Split payment IVA e individuazione dei soggetti obbligati

Ancora dubbi e incertezze in materia di split payment IVA: dal 1° gennaio 2018 si è ulteriormente esteso l'ambito di applicazione. Ecco come individuare i soggetti obbligati.

Split payment IVA e individuazione dei soggetti obbligati

Il 1° gennaio 2018 lo split payment IVA è stato ulteriormente esteso, con ulteriori novità che vanno ad aggiungersi a quelle in vigore dallo scorso 1° luglio 2017.

Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli operatori è come individuare i soggetti cui applicare lo split payment.

Proprio per venire incontro a questa esigenza, il recente DL 50/2017 ha introdotto il comma 1-quarter dell’articolo 17-ter del d.p.r. 633/1972 in cui è previsto che “il fornitore possa richiedere un’attestazione al soggetto potenzialmente sottoposto allo split payment IVA per farsi confermare da quest’ultimo la sua posizione”.

Ma chi sono i soggetti obbligati ad applicare lo split payment IVA?

Ecco l’elenco aggiornato dopo l’entrata in vigore del DL 50/2017 e dall’art. 3 del DL 148/2017:

  • lo Stato;
  • gli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • gli enti pubblici territoriali;
  • i consorzi costituiti tra enti pubblici ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000;
  • le CCIAA;
  • gli istituti universitari;
  • le aziende sanitarie locali;
  • gli enti ospedalieri;
  • gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numeri 1 e 2, del codice civile, direttamente dalla Presidenza del consiglio e dai ministeri;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1 da regioni, province, città metropolitane, comuni e unioni di comuni;
  • le società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1 del codice civile dalle società di cui ai punti b) e c);
  • le società quotate inserite nel Ftse Mib;
  • gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali (incluse le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona);
  • le fondazioni partecipate dalle amministrazioni pubbliche;le società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni;
  • le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, da enti o società pubbliche per una quota non inferiore al 70%.

Di conseguenza, al fine di evitare dubbi ed incertezze relative all’applicazione dello split payment si consiglia agli operatori interessati di creare un’anagrafica ad hoc in cui inserire tutti i nominativi degli enti con cui si lavora che certamente sono soggetti al meccanismo di scissione dei pagamenti.

Qualora uno o più di questi soggetti dovessero essere in dubbio - magari perché rientranti fra le nuove categorie inserite di recente - è possibile avvalersi del meccanismo di cui al comma 1-quarter dell’articolo 17-ter del d.p.r. 633/1972 sopra citato, in modo da togliersi qualsiasi dubbio di carattere operativo.