Da quest’anno l'anticipo della Naspi viene erogato in due rate. Chi non rispetta determinate condizioni rischia di perdere il secondo pagamento da parte dell’INPS
Da quest’anno niente più Naspi anticipata erogata in un’unica soluzione.
Come previsto dalla Legge di Bilancio 2026, l’anticipo della prestazione, riconosciuto in caso di avviamento di una nuova attività, deve essere pagato in due rate.
Nel messaggio n. 1215 del 7 aprile, l’INPS fornisce le prime istruzioni operative e specifica che la seconda rata non viene pagata se il beneficiario non rispetta precise condizioni.
Vediamo quali sono i diversi casi in cui si rischia di ricevere l’anticipo della Naspi in forma ridotta o addirittura bisogna restituirla.
Naspi anticipata in due rate: quando viene pagata?
La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, più conosciuta come Nsapi, è l’indennità mensile per la disoccupazione, che chi ha perso il lavoro può richiedere all’INPS.
Di norma l’assegno viene erogato mese per mese, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni. Come noto, però, in alcuni casi specifici è possibile chiedere il pagamento anticipato dell’intera somma spettante.
Nello specifico, si tratta dei casi in cui il beneficiario ha intenzione di:
- avviare un’attività lavorativa autonoma;
- avviare un’impresa individuale;
- sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di attività lavorativa da parte del socio;
- sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo l’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato diritto all’indennità di disoccupazione.
L’erogazione anticipata ha quindi la funzione di un incentivo all’autoimprenditorialità.
Fino allo scorso anno l’anticipo della Naspi è stato erogato in un’unica soluzione a chi ne ha fatto richiesta. Da quest’anno, invece, le cose sono cambiate.
La legge di Bilancio 2026, infatti, ha modificato la disciplina di riferimento prevedendo l’erogazione delle somme non più in unica soluzione ma in due rate:
- il 70 per cento subito;
- il 30 per cento al termine della durata della Naspi e comunque non oltre 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipo.
Ma non solo. La Manovra 2026 ha previsto anche alcune specifiche condizioni da rispettare per poter ottenere il pagamento della seconda rata, introducendo, di fatto, una stretta sui pagamenti anticipati della prestazione. Vediamo in dettaglio quali sono.
Naspi anticipata: in quali casi l’assegno viene ridotto?
La seconda rata (il restante 30 per cento della somma), come detto, viene erogata solamente nel rispetto di precise condizioni, ovvero previa verifica da parte dell’INPS:
- della mancata rioccupazione;
- della non titolarità di pensione diretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
Pertanto, nel caso in cui il beneficiario a cui è stata erogata la prima rata trovi un nuovo lavoro oppure diventi titolare di una pensione diretta (tranne che per l’assegno ordinario di invalidità), non potrà ricevere la seconda rata.
Chi trova un nuovo lavoro subordinato entro la fine del periodo di durata della Naspi oppure entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipo, pertanto, non può ricevere la seconda rata.
Come sottolineato dall’INPS, chi instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della Naspi è tenuto a restituire per intero la somma anticipata ricevuta. Di conseguenza, in questi casi, non solo non viene pagata la seconda rata ma si deve anche restituire la prima rata già ricevuta.
Nei casi di nuova occupazione, specifica l’INPS, fa eccezione quello in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale e per la quale ha richiesto la prestazione.
Come anticipato, fa eccezione il caso in cui il beneficiario comincia a ricevere anche l’assegno ordinario di invalidità. In tale situazione, l’interessato dovrà scegliere una delle due prestazioni, data l’incompatibilità tra le due prestazioni (sebbene su quest’ultimo aspetto dovrebbe essere in arrivo un’apertura, data la recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 4724/2025).
Se l’interessato sceglie l’assegno ordinario di invalidità, la seconda rata dell’anticipazione della Naspi non viene erogata. Al contrario, se viene scelta la Naspi, l’INPS eroga la seconda rata e sospende il pagamento dell’assegno di invalidità per tutto il periodo teorico di spettanza dell’indennità. L’assegno sospeso può essere poi ripristinato una volta terminato detto periodo, a condizione che vi siano ancora i requisiti necessari.
Le nuove modalità di pagamento dell’anticipo Naspi, precisa l’INPS nel messaggio, si applicano alle domande per la prestazione presentate a partire dal 1° gennaio 2026.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Naspi anticipata: in quali casi l’assegno viene ridotto?