo-verde per favorire l’uscita anticipata dei lavoratori dipendenti e privati dal mondo del lavoro.

Con il nuovo assetto che si sta creando la suddetta misura potrebbe subire variazioni e tagli, al fine di recuperare risorse utili che possono essere impiegate in altri settori.

Ma vediamo nel dettaglio cosa hanno in mente il M5S e il PD in merito a quota 100 e dove questi vogliono investire le risorse destinate alla misura che consente ai contribuenti di andare in pensione anticipatamente.

Pensioni, ultime novità: con l’alleanza tra M5S e PD quota 100 rischia di essere modificata

Con la ripresa delle trattative tra M5S e PD, quota 100 rischia di subire importanti modifiche.

L’obiettivo è quello di sottoporre la misura ad un restyling in vista della nuova Legge di Bilancio, al fine di recuperare risorse che potrebbero essere utilizzate per bloccare gli aumenti dell’Iva in procinto di deflagrare ma anche per finanziare il taglio del cuneo fiscale adesso che il nebuloso progetto legato alla flat tax con l’aliquota al 15%.

Questo consentirebbe al futuro Governo di risparmiare fino a 17 miliardi di euro, ma tutto dipenderà dalle decisioni che il PD e il M5S prenderanno nei prossimi giorni.

La decisione di modificare e non rinnovare quota 100 dipenderebbe anche dal flop delle domande che sono pervenute all’INPS in questi mesi, che sono ben sotto le stime che il Governo si era preventivato.

Pensioni quota 100: flop di domande rispetto alle stime del Governo

Le domande che sono pervenute all’INPS in questi mesi, da parte dei lavoratori che hanno compiuto i 62 anni di età e che hanno versato almeno 38 anni di contributi, sembrano essere nettamente inferiori rispetto alle stime che il Governo aveva fatto.

In particolare le domande risultano inferiori del 30 per cento rispetto alle previsioni iniziali.

Se dovesse continuare così anche nel 2020 e nel 2021 si verificherebbe l’ipotesi di uno stanziamento di risorse sovrastimate rispetto alle richieste di pensionamento reali.

Proprio per questo motivo il Partito Democratico vorrebbe eliminare quota 100 a partire dal 2021, anno in cui le risorse previste per la misura fortemente voluta dalla Lega ammonterebbero a circa 8,6 miliardi di euro.

Non ci resta ora che aspettare e vedere cosa succederà nei prossimi giorni fra il M5S e il PD in modo tale da capire anche quali decisioni verranno prese in materia di riforma previdenziale.

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