Vigili del fuoco, aumento stipendi in Legge di Bilancio 2020

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Legge di Bilancio 2020: il governo ha aumentato le risorse per gli stipendi dei vigili del fuoco, portandole a 65 milioni nel 2020, 125 nel 2021, 165 strutturali dal 2022 in poi. Soddisfazione dei sindacati, ma rimane aperta la questione della mobilità di sede per gli addetti del Corpo.

Vigili del fuoco, aumento stipendi in Legge di Bilancio 2020

Aumento degli stipendi in vista per i Vigili del Fuoco. Per garantirlo il governo ha assicurato stanziamenti nell’arco del triennio che va dal 2020 al 2022: 65 milioni nel primo anno, 125 nel 2021 e 165 nel 2022.

Dal terzo anno in poi la quota di 165 milioni sarà strutturale. Le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2020 saranno peraltro utilizzate per adeguare anche il sistema previdenziale degli addetti al Corpo.

A rivendicare il risultato che arriva dopo una intensa mobilitazione dei sindacati di categoria è soprattutto la delegazione M5S in seno all’esecutivo. Tra le prime dichiarazioni in merito non a caso è arrivata il 7 dicembre scorso quella del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ovviamente via Facebook.

Si tratta comunque di un primo passo nel superamento di storiche disparità nell’ambito del comparto della sicurezza.

“Sono estremamente soddisfatta del grande risultato sul tema degli stipendi dei Vigili del Fuoco”, ha avuto modo di dichiarare in proposito il viceministro dell’Economia e delle finanze Laura Castelli. “Da anni avevamo segnalato il fatto che le loro retribuzioni fossero più basse rispetto a quelle delle altre forze dell’ordine, e ci siamo battuti affinché in Legge di Bilancio ci fosse una norma a riguardo”.

Vigili del fuoco, aumento stipendi in Legge di Bilancio 2020: esultanza e cautela dai sindacati

Il risultato è stato certamente apprezzato dalle organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco con diverse sfumature di tono.

C’è quello entusiastico del segretario generale della compagine autonoma del Conapo Antonio Brizzi: “Quando il premier Conte il 23 ottobre ci aveva convocati a Palazzo Chigi sul piatto c’erano solo 10 milioni, oggi il governo ne ha stanziati 165 strutturali”.

E si registra anche quella più prudente della Fp Cgil Vigili del Fuoco, il cui coordinatore nazionale Mauro Giulianella ha così commentato la notizia: “Una risposta positiva, che adesso va chiusa e concretizzata”.

L’esponente sindacale ha poi proseguito:

“Seguiamo con molta attenzione l’iter conclusivo della legge di Bilancio e apprezziamo il grande lavoro fatto sino ad oggi dal governo per la valorizzazione economica e previdenziale del personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”.

Vigili del fuoco, la questione della mobilità

D’altra parte le questioni che rimangono aperte per i Vigili non sono poche. Per fare un esempio si può citare la lettera che Cgil, Cisl e Uil hanno inviato lo scorso 6 dicembre al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese con la richiesta di una modifica urgente della norma che regola la mobilità di sede dei VVFF, imponendo un minimo di 5 anni di permanenza.

A detta delle organizzazioni sindacali l’articolo 6, comma 3, punto 2 del Decreto legislativo 127 dello scorso anno “potrebbe compromettere il delicato sistema delle mobilità, danneggiando non solo i colleghi con maggiore anzianità di servizio ma inficiando, in via generale,la tutela dei diritti del personale interessato”.

Il decreto in questione è stato fortemente osteggiato dalla parte sindacale che lo ha ritenuto un passaggio dalla fase della contrattazione a quella della semplice consultazione e informazione.

Ma soprattutto interviene su un Corpo notoriamente sotto organico e con un personale di età avanzata per le mansioni che deve svolgere. Di qui il riferimento che si trova in una nota della Fp Cgil a: “Qualche soldo in più, tanti diritti in meno gli stessi diritti che oggi il personale Vigile del Fuoco chiede a gran voce di garantire”.

È evidente che il tema della mobilità rimanda a quello della necessità di nuove assunzioni. Questo il motivo per il quale l’aumento di risorse per gli stipendi non può essere considerato che un primo passo.

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