Sport bonus 2018: come funziona?

Redazione - Dichiarazione dei redditi

Sport bonus 2018: nuovo credito d'imposta per le imprese che effettuano erogazioni liberali per la ristrutturazione di impianti sportivi. Ecco come funziona e novità della Legge di Bilancio 2018.

Sport bonus 2018: come funziona?

Sport bonus 2018: di seguito tutte le novità e come funziona il nuovo credito d’imposta introdotto dalla Legge di Bilancio.

Tra le numerose novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2018, per le imprese che decideranno di investire in palestre ed impianti sportivi è riconosciuto un credito d’imposta di importo pari al 50% della donazione effettuata.

Lo sport bonus funziona allo stesso modo dell’art bonus (il credito d’imposta per chi investe in cultura), ma ad essere agevolati sono in questo caso gli investimenti effettuati a sostegno dello sport.

A rendere operativo il credito d’imposta dovrà essere un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, previsto entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018.

Nell’attesa che vengano messe a disposizione le istruzioni ufficiali, vediamo di seguito come funziona lo sport bonus 2018, per quali investimenti e donazioni è riconosciuto e qual è l’importo del credito d’imposta spettante alle imprese.

Sport bonus 2018: come funziona?

Il comma 363, art. 1 della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un credito d’imposta nella misura del 50% per le erogazioni liberali fino a 40.000 euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, anche se gestiti da concessionari privati.

Il credito d’imposta, già rinominato sport bonus dalla stampa di settore e dagli addetti ai lavori, potrà essere richiesto nel limite del tre per mille dei ricavi annui e potrà essere utilizzato nel rispetto del limite complessivo di spesa di 10 milioni di euro.

Come funziona? Così come tutti i crediti d’imposta, anche lo sport bonus potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 è una delle più importanti misure a sostegno dello sport e il bonus verrà riconosciuto per gli investimenti effettuati ai fini della ristrutturazione di impianti sportivi pubblici anche se gestiti da privati.

Gli adempimenti necessari per beneficiare dello sport bonus

Lo sport bonus, che attualmente ricordiamo essere in vigore esclusivamente per le erogazioni liberali effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, prevede in capo al destinatario del contributo specifici adempimenti.

Secondo quanto previsto dal comma 365, art. 1 della Legge di Bilancio 2018, i destinatari del contributo dovranno comunicare immediatamente all’ufficio sport tenuto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri l’importo delle somme ricevute e la loro destinazione, che dovrà esser resa pubblica anche sul proprio sito internet.

Entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello di erogazione della donazione e fino al completamento dei lavori di restauro o ristrutturazione, i soggetti beneficiari dovranno comunicare all’ufficio sport lo stato di avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme erogate.

Non solo sport bonus: più fondi per il settore

Lo sport bonus è soltanto una delle novità per il settore introdotte dalla Legge di Bilancio 2018.

Accanto al credito d’imposta, infatti, il comma 362 autorizza la spesa di 10 milioni di euro l’anno a partire dal 2018 al fine di dare natura strutturale al “Fondo Sport e Periferie”. I criteri e le modalità di gestione delle risorse dovranno essere stabilite con decreto MEF entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018.

Inoltre, con il comma 369 viene creato un il “Fondo Unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”; la dotazione prevista dovrà essere destinata a progetti come l’avviamento sportivo di disabili, sostegno alla maternità di atlete non professioniste e garantire il diritto all’esercizio della pratica sportiva, “quale insopprimibile forma di svolgimento della personalità del minore, anche attraverso la realizzazione di campagne di sensibilizzazione”.