IMU 2022: ravvedimento operoso e sanzioni per chi paga in ritardo

Tommaso Gavi - IMU

IMU 2022, per chi paga oltre la scadenza del 16 giugno, termine per il versamento dell'acconto, sono stabilite sanzioni. Per regolarizzare la situazione è prevista anche la possibilità del ravvedimento operoso: si può usufruire della riduzione automatica della sanzione applicata. Il punto su regole e istruzioni.

IMU 2022: ravvedimento operoso e sanzioni per chi paga in ritardo

IMU 2022, sanzioni e ravvedimento operoso per chi paga in ritardo.

Dopo la scadenza del 16 giugno, termine per il versamento della prima rata, ossia dell’acconto, i contribuenti possono regolarizzare l’omesso o tardivo versamento e usufruire di una riduzione delle sanzioni.

I soggetti chiamati al pagamento dovranno infatti, ad esclusione dei casi di esenzione dall’imposta municipale unica, provvedere al pagamento entro il termine stabilito.

Tuttavia, nell’ipotesi di ritardato o mancato pagamento si può comunque ottenere la riduzione delle sanzioni.

Il punto sulle regole per chi paga in ritardo, con un focus sulle sanzioni IMU e sul ravvedimento operoso.

Sanzioni e ravvedimento operoso IMU 2022: le regole per chi paga in ritardo

Il 16 giugno 2022 è fissata la scadenza per il versamento dell’acconto 2022 dell’imposta municipale unica.

Se entro il termine il soggetto non provvede ai versamenti, lo stesso può comunque regolarizzare la situazione attraverso altre modalità.

Il contribuente in mora può usufruire dell’istituto per mettersi in regola con i pagamenti non effettuati entro le scadenze stabilite, ossia il ravvedimento operoso.

Il soggetto può provvedere ai versamenti delle imposte dovute, senza incorrere in provvedimenti forzosi. Dovrà pagare una maggiorazione dell’importo dovuto, che si sostanzia in sanzioni e interessi.

Il calcolo delle sanzioni e degli interessi dovuti per il ritardo nel versamento deve essere effettuato applicando le apposite percentuali, che variano a seconda dei giorni di mora del contribuente.

Il ravvedimento operoso: le sanzioni per il ritardo nel versamento IMU 2022

Il mancato pagamento dell’acconto IMU 2022, se accertato dopo controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, oltre alla richiesta del versamento integrale dell’imposta comporta anche una sanzione.

Quella ordinaria è prevista nella misura del 30 per cento dell’importo dovuto originariamente.

Per chi intende regolarizzare la propria situazione, non avendo rispettato le scadenze, è previsto l’istituto del ravvedimento operoso.

Le tipologie del ravvedimento variano a seconda dei giorni che separano la data del versamento per la regolarizzazione dalla scadenza originale dell’imposta.

A seconda del periodo di tempo trascorso, il ravvedimento viene classificato come segue:

  • super breve: è quel ravvedimento operoso effettuato entro 14 giorni dalla scadenza prevista. In tale circostanza è prevista l’applicazione di una sanzione dello 0,1 per cento, pari a 1/10 di quella ordinaria dell’1 per cento, per ognuno dei giorni di ritardo;
  • breve: se si provvede al versamento entro 30 giorni dalla scadenza prevista, più precisamente dal 15° al 30° giorno. In questo caso si applica una sanzione dell’1,5 per cento, che deve essere calcolata sull’importo del tributo dovuto;
  • medio: la sanzione aumenta fino ad arrivare all’1,67 per cento quando il pagamento dell’IMU avviene entro 90 giorni dal termine previsto per il versamento, oppure dal termine di presentazione della dichiarazione nel caso in cui la regolarizzazione si riferisca a omissioni o errori commessi in dichiarazione;
  • lungo: questo tipo di ravvedimento si può applicare se si superano i 90 giorni di ritardo ma il pagamento viene comunque effettuato entro il termine di 1 anno.

Oltre al versamento del tributo è previsto il pagamento di una sanzione pari al 3,75 per cento.

Per i contribuenti che intendono pagare con oltre un anno di ritardo è inoltre prevista un’altra possibilità.

Come funziona il ravvedimento operoso “lunghissimo”

Dopo l’abrogazione del comma 1-bis dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, è stata introdotta un’ulteriore possibilità di regolarizzazione per i contribuenti che hanno intenzione di provvedere al versamento con oltre un anno di ritardo nel pagamento rispetto alla data di scadenza originale dell’imposta.

L’abrogazione della disposizione in questione ha esteso a tutti i tributi alcune riduzioni delle sanzioni, che in precedenza erano riservate ai casi di ravvedimento operoso esclusivamente per i tributi erariali.

I contribuenti, con l’eliminazione della norma citata, hanno a disposizione il cosiddetto ravvedimento operoso lunghissimo.

Nel caso in cui venga superato l’anno di ritardo nel pagamento, il contribuente può comunque regolarizzare la sua posizione senza l’applicazione della sanzione ordinaria del 30 per cento.

Lo stesso può infatti usufruire del ravvedimento lunghissimo, che si può applicabile nei casi di mancato versamento entro i due anni o, addirittura, oltre tale termine.

Nel primo caso, quando cioè il versamento è effettuato entro 2 anni dal termine previsto o da quello di presentazione della dichiarazione periodica, la sanzione deve essere corrisposta in forma ridotta, pari ad 1/7 di quella originariamente prevista: si applica dunque nella misura del 4,29 per cento.

Nel secondo caso, nell’ipotesi in cui il pagamento venga effettuato dopo il superamento del limite dei 2 anni, la sanzione aumenta al 5 per cento dell’imposta dovuta.

C’è inoltre un ulteriore caso: quello in cui la regolarizzazione avvenisse dopo la ricezione del verbale di constatazione da parte del contribuente.

In questo caso la sanzione che deve essere corrisposta può arrivare fino al 6 per cento.

Il pagamento deve in ogni caso essere effettuato entro la notificazione dell’atto di accertamento, quindi comunque sempre prima dell’emissione della cartella esattoriale.

Nel caso di ritardo nel pagamento, a tutte le sanzioni si devono aggiungere le quote relative agli interessi di mora, che maturano giorno per giorno.

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