TARI 2026: il bonus sociale entra in bolletta ma l’ISEE basso non basta

Il bonus TARI entra nei bollettini di pagamento inviati dai comuni per il 2026. Sarà l'ISEE il parametro per l'applicazione dello sconto, ma si guarda al passato e in caso di DSU presentata in ritardo l'attesa si allunga

TARI 2026: il bonus sociale entra in bolletta ma l'ISEE basso non basta

Dai comuni arrivano i bollettini della TARI 2026 e tra le novità debutta il bonus del 25 per cento.

Si tratta dello sconto sociale sulla tassa rifiuti divenuto operativo lo scorso anno dopo una lunga attesa.

I beneficiari saranno i contribuenti titolari dei bonus sulle bollette di luce e gas.

L’ISEE è il parametro che determina chi può o meno accedere al bonus TARI, ma attenzione: farà fede l’attestazione rilasciata lo scorso anno.

In aggiunta, in caso di presentazione della DSU dopo il 20 dicembre scorso, lo sconto slitta al 2027.

Bonus TARI nella bolletta del 2026: chi ha diritto allo sconto sociale sui rifiuti

Introdotto dall’articolo 57-bis del D.L. n. 124/2019, e divenuto operativo solo lo scorso anno dopo l’emanazione del DPCM 24/2025, il bonus TARI trova finalmente spazio nei bollettini emessi e inviati dai comuni in vista della prima scadenza del 2026.

Tra marzo e aprile molti contribuenti saranno chiamati a pagare la prima rata della TARI e, per i nuclei in condizioni di disagio economico, l’importo dovuto si presenta in misura inferiore al passato.

Lo sconto sociale sui rifiuti garantisce una riduzione del 25 per cento. Ad averne diritto sono i contribuenti che beneficiano anche del bonus sociale sulle bollette.

L’ISEE è il parametro che determina la possibilità o meno di accedervi e, in particolare, il bonus TARI spetta in presenta di:

  • ISEE non superiore a 9.530 euro per i nuclei con massimo tre figli a carico;
  • ISEE non superiore a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

Il bonus è applicato alle utenze domestiche intestate a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nell’ISEE, senza necessità di fare domanda.

La presentazione della DSU è il passaggio che sblocca l’inserimento del contribuente nella lista dei beneficiari, tenuto conto dei dati comunicati dall’INPS.

Per lo sconto sulla TARI 2026 si guarda all’ISEE 2025

Tra gli aspetti pratici da considerare, è bene specificare che il bonus TARI guarda all’ISEE presentato nell’anno precedente a quello di applicazione.

Per il 2026 farà quindi fede il valore ISEE relativo al 2025.

Di conseguenza, chi lo scorso anno non ha richiesto l’attestazione o ha ottenuto un parametro superiore alla soglia di 9.530 euro, o 20.000 euro per le famiglie numerose, non vedrà alcuna riduzione applicata nei bollettini della tassa rifiuti emessi per l’anno in corso.

In presenza invece di un ISEE nei limiti, il bonus TARI sarà riconosciuto una sola volta all’anno (eventualmente suddiviso nella rate previste dal gestore del servizio rifiuti del proprio comune), entro il mese di giugno.

ISEE presentato a fine anno? Il bonus TARI slitta al 2027

L’automatismo nell’applicazione del bonus TARI coinvolge più enti, e implica in prima battuta la corretta trasmissione dei dati relative alle DSU presentate nel corso dell’anno.

Cosa succede a chi ha richiesto l’ISEE alla fine dell’anno? Come si legge sul portale SGate gestito dall’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, per le DSU presentate dopo il 20 dicembre che comportano la ricezione dell’ISEE nell’anno successivo, il bonus verrà corrisposto l’anno seguente a quello di rilascio dell’attestazione.

Chi quindi ha presentato la DSU il 22 Dicembre 2025 e ha ottenuto l’attestazione ISEE (entro la soglia di 9.530 euro o 20.000 euro in caso di famiglia numerosa) il 3 Gennaio 2026, non vedrà alcuno sconto sui bollettini del 2026, ma potrà beneficiarne nel corso del 2027.

Morosi: il bonus paga la TARI

E se invece si ha diritto al bonus TARI ma non è stata versata la tassa rifiuti negli anni passati?

In questo caso il Gestore del servizio può trattenere l’importo del bonus per compensare le somme dovute e non versate dall’utente.

Una procedura attivabile però solo se il Gestore del servizio rifiuti del proprio comune ha inviato in primis un sollecito di pagamento, indicando sia il debito pregresso che la volontà di utilizzare il bonus TARI per coprire i mancati versamenti delle annualità pregresse.

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