Paesi black list, aggiornato l’elenco UE dei Paradisi Fiscali

Alessio Mauro - Imposte

Paesi black list, aggiornata al 14 novembre la lista nera dei Paradisi Fiscali dell'UE. Presenti nell'elenco 8 giurisdizioni che non rispettano standard minimi di trasparenza fiscale, equa imposizione e impegno nelle regole internazionali contro l'erosione delle basi imponibili e il trasferimento degli utili.

Paesi black list, aggiornato l'elenco UE dei Paradisi Fiscali

Paesi black list, l’ultimo aggiornamento dell’elenco UE che racchiude le giurisdizioni non cooperative riduce a 8 il numero dei Paradisi Fiscali, ovvero quei Paesi con giurisdizioni non cooperative. A monitorare sulle politiche fiscali è il gruppo “Codice di condotta” del Consiglio ECOFIN.

Si tratta di un aggiornamento importante e il nuovo elenco dei Paesi black list viene rivisto dall’UE in base al rispetto, o meno, degli impegni assunti nei confronti dell’Unione Europea in termini di politiche fiscali.

Dalla lista nera dei Paesi non cooperativi, colpevoli di aver adottato politiche fiscali di particolare vantaggio, sono stati depennati da marzo a novembre 7 Paradisi Fiscali. La “promozione” più recente riguarda il Belize.

Ecco l’elenco completo dei Paesi black list 2019 aggiornato dall’UE e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 novembre.

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Consiglio Europeo - Paesi Black List, aggiornamento del 14 novembre 2019
Lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali — Relazione del Gruppo «Codice di condotta (Tassazione delle imprese)» relativa alle modifiche agli allegati delle conclusioni del Consiglio del 12 marzo 2019, compresa la rimozione dalla lista di una giurisdizione.

Paesi black list, aggiornato l’elenco UE dei Paradisi Fiscali

Sono in totale 8 i Paesi non cooperativi a livello fiscale che fanno parte della lista nera adottata dall’Unione Europea.

Si riduce il numero, dopo che a marzo 2019 l’elenco dei Paesi black list dell’Unione Europea era stato ampliato con l’aggiunta di 10 giurisdizioni.

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Ecofin - comunicato stampa 12 marzo 2019
Fiscalità: il Consiglio rivede la lista UE delle giurisdizioni non cooperative

In questi mesi sono stati fatti una serie di progressi e sono stati rispettati da alcuni Stati gli impegni presi con l’Unione Europea.

Nella versione aggiornata al 14 novembre nella lista UE si contano 8 paradisi fiscali:

  • Samoa americane: non applicano alcuno scambio automatico di informazioni finanziarie, non hanno firmato né ratificato, nemmeno attraverso la giurisdizione da cui dipendono, la convenzione multilaterale modificata dell’OCSE che riguarda la reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, non si sono impegnate ad applicare gli standard minimi in materia di BEPS né ad affrontare le problematiche evidenziate;
  • Figi: non hanno ancora modificato o abolito le proprie misure fiscali preferenziali dannose.
  • Guam: non applica nessuno scambio automatico di informazioni finanziarie, non ha firmato né ratificato, nemmeno attraverso la giurisdizione da cui dipende, la convenzione multilaterale modificata dell’OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, non si è impegnato ad applicare gli standard minimi in materia di BEPS né ad affrontare le problematiche;
  • Oman: la situazione è identica al Guam;
  • Samoa: dispone di misure fiscali preferenziali dannose e non si è impegnata a risolvere la situazione e non ha rispettato gli impegni presi;
  • Trinidad e Tobago: valutata “non conforme” dal forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali per quanto riguarda lo scambio di informazioni su richiesta;
  • Isole Vergini degli Stati Uniti: la situazione è simile all’Oman, al Guam e alle Samoa americane;
  • Vanuatu: favorisce le strutture e i meccanismi offshore che attraggono utili che non rispecchiano un’attività economica effettiva e non ha ancora risolto questa problematica.

L’aggiornamento del 14 novembre, inoltre, riporta anche notizie paese per paese dello stato di avanzamento della cooperazione con l’UE per quanto riguarda gli impegni assunti in vista dell’applicazione dei principi della buona governance fiscale.

Elenco Paesi black list UE, aggiornamento periodico della lista dei Paradisi Fiscali

Il processo per l’elaborazione dell’elenco dei Paradisi Fiscali e dei criteri utilizzati dall’Unione Europea per l’elaborazione dell’elenco dei Paesi Black List si basano sui seguenti principi:

  • i criteri a cui dovrebbe rispondere una giurisdizione per essere considerata adempiente sul piano della trasparenza fiscale;
  • i criteri a cui dovrebbe rispondere una giurisdizione per essere considerata adempiente ai fini dell’equa imposizione;
  • il fatto che le norme minime dell’OCSE contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili ("tax base erosion and profit shifting", BEPS) siano in fase di attuazione.

Parametri utili, secondo l’Unione Europea, per favorire e promuovere la modifica di politiche fiscali borderline.

La lista, infatti:

fa parte della strategia esterna dell’UE in materia di imposizione definita dal Consiglio, è destinata a contribuire agli sforzi messi in atto per impedire l’elusione fiscale da parte delle società e promuovere la buona governance in materia fiscale a livello mondiale.

Un processo avviato nel 2016 dal gruppo del Consiglio responsabile dell’attuazione di un codice di condotta UE in materia di tassazione delle imprese e che ha portato alla pubblicazione della prima lista UE dei Paesi non cooperativi a dicembre 2017.

Un lavoro di aggiornamento costante ed un processo dinamico. La lista dei Paesi black list sarà costantemente riesaminata ed aggiornata, tenendo conto dell’evoluzione delle giurisdizioni dei diversi Stati.

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