Green pass a lavoro per tutti dal 15 ottobre: le regole su controlli e sanzioni

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Green pass obbligatorio a lavoro per tutti dal 15 ottobre 2021. Saranno i datori di lavoro, pubblici e privati a dover individuare le modalità operative dei controlli e, in caso di violazione, scatteranno sanzioni da 600 a 1.500 euro per i lavoratori e da 400 a 1.000 euro per i titolari.

Green pass a lavoro per tutti dal 15 ottobre: le regole su controlli e sanzioni

Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro ai blocchi di partenza: dal 15 ottobre 2021 tutti i lavoratori, pubblici e privati, dovranno esibire la certificazione verde.

Il Decreto Legge che ha previsto l’estensione dell’obbligo è stato infatti approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 2021 e presto approderà in Gazzetta Ufficiale.

L’esibizione del Green pass per accedere a lavoro sarà quindi necessaria per tutti i lavoratori, inclusi gli autonomi, ad eccezione soltanto dei soggetti fragili, esentati dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Ma come funzioneranno i controlli? E quali sono le sanzioni previste in caso di violazione?

Saranno i datori di lavoro a dover definire le modalità organizzative dei controlli e a individuare con atto formale i soggetti che li eseguiranno, anche a campione e preferibilmente al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro.

Il lavoratore sorpreso senza Green pass all’interno dei locali, peraltro, rischia sanzioni che vanno dai 600 ai 1.500 euro. Una multa calmierata, dai 400 ai 1.000 euro è invece prevista per i datori di lavoro che non applicano le misure stabilite.

Green pass a lavoro per tutti dal 15 ottobre: le regole su controlli e sanzioni

Tra poco meno di un mese saranno operative le novità previste dal Governo sull’obbligo di Green pass a lavoro.

Il Decreto che mette nero su bianco l’estensione del vincolo, fissando anche le regole su sanzioni e controlli, ha ricevuto il via libera dell’Esecutivo al Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2021.

Consiglio dei Ministri - bozza di decreto estensione Green pass del 16 settembre 2021
Scarica la bozza di decreto

Entro il 15 ottobre tutti i datori di lavoro dovranno individuare le modalità organizzative delle verifiche e nominare gli addetti ai controlli, se possibilmente al momento dell’ingresso ai locali.

Chi è sprovvisto di Green pass all’arrivo, o comunica di non averlo, viene considerato assente ingiustificato e dopo il quinto giorno di assenza viene sospeso dal servizio senza retribuzione.

La sospensione si protrae fino alla presentazione della certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il termine ultimo dello stato di emergenza.

In tal caso, non sono previste conseguenze disciplinari e per tutto il periodo di sospensione il lavoratore ha diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Una sorte diversa è riservata a chi viene sorpreso senza Green pass all’interno dei locali di lavoro: la persona preposta al controllo trasmette gli atti relativi alla violazione al Prefetto, che irrogherà una sanzione amministrativa dai 600 ai 1.500 euro, ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti.

Per quanto riguarda i datori di lavoro che non mettono in pratica le misure previste entro il 15 ottobre, le sanzioni ammontano ad un minimo di 400 ad un massimo di 1.000 euro, anche queste irrogate dal Prefetto.

Green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, a chi si applica

Se fino ad ora l’obbligo di esibizione della certificazione verde interessava solo il comparto scolastico e le RSA, tra poco riguarderà tutto il settore pubblico e tutto quello privato.

In particolare, dal 15 ottobre oltre a tutto il personale delle Pubbliche Amministrazioni, il Governo ha voluto precisare che l’obbligo riguarderà anche tutti i lavoratori che prestano servizio:

  • all’interno delle Autorità indipendenti;
  • in Consob;
  • in Covip;
  • in Banca d’Italia;
  • negli enti pubblici economici;
  • negli organi di rilevanza costituzionale.

Vengono inclusi, tra l’altro, i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice, soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o formativa presso le pubbliche amministrazioni.

Per quanto riguarda il settore privato, invece, il decreto estende il vincolo a tutti i lavoratori, compresi tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato all’interno dei locali privati anche sulla base di contratti esterni.

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