Paesi black list, nel nuovo elenco UE altri 10 Paradisi Fiscali

Alessio Mauro - Imposte

Paesi black list, altri 10 Stati entrano nella lista nera dei Paradisi Fiscali dell'UE. La decisione dell'Ecofin include tra i Paesi non cooperativi ai fini fiscali anche gli Emirati Arabi Uniti. Ecco il nuovo elenco aggiornato.

Paesi black list, nel nuovo elenco UE altri 10 Paradisi Fiscali

Paesi black list, nell’elenco UE entrano altri 10 Stati. L’aggiornamento è stato disposto dall’Ecofin e porta a 15 i Paradisi Fiscali, ovvero quei Paesi con giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali.

Si tratta di un aggiornamento importante e il nuovo elenco dei Paesi black list è stato stilata dall’UE a seguito del mancato rispetto degli impegni assunti nei confronti dell’Unione Europea in termini di politiche fiscali.

La lista nera dei Paesi non cooperativi, colpevoli di aver adottato politiche fiscali di particolare vantaggio, include anche gli Emirati Arabi Uniti, nonostante il dissenso che l’Italia, insieme all’Estonia, aveva apertamente manifestato al Consiglio UE.

Ecco l’elenco completo dei Paesi black list 2019 aggiornato dall’UE e reso noto con il comunicato stampa del 12 marzo.

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Ecofin - comunicato stampa 12 marzo 2019
Fiscalità: il Consiglio rivede la lista UE delle giurisdizioni non cooperative

Paesi black list, nel nuovo elenco UE altri 10 Paradisi Fiscali

Sono in totale 15 i Paesi non cooperativi a livello fiscale che fanno parte della lista nera adottata dall’Unione Europea.

Oltre alle cinque giurisdizioni già presenti, nell’elenco dei Paesi black list dell’Unione Europea sono state incluse le seguenti 10 giurisdizioni:

  • Aruba,
  • Barbados,
  • Belize,
  • Bermuda,
  • Dominica,
  • Figi,
  • Isole Marshall,
  • Oman,
  • Emirati arabi uniti,
  • Vanuatu.

Si tratta di alcuni tra gli Stati che erano transitati nella lista grigia dei Paesi monitorati dall’UE e che si erano assunti l’impegno di varare misure di politica fiscale idonee al fine di migliorare le proprie pratiche.

Misure che non sono state attuate entro il termine stabilito, ovvero entro la fine del 2018, e che hanno portato al corposo aggiornamento della lista dei Paesi black list dell’UE. I nuovi Paradisi Fiscali si aggiungono a quelli già presenti nell’elenco comunitario, ovvero:

  • Samoa americane,
  • Guam,
  • Samoa,
  • Trinidad e Tobago,
  • Isole Vergini degli Stati Uniti.

Stati per i quali l’Unione Europea, anche grazie all’elaborazione della black list, intende favorire lo sviluppo del proprio programma di miglioramento delle pratiche fiscali globali, combattere l’elusione fiscale e migliorare governance e trasparenza.

Obiettivo già raggiunto per 30 Paesi, che hanno varato misure fiscali utili in tal senso.

Elenco Paesi black list UE, aggiornamento periodico della lista dei Paradisi Fiscali

Il processo per l’elaborazione dell’elenco dei Paradisi Fiscali e dei criteri utilizzati dall’Unione Europea per l’elaborazione dell’elenco dei Paesi Black List si basano sui seguenti principi:

  • i criteri a cui dovrebbe rispondere una giurisdizione per essere considerata adempiente sul piano della trasparenza fiscale;
  • i criteri a cui dovrebbe rispondere una giurisdizione per essere considerata adempiente ai fini dell’equa imposizione;
  • il fatto che le norme minime dell’OCSE contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili ("tax base erosion and profit shifting", BEPS) siano in fase di attuazione.

Parametri utili, secondo l’Unione Europea, per favorire e promuovere la modifica di politiche fiscali borderline.

La lista, infatti:

fa parte della strategia esterna dell’UE in materia di imposizione definita dal Consiglio, è destinata a contribuire agli sforzi messi in atto per impedire l’elusione fiscale da parte delle società e promuovere la buona governance in materia fiscale a livello mondiale.

Un processo avviato nel 2016 dal gruppo del Consiglio responsabile dell’attuazione di un codice di condotta UE in materia di tassazione delle imprese e che ha portato alla pubblicazione della prima lista UE dei Paesi non cooperativi a dicembre 2017.

Un lavoro di aggiornamento costante ed un processo dinamico, conclude il comunicato dell’Ecofin. La lista dei Paesi black list sarà costantemente riesaminata ed aggiornata, tenendo conto dell’evoluzione delle giurisdizioni dei diversi Stati.

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