Elenco Paesi Black List 2018 Agenzia delle Entrate

Daniele Di Giovenale - Comunicazioni IVA e spesometro

Paesi Black List 2018: ecco l'elenco dell'Agenzia delle Entrate aggiornato con i Paesi che sono considerati Paradisi Fiscali.

Elenco Paesi Black List 2018 Agenzia delle Entrate

Paesi Black List 2018 e 2019: elenco completo e aggiornato dall’Agenzia delle Entrate.

Prima di vedere quali sono i Paesi considerati Paradisi Fiscali in quanto adottano regimi di fiscalità agevolata vediamo cos’è l’elenco Black List.

Si tratta dell’elenco degli Stati che hanno adottato regimi fiscali agevolati che prevedono tasse molto basse e che in parallelo non hanno aderito al sistema di scambio dei dati fiscali con le altre Nazioni. Comunemente questi Paesi sono chiamati Paradisi Fiscali.

L’elenco dei Paesi Black List viene costantemente aggiornato e per il 2018 e il 2019 a seguito della decisione dell’Ecofin del mese di gennaio sono usciti dalla lista dei Paradisi Fiscali Barbados, Grenada, Corea del Sud, Macao, Mongolia, Panama, Tunisia e Emirati Arabi Uniti, che sono passati nella lista grigia degli Stati sottoposti a controlli per la verifica del rispetto degli impegni assunti.

Fino al 2016 per le operazioni effettuate con aziende situate in uno dei Paesi inclusi nella Black List era necessario inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Questo obbligo è stato abolito a partire dal 2017 con l’articolo 4, comma 4 del decreto legge del 22/10/2016 n. 193.

La disciplina fiscale dei Paesi Black List è stata negli anni oggetto di diversi interventi e a seguito delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità del 2015 e del 2016 e del decreto internazionalizzazione l’elenco ha perso ogni validità ai fini della deducibilità dei costi derivanti dalle transazioni con i Paesi considerati Paradisi Fiscali.

Anche i Paesi che sono compresi all’interno dell’elenco Black List sono soggetti a normale tassazione. Se quindi l’ultima versione aggiornata della Black List rimane formalmente in vigore, di fatto ne sono state annullati tutti i suoi effetti.

Alla fine del 2017, dopo anni di discussioni, è stata approvata dall’UE la Black List di rango europeo che mira a superare la frammentazione dei vari elenchi nazionali. La nuova classifica dei Paesi etichettabili come paradisi fiscali è stata predisposta sulla base di tre criteri: trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e applicazione delle norme dell’Ocse sul trasferimento dei profitti da un paese all’altro.

Di seguito l’elenco completo dei Paesi Black List 2018 e 2019 aggiornato dall’UE e la lista dell’Agenzia delle Entrate.

Paesi Black List 2018: elenco completo

L’ultimo aggiornamento all’elenco completo dei Paesi che appartengono alla Black List è contenuto nella circolare 39 del 26 settembre 2016 dell’Agenzia delle Entrate, nella quale sono contenuti i Paesi considerati come Paradisi Fiscali.

I Paesi che sono annoverati all’interno della Black List dell’Agenzia delle Entrate, e che quindi erano soggetti a dichiarazione indipendentemente dal tipo di società o soggetto con la quale si era effettuata l’operazione, sono i seguenti:

Andorra, Bahamas, Barbados, Barbuda, Brunei, Gibuti, Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Vergini statunitensi, Kiribati, Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark, Seychelles, Tonga, Tuvalu, Vanuatu

La lista dei Paradisi Fiscali non è stata aggiornata dall’Agenzia delle Entrate e oggi per poter individuare i Paesi Black List per il 2018 e per il 2019 bisogna far riferimento all’elenco approvato dall’Ecofin a dicembre 2017:

Samoa, Bahrein, Barbados, Grenada, Guam, Corea del Sud, Macao, Isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Saint Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago, Tunisia ed Emirati Arabi Uniti.

Tale elenco è in continua evoluzione e nel corso degli scorsi mesi sono usciti dalla Black List:

  • Barbados, Grenada, Corea del Sud, Macao, Mongolia, Panama, Tunisia e Emirati Arabi Uniti, passati alla Lista Grigia.

L’esclusione dai Paesi Black List è dovuta all’impegno di ciascuno dei Paradisi Fiscali a predisporre misure fiscali e collaborative con l’UE.

Elenco Paesi Black List 2018 e 2019

Secondo la normativa italiana, ricadono all’interno dell’elenco della Black list anche altri Paesi, per i quali sono però salvati alcuni settori o attività specifiche. Tali sono le nazioni che sono comprese all’interno dell’articolo 2 del DM del 23 gennaio 2002.

Sono solo due i Paesi che rientrano all’interno di questa classificazione:

  • Bahrein, ma sono escluse le società che svolgono nel Paese attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;
  • Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato;

A determinare l’elenco completo dei Paesi che rientrano all’interno della Black List concorrono anche delle attività o delle società particolari che hanno sede in alcune nazioni ben definite.

Rientrano in questa ulteriore classificazione una serie di Paesi (12 in tutto) che sono ricompresi all’interno dell’articolo 3 del già citato Decreto Ministeriale.

In questa sezione dell’elenco completo della Black List rientrano anche quelle attività o quei soggetti che nei Paesi elencati usufruiscono di regimi fiscali agevolati analoghi a quelli sotto osservazione. Ecco l’elenco completo aggiornato dei Paesi che vi rientrano con le relative attività:

  1. Angola, con riferimento alle società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
  2. Antigua, con riferimento alle international business companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonché con riferimento alle società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975 e successive modifiche e integrazioni;
  3. Costarica, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonché con riferimento alle società esercenti attività ad alta tecnologia;
  4. Dominica, con riferimento alle international companies esercenti l’attività all’estero;
  5. Ecuador, con riferimento alle società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
  6. Giamaica, con riferimento alle società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell’Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
  7. Kenia, con riferimento alle società insediate nelle Export Processing Zones;
  8. Mauritius, con riferimento alle società "certificate" che si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle Off-shore Companies e alle International Companies;
  9. Panama, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, alle società situate nella Colon Free Zone e alle società operanti nelle Export Processing Zones;
  10. Portorico, con riferimento alle società esercenti attività bancarie ed alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
  11. Svizzera, con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e “di domicilio”;
  12. Uruguay, con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore.