Sistema Tessera Sanitaria e Agenzia delle Entrate: la comunicazione è inefficace

Redazione - Dichiarazione dei redditi

Sistema Tessera Sanitaria e Agenzia delle Entrate: le criticità nel flusso dei dati che riguardano le spese sanitarie e confluiscono nel 730 precompilato, segnalate da un lettore di Informazione Fiscale.

Sistema Tessera Sanitaria e Agenzia delle Entrate: la comunicazione è inefficace

Il Sistema Tessera Sanitaria, per l’elaborazione del modello 730 precompilato, mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate il flusso di dati che riguardano le spese sanitarie dei contribuenti. Ma, come segnala un lettore di Informazione Fiscale, questa comunicazione è caratterizzata da diverse criticità.

Il 6 maggio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento numero 115304 Modalità tecniche di utilizzo dei dati delle spese sanitarie e delle spese veterinarie ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, a decorrere dall’anno d’imposta 2019, di cui la redazione di Informazione Fiscale ha dato notizia sulle sue pagine.

Il lettore Claudio Bertoni, operatore in un CAF, sulla base della sua esperienza ha commentato il documento dell’Entrate facendo emergere le difficoltà che sorgono dalla teoria alla pratica.

Sistema Tessera Sanitaria, una comunicazione inefficace con l’Agenzia delle Entrate

Le questioni legate ai dati delle spese sanitarie diventano anche uno spunto per porre l’accento su un altro limite della dichiarazione precompilata: i dati catastali.

Si riporta di seguito il testo del commento ricevuto in redazione:

“Mi permetto di contestare parzialmente quanto contenuto nell’articolo.

Non a causa dell’articolista, ma delle informazioni disponibili a cura della agenzia delle entrate.

Si tratta dei dispositivi medici senza CE e parafarmaci. Nell’articolo si dice che i dati vengono acquisti dal sistema TS.

Peccato che vi siano ancora moltissime farmacie che NON hanno lo scontrino parlante e che quindi inviano i dati d’acquisto abbinati al CF, senza distinzione di spesa.

Mentre al Caf, (o il cittadino che modifica la sua precompilata o fa una dichiarazione da solo), si deve controllare il dettaglio degli acquisti farmaceutici al fine di non portare in detrazione prodotti non detraibili, e si devono conservare i giustificativi, la stessa cosa non capita con l’accettazione tout-court del precompilato che non subisce accertamenti.

Quindi se un cittadino accetta il precompilato ma la farmacia che ha emesso lo scontrino ha inviato il dato complessivo dell’acquisto che contiene anche acquisti di dispositivi non CE e parafarmaci, ecco che non ci sono controlli e il cittadino che ha accettato il precompilato senza modifica usufruisce di detrazione non spettanti.

Se invece un cittadino si fa da solo la dichiarazione o modifica la precompilata o la porta a un Caf, ecco che in fase di accertamento, se sono state inserire spese di parafarmaci o dispositivi non CE, scatta la sanzione. Oltre a questo si devono conservare i giustificativi fino al 5° anno successivo alla dichiarazione, a disposizione per eventuali accertamenti della Agenzia delle Entrate.

Quindi il sistema TS fa decisamente acqua, in quanto fino a che TUTTE le farmacie non avranno l’obbligo di avere lo scontrino parlante in cui siano dettagliate le spese detraibili, ecco che avremo una ingiustizia fiscale tra chi ACCETTA e chi NON ACCETTA il precompilato.

Oltre a questo, che dire dei dati catastali? Anche in questo caso il precompilato acquisisce i dati direttamente dal catasto che in molti casi non è aggiornato con la vera situazione, sia per errori storici sia perché a seguito di atti d’acquisto, vendita, usufrutto, successioni ecc ecc non viene fatta la voltura. In questo caso dovrebbe essere obbligatorio che in presenza di un atto di trasferimento degli immobili, non venga validato l’atto senza contestuale voltura catastale. Quindi anche chi decide di accettare il precompilato, se si è in presenza di errori, accettandolo dichiara il falso, mentre se si corregge il dato, ecco che si rientra nell’accertamento totale. Infatti pur essendo acquisito nel precompilato il Catasto NON È probatorio ma è solo l’atto di trasferimento che ha valore legale anche in assenza di voltura e comunicazione al catasto”.

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