ASD, Associazioni Sportive Dilettantistiche: definizione e caratteristiche

Cristina Cherubini - Associazioni

Introdotte all'interno del panorama del no profit con l'art. 90 della legge 289/2002, le Associazioni Sportive Dilettantistiche, ASD, apparentemente sono le uniche a non esser state toccate dalla riforma del terzo settore. Qual è il ruolo che ad oggi ricoprono sul tessuto economico-sociale e da quali norme sono disciplinate?

ASD, Associazioni Sportive Dilettantistiche: definizione e caratteristiche

Che cosa sono le ASD, associazioni sportive dilettantistiche? E da quali norme vengono disciplinate?

In questo periodo di riflessione profonda e di cambiamento è importante capire quali sono le linee guida che definiscono l’assetto gestionale, legislativo e fiscale delle associazioni sportive dilettantistiche e quale sarà la loro posizione nella riforma del Terzo Settore e nel panorama associativo che si figurerà a fronte della sua concreata attuazione.

Le associazioni sportive dilettantistiche, ASD, poggiano le loro basi normative su quanto previsto nel codice civile, all’interno dell’art. 90 della legge 289/2002 e relativamente all’aspetto fiscale si riferiscono a quanto esposto nella legge 398/1991.

Molti provvedimenti anteriori rispetto al d.lgs 117/2017 sono stati abrogati e soppressi dal legislatore, in particolar modo facciamo riferimento alla legge 398/1991 oltre che alla legge 460/97.

ASD, Associazione Sportiva Dilettantistica: definizione

L’ASD, associazione sportiva dilettantistica, è un ente associativo normato da quanto previsto dal Titolo II, Capo II e III del codice civile, in quanto essa può come ogni altro ente non commerciale di tipo associativo assumere le vesti di ente riconosciuto o non riconosciuto.

Per riconoscimento si intende in questa sede, la possibilità data all’associazione sportiva dilettantistica di acquisire personalità giuridica di diritto privato, attraverso un processo ab origine particolare di costituzione seguito dalla richiesta all’ufficio prefettizio.

Dopo aver compreso se di base l’ASD è un’associazione riconosciuta quindi disciplinata dal titolo II capo II del codice civile o non riconosciuta, quindi prevista dal Titolo II, capo III del codice civile, possiamo iniziare a scendere nel dettaglio delle normative specifiche per il settore sportivo.

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Le caratteristiche distintive della ASD

La legge 289/2002 ha previsto la possibilità per gli enti che svolgono attività sportiva a livello dilettantistico, di costituirsi in forma di associazione, società di capitali senza scopo di lucro o in cooperative, e di poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla legge 398/1991.

La distinzione dell’attività sportiva tra dilettantistica e professionale viene effettuata dall’ordinamento sportivo e dalle federazioni sportive.

La legge 91 del 1981 definisce difatti quali sono gli elementi da indagare al fine di poter definire un’attività sportiva dilettantistica o professionale, mentre alcune tipologie di sport sono state a priori classificate come professionali dalle federazioni sportive.

L’art. 2 della legge 91/1981 definisce infatti che “ai fini dell’applicazione della presente legge, sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”.

Il CONI svolge un ruolo fondamentale nell’attività svolta dalle associazioni dilettantistiche in quanto il suo riconoscimento dell’ente è elemento essenziale per la conferma definitiva del "il riconoscimento ai fini sportivi", che si tratta di un riconoscimento diverso da quello sopra esposto previsto dal codice civile, alle associazioni, società sportive dilettantistiche, già affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate ed agli Enti di Promozione Sportiva, oltre che condizione necessaria, come previsto dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, con la circolare del 21 febbraio 2014, per poter usufruire delle agevolazioni a favore della tassazione dei compensi erogati da tali enti.

Riassumendo quanto fin qui esposto l’ASD, è un ente non commerciale di tipo associativo, che svolge attività di tipo sportivo, compresa l’attività didattica di tipo dilettantistico, senza scopo di lucro, al fine di raggiungere uno scopo solidaristico, che può essere riconosciuta o non riconosciuta ai fini dell’ottenimento della personalità giuridica e che però per ottenere il “riconoscimento” del fine sportivo deve iscriversi al Registro Unico tenuto dal CONI, il quale provvederà con cadenza annuale all’invio dei dati afferenti l’attività esercitata dall’ASD, all’Agenzia delle Entrate.

L’anima delle associazioni sportive dilettantistiche e quindi le loro caratteristiche fondanti, qui sopra esposte, non sono state toccate dalla riforma del terzo settore, ma le dinamiche sono molteplici e valevoli di attenzione, oltre meritevoli di specifici approfondimenti.

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