Si apre a settembre il secondo sportello per richiedere gli incentivi MIMIT per lo sviluppo di competenze per la transizione tecnologica, digitale e verde. Le PMI possono ottenere un contributo fino al 50 per cento dell’investimento
Le PMI interessate ad ottenere contributi per gli investimenti in percorsi di formazione per lo sviluppo di competenze hanno una seconda possibilità.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy apre un secondo sportello dopo quello previsto a inizio anno. Da settembre sarà nuovamente possibile inviare la domanda per gli incentivi.
L’agevolazione favorisce gli investimenti di piccole e medie imprese finalizzati all’acquisizione di percorsi di formazione per lo sviluppo delle competenze del personale nell’ambito della transizione tecnologica, digitale e verde.
A copertura di tali spese, il MIMIT riconosce un contributo diretto alla spesa pari al b dell’investimento che deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro.
Sviluppo delle competenze nelle PMI: contributi MIMIT fino al 50% della spesa
Con il decreto direttoriale del 13 luglio 2026 il MIMIT ha disposto l’apertura di un nuovo sportello di domanda per ottenere gli incentivi dedicati alla formazione nelle PMI del Mezzogiorno.
Si tratta dell’agevolazione disciplinata dal decreto 4 settembre 2025, in attuazione di quanto previsto dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 21-27”, e attiva nei primi mesi dell’anno. Da aprile al 23 giugno, infatti, le PMI interessate a favorire lo sviluppo delle competenze dei propri dipendenti hanno avuto modo di richiedere i contributi messi a disposizione dal MIMIT.
Il nuovo decreto fornisce, dunque, tutte le indicazioni per l’apertura di un secondo sportello di domanda. Le richieste per l’accesso agli incentivi potranno essere inviate dal 10 settembre al 21 dicembre 2026 dallo sportello online di Invitalia. Qui saranno messi a disposizione il modulo di domanda e la documentazione da allegare. Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.
In cosa consiste l’agevolazione?
La misura consente alle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno di ottenere un contributo per l’acquisto di servizi finalizzati allo sviluppo delle competenze dei dipendenti, con l’obiettivo di sviluppare competenze per la transizione tecnologica, digitale e verde.
Nello specifico, il contributo sono concessi alle mPMI localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che alla data di presentazione della domanda devono:
- essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel registro delle imprese;
- essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
- disporre di almeno un bilancio approvato e depositato presso il Registro delle imprese. Nel caso di imprese individuali e società di persone è necessario che sia stata presentata almeno una dichiarazione dei redditi;
- non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
- essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
- non operare nei settori esclusi dall’articolo 7 del Regolamento (UE) 2021/1058;
- disporre di una polizza contro i rischi catastrofali.
Il 40 per cento delle risorse disponibili è destinata al sostegno delle imprese operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell’arredamento.
Nel caso in cui la tua Azienda o il tuo Studio siano interessati a partecipare ad avvisi e bandi di finanza agevolata o, in generale, ad ottenere agevolazioni sugli investimenti i consulenti del network Informazione Fiscale possono darti supporto nell’analisi del progetto, nell’individuazione del bando e nella presentazione della domanda, in caso di interesse compila il form sottostante
Sviluppo delle competenze nelle PMI: requisiti e importi
Quanto possono ottenere le imprese interessate a investire nella formazione?
Come anticipato, l’incentivo spetta per gli investimenti in percorsi di formazione diretti a sviluppare o a consolidare le competenze del personale dipendente nell’ambito della transizione tecnologica, digitale e verde, in particolare:
- aerospazio e difesa;
- salute, alimentazione, qualità della vita;
- industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
- turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
- agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente;
- tecnologie digitali;
- tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
- biotecnologie;
- processi di transizione verde e digitale.
I percorsi di formazione del personale, inoltre, devono essere erogati da soggetti/manager qualificati o da società di consulenza/fornitori di servizi di formazione e consulenza indipendenti rispetto all’impresa che fa domanda.
Le imprese beneficiarie possono ricevere, ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, un contributo diretto alla spesa pari al 50 per cento delle spese ammissibili.
Nel caso di progetti integrati sovraregionali, il contributo spettante è maggiorato al 70 per cento per le micro e piccole imprese e al 60 per cento per le medie imprese.
Tra le spese ammissibili sono comprese:
- le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
- i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, le spese di alloggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
- i costi dei servizi di consulenza strettamente connessi all’iniziativa di formazione;
- le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.
I progetti devono prevedere una spesa compresa tra i 10.000 e i 60.000 euro e devono essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali, ubicate nei territori delle regioni meno sviluppate.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Sviluppo delle competenze nelle PMI: contributi MIMIT fino al 50% della spesa