Adempimento collaborativo: l’Agenzia delle Entrate pubblica istruzioni e chiarimenti alla luce delle novità della riforma fiscale
Arrivano i chiarimenti delle entrate ai dubbi espressi da imprese e professionisti e associazioni di categoria sull’adempimento collaborativo.
Nella circolare n. 6/E pubblicata il 6 agosto, le Entrate risolvono le principali questioni applicative emerse e illustrano il nuovo assetto del regime disegnato dalla riforma fiscale.
Il corposo documento pubblicato oggi offre un quadro organico delle novità introdotte e approfondisce le modifiche apportate dalla legge delega e dai successivi decreti attuativi.
La circolare fornisce chiarimenti operativi sui principali istituti interessati dalla riforma, Nello specifico approfondisce l’ampliamento della platea dei soggetti ammessi, il rafforzamento del Tax Control Framework, il potenziamento degli effetti premiali e i nuovi meccanismi applicativi del regime.
Adempimento collaborativo: i chiarimenti delle Entrate, attenzione alla scadenza per la certificazione TFC
In primo luogo, la circolare delle Entrate offre un inquadramento sistematico dell’istituto dell’adempimento collaborativo e ne ripercorre origini, finalità e principi ispiratori.
Nell’inquadrare il funzionamento della misura, il documento descrive anche l’impatto dei principali interventi innovativi apportati dalla riforma.
Tra questo anche la progressiva estensione per quanto riguarda le possibilità di accesso, l’evoluzione del Tax Control Framework attraverso la certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale, la maggiore premialità del regime e l’introduzione di nuovi strumenti di dialogo preventivo tra l’Agenzia e i contribuenti.
Il regime, ricordiamo, prevede un dialogo con il Fisco per le imprese che adottano un sistema di controllo del rischio fiscale e permette di eliminare le sanzioni amministrative e penali previste per le violazioni tributarie nel rispetto di alcune condizioni.
In pratica questo tipo di regime fiscale impone alle imprese che vogliono aderire di dotarsi di un sistema certificato per la misurazione e la gestione dei rischi fiscali, appunto il “Tax Control Framework (TCF)” , prevedendo anche una mappatura obbligatoria dei rischi che possono derivare dalle proprie scelte fiscali e contabili.
Una delle prime novità introdotte nell’ambito dei lavori di riforma fiscale è stata proprio la revisione dell’adempimento collaborativo, con una progressiva riduzione della soglia di accesso e l’apertura del regime opzionale anche alle piccole e medie imprese. In linea generale questa procedura è riservata alle imprese che realizzano un volume di affari o di ricavi pari almeno alle seguenti soglie:
- 750 milioni di euro per gli anni 2024 e 2025;
- 500 milioni di euro per gli anni 2026 e 2027;
- 100 milioni di euro, a partire dal 2028.
In merito alla certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale va evidenziato che la circolare delle Entrate segna al 30 settembre 2026 la scadenza, per le imprese che hanno aderito al regime di adempimento collaborativo nei periodi di imposta 2024 e 2025, per produrre la certificazione di disegno del TCF.
Il decreto Omnibus, atteso in Gazzetta Ufficiale, prevede la proroga al 31 dicembre 2026 di tale termine. Una volta ufficializzata la proroga, quindi, le aziende avranno tempo fino alla fine dell’anno per la certificazione del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (Tax Control Framework) di cui le aziende che attivano il dialogo con l’Agenzia delle Entrate devono necessariamente dotarsi.
Dai requisiti agli effetti premiali, i chiarimenti delle Entrate sull’adempimento collaborativo
La seconda parte della circolare è, invece, impostata secondo lo schema “domanda–risposta” e contiene chiarimenti puntuali su specifiche questioni applicative concernenti i singoli istituti oggetto della riforma.
Qui sono sintetizzati gli approfondimenti sviluppati nell’ambito del “Forum delle imprese aderenti al regime” e del confronto intercorso negli ultimi mesi tra l’Agenzia e le principali associazioni di categoria e gli ordini professionali. Nel corpo del documento sono, infatti, fornite le risposte ai principali dubbi interpretativi o applicativi emersi nel confronto.
I chiarimenti forniti, inoltre, danno indicazioni concrete sui requisiti di accesso e sulle nuove modalità procedurali, con l’obiettivo di agevolare gli operatori alle prese con la corretta applicazione della disciplina.
Nello specifico, le domande e i relativi chiarimenti riguardano i seguenti macroargomenti:
- requisiti soggettivi e oggettivi;
- certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale;
- previsioni del codice di condotta;
- effetti premiali;
- meccanismi applicativi e fuoriuscita dal regime.
Per tutti i dettagli e gli specifici chiarimenti si rimanda al testo integrale della circolare n. 6/E/2026, disponibile di seguito.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Adempimento collaborativo: i chiarimenti delle Entrate