IF WEEK: IMU tra interpretazioni e dubbi, misure inattuate della Legge di Bilancio e novità INPS

Tommaso Gavi - Fisco

IF WEEK: le principali notizie dal mondo del Fisco e del Lavoro della settimana compresa tra il 10 e il 14 ottobre. Dalla sentenza della Corte Costituzionale sull'esenzione per i coniugi alle misure inattuate della scorsa Legge di Bilancio, passando per le novità dall'INPS sull'aumento delle pensioni e sul bonus 550 euro per i lavoratori part time.

IF WEEK: IMU tra interpretazioni e dubbi, misure inattuate della Legge di Bilancio e novità INPS

IF WEEK, quali sono state le principali notizie della settimana dal 10 al 14 ottobre 2022 nel mondo del Fisco e del Lavoro? Molte le novità arrivate distribuite quasi equamente nei giorni scorsi.

Partiamo da quella forse più importante, che è arrivata nella seconda parte della settimana: la sentenza della Corte Costituzionale sull’esenzione dall’IMU per i coniugi con residenze differenti, che ripristina l’agevolazione e dichiara illegittime le norme a discapito della famiglia.

Dopo le elezioni dei Presidenti di Camera e Senato si avvicina sempre di più la fase di vera e propria formazione del nuovo governo. Tempo quindi di bilanci e di valutazione delle misure del governo che sta per lasciare il passo: per l’attuazione della scorsa Legge di Bilancio mancano 34 decreti attuativi. Un’ulteriore urgenza su cui è chiamato a intervenire il nuovo governo.

Nella settimana che si chiude non sono mancate novità anche dall’INPS, in particolare sul fronte del lavoro e delle pensioni. Da un lato sono arrivate le istruzioni per il bonus 550 euro per lavoratori part-time, dall’altro sono state fornite le indicazioni sull’aumento delle pensioni.

IF WEEK: cosa dice la sentenza della Corte Costituzionale sull’IMU per coniugi con residenze separate?

La scorsa settimana la Corte Costituzionale ha depositato una sentenza in tema di IMU che farà molto discutere per le settimane successive.

Si tratta della sentenza numero 209 del relatore Luca Antonini, depositata il 13 ottobre scorso.

Il nocciolo della questione è la legittimità della norma che vincola il diritto all’esenzione IMU alla verifica della residenza, non solo del possessore dell’immobile, ma anche del suo nucleo familiare.

Nel dichiarare illegittima la norma prevista per l’accesso all’esenzione per i coniugi, la Corte Costituzionale apre di fatto ad una doppia esenzione.

Per persone sposate o membri di un’unione civile, devono essere rispettati esclusivamente i requisiti di:

  • dimora abituale del possessore;
  • residenza anagrafica del possessore.

Se da un lato la sentenza finalmente tutela chi, per esigenze che impongono di avere residenza anagrafica e dimora abituale in diverse abitazioni, poteva avere diritto ad un’agevolazione dimezzata, dall’altro presta il fianco a possibili violazioni del principio della norma nei casi ad esempio delle seconde case.

La sentenza esplicita che:

“le dichiarazioni di illegittimità costituzionale (..) non determinano, in alcun modo, una situazione in cui le cosiddette “seconde case” delle coppie unite in matrimonio o in unione civile ne possano usufruire. Ove queste abbiano la stessa dimora abituale (e quindi principale) l’esenzione spetta una sola volta.”

Saranno cruciali i controlli dei comuni e delle autorità per evitare un effetto boomerang: una seria attività di controllo dei requisiti della residenza anagrafica e della dimora abituale del proprietario è l’unico strumento in grado di far rispettare non solo la norma ma anche la sua ratio legis.

Oltre alla maggiore responsabilità per le autorità preposte al controllo, nodi da sciogliere restano in merito all’applicazione della norma. Si dovrà applicare anche ai casi precedenti alla sentenza? L’interrogativo aperto si aggiunge a quelli relativi al versamento del saldo IMU in scadenza il 16 dicembre.

A circa due mesi dal termine si attendono chiarimenti sul versamento dell’imposta municipale unica. Un periodo che può sembrare lungo ma che per sciogliere i dubbi sull’interpretazione della norma è in realtà piuttosto ristretto.

IF WEEK: verso la Legge di Bilancio 2023, cosa manca per l’attuazione della manovra precedente?

Tempo di bilancio per il lavoro svolto dal vecchio Esecutivo ancora in carica, in vista della formazione del nuovo Governo.

Quale eredità per la nuova squadra del centro-destra dal Governo Draghi? Per l’attuazione della scorsa Legge di Bilancio mancano 34 decreti attuativi all’appello, su un totale di 150.

Un traguardo migliore rispetto all’anno precedente: stando ai dati reperibili dall’Ufficio per il Programma di Governo la percentuale di realizzazione della Legge di Bilancio 2022 è al 77 per centro, contro il 56 per cento dell’anno prima.

Mancano però provvedimenti importanti tra i quali quelli a sostegno degli operatori economici nel settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile in attesa di attuazione da parte del MISE dallo scorso 2 marzo.

Manca inoltre l’approvazione per il piano di verifica dei requisiti patrimoniali dichiarati nella dichiarazione unica anche ai fini della verifica dei requisiti per il reddito di cittadinanza per monitorare i beni all’estero.

In tema pensioni, si attendono le istruzioni per rendere operativo il Fondo per agevolare l’uscita dal lavoro di lavoratori dipendenti di PMI con almeno 62 anni.

Misure importanti a cui dare forma, nella ricerca di un difficile equilibrio in un provvedimento, la Legge di Bilancio 2023, che appare praticamente “già scritto” per buona parte.

Poco tempo, molto lavoro da fare per attuare la vecchia manovra e predisporre la nuova scongiurando l’esercizio provvisorio, diverse situazioni congiunturali da affrontare.

Il nuovo Esecutivo dovrà “correre” per rispettare i tempi e evitare che diverse misure restino soltanto sulla carta. Non si sanno ancora i tempi della formazione della nuova squadra di Governo ma si sa con certezza che non c’è tempo da perdere.

Se infatti il Governo Draghi ha ereditato la precedente legge elettorale il 13 febbraio 2021 ed ha migliorato il tempo di attuazione delle norme della Legge di Bilancio 2022, il nuovo governo avrà probabilmente poco più di due mesi e mezzo per terminare il lavoro pregresso, raccogliere il testimone e porre le basi per la nuova misura che dovrà essere approvata dal parlamento entro la fine dell’anno.

IF WEEK: le novità dall’INPS sull’innalzamento delle pensioni e sul bonus 550 euro

Nella scorsa settimana anche due novità dall’INPS. La prima riguarda le istruzioni per l’aumento degli importi delle pensioni dal 1° ottobre 2022.

L’anticipo della rivalutazione prevista dal 1° gennaio 2023 è riconosciuto da ottobre a dicembre, inclusa la tredicesima.

Ne beneficeranno tutti i titolari di trattamenti pensionistici di importo pari o inferiore a 2.692 euro. Ad un passo dall’attuazione, quindi, la misura per contrastare la crescente inflazione e salvaguardare il potere di acquisto. Si chiude il cerchio con l’ultimo tassello precedente all’erogazione delle somme in questione.

Buone notizie anche per i lavoratori part-time ciclico verticale. I soggetti, nel rispetto di determinati requisiti potranno beneficiare del bonus 550 euro. La scadenza da tenere in considerazione è il 30 novembre, come indicato nella circolare INPS numero 115 del 13 ottobre scorso.

I lavoratori devono essere inquadrati, nell’anno 2021, nella tipologia contrattuale indicata. Inoltre non devono avere altri rapporti di lavoro dipendente e non devono percepire indennità di disoccupazione o trattamenti pensionistici.

Rispetto all’annuncio del ministro del Lavoro e delle Politiche Orlando del 13 luglio scorso, sono passati tre mesi. L’ufficializzazione è però arrivata con gli emendamenti alla legge di conversione del Decreto Aiuti.

Si chiude quindi il cerchio di un’altra misura anche se bisogna comunque fare attenzione. Il limite di risorse è di 30 milioni di euro per il 2022 e, molto probabilmente, saranno assegnate seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

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