Novità taglio pensioni d’oro: contributo di solidarietà per 5 anni

Guendalina Grossi - Pensioni

Dalle ultime indiscrezioni è emerso che la Lega e il Movimento 5 stelle hanno trovato un accordo in merito al taglio delle pensioni d'oro. Vediamo insieme cosa è stato deciso a riguardo.

Novità taglio pensioni d'oro: contributo di solidarietà per 5 anni

Il Governo giallo-verde sembra aver trovato un accordo sul taglio delle pensioni d’oro misura che, da quanto appreso negli ultimi giorni, non è rientrata nella Legge di Bilancio 2019 ma che verrà inserita in un Decreto legge collegato alla manovra.

In pratica per le pensioni d’oro ci sarà il contributo di solidarietà per 5 anni e il raffreddamento dell’indicizzazione, mentre sembrerebbe essere definitivamente tramontata l’ipotesi del ricalcolo del sistema contributivo.

Anche su Quota 100 il Governo sembra aver trovato una soluzione per mantenere i costi che l’introduzione di tale misura implicherebbe. Verranno create delle finestre d’uscita che eviteranno un pensionamento anticipato di massa.

Novità taglio pensioni d’oro: contributo di solidarietà per 5 anni e raffreddamento dell’indicizzazione

Dopo svariati mesi il Governo sembra aver raggiunto una soluzione in merito al taglio delle pensioni d’oro. Nelle ultime ore infatti è emerso ci sarà un contributo di solidarietà per 5 anni e il raffreddamento dell’indicizzazione.

Non solo: dalle ultime indiscrezioni sembra essere tramontata l’ipotesi del ricalcolo contributivo.

Il contributo di solidarietà dovrebbe portare alle casse del Governo circa un miliardo di euro in 5 anni. Questo andrà a colpire gli assegni superiori a 90.000 euro lordi annui con aliquote progressive a partire dall’8% fino a un’aliquota del 20% per le pensioni oltre 200.000 euro lordi.

Dal raffreddamento dell’indicizzazione invece arriveranno circa 300 milioni di euro l’anno.

Ciò che non è ancora certo però è quando il taglio delle pensioni d’oro inizierà a produrre i suoi effetti visto che tale misura, come ormai noto, non è stata inserita nella manovra anche se il Governo ha rassicurato i contribuenti spiegando che verrà creato un decreto legge ad hoc per tale misura.

Quota 100: 4 finestre d’uscita per attuare tale misura

Anche su Quota 100 il Governo sembra ormai aver trovato una soluzione. I lavoratori che hanno compiuto 62 anni di età e che hanno versato almeno 38 anni di contributi potranno andare in pensione anticipatamente.

Per contenere i costi per l’attuazione di tale misura il Governo ha però deciso di introdurre delle finestre d’uscita che oltre a far risparmiare l’Esecutivo eviteranno un pensionamento anticipato di massa dei lavoratori.

In particolare saranno create 4 finestre d’uscita, una ogni tre mesi. Si sta ipotizzando inoltre un meccanismo di finestra mobile di 3 mesi che fa in modo che dalla maturazione del requisito non si superino mai i tre mesi per andare in pensione.

Non ci resta ora che aspettare il Decreto legge che conterrà tutte le informazioni su Quota 100 che come ha annunciato il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, dovrebbe essere pronto per Natale.