Scadenze fiscali, serve un DPCM per la proroga: le richieste dei commercialisti

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Scadenze fiscali, serve un DPCM per la proroga degli adempimenti: a chiederlo sono i commercialisti. Studi rallentati a causa della pandemia, necessaria una revisione importante del calendario. La lettera del presidente CNDCEC al Ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri.

Scadenze fiscali, serve un DPCM per la proroga: le richieste dei commercialisti

Scadenze fiscali, serve un DPCM per la proroga degli adempimenti come misura ponte e un intervento più puntuale sulla malattia per i professionisti colpiti da coronavirus.

Gli studi professionali sono rallentati a causa della pandemia e risulta necessaria una revisione importante del calendario che vada oltre il semplice rimando del modello 770 già stabilito con il Decreto Ristori.

Le richieste nella lettera del presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Massimo Miani al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri in cui si legge:

“Attualmente si sta verificando presso molti studi professionali una situazione di oggettivo impedimento lavorativo, derivante dalla malattia conclamata da Covid 19 o dalla necessità di isolamento prudenziale, riguardanti sia i professionisti sia i loro collaboratori”.

Scadenze fiscali, proroga per gli adempimenti e intervento per la malattia dei professionisti

L’emergenza coronavirus colpisce direttamente anche professionisti e collaboratori, chi contrae l’infezione da Covid 19 è costretto a fermarsi ma il calendario delle scadenze fiscali prosegue senza sosta.

Da qui nasce l’esigenza di una proroga degli adempimenti previsti fino alla fine dell’anno.

Ad accendere i riflettori sul tema è il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, CNDCEC, con una lettera indirizzata al Ministero di Via XX Settembre.

Le richieste dei professionisti sono principalmente due:

  • sul brevissimo periodo, si chiede un DPCM ponte per prorogare le imminenti scadenze fiscali, non considerate dagli ultimi provvedimenti emergenziali;
  • con uno sguardo leggermente più lungo, si pone l’accento sulla necessità di una disciplina legislativa che intervenga sugli effetti della malattia da Covid 19 che riguarda i professionisti e gli adempimenti amministrativi, fiscali e contributivi che si trovano a gestire.

Scadenze fiscali, serve un DPCM per la proroga: la richiesta dei commercialisti

La richiesta di proroga si riferisce in particolar modo alla presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP in scadenza il 30 novembre 2020 e a tuti gli adempimenti previsti a seguire e si fonda sulle disposizioni previste dall’articolo 12 del Decreto Legislativo numero 241 del 1997.

Il testo al comma 5 prevede:

“Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente, possono essere modificati, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, dei sostituti e dei responsabili d’imposta o delle esigenze organizzative dell’amministrazione, i termini riguardanti gli adempimenti degli stessi soggetti, relativi a imposte e contributi di cui al presente decreto, prevedendo l’applicazione di una maggiorazione ragguagliata allo 0,40 per cento mensile a titolo di interesse corrispettivo in caso di differimento del pagamento. Con lo stesso decreto può essere stabilito che non si fa luogo alla predetta maggiorazione per un periodo non superiore ai primi venti giorni; le somme dovute in base alla dichiarazione annuale relativa all’imposta sul valore aggiunto per l’anno 1998, affluiscono comunque allo Stato entro il 31 marzo 1998. [...].”

Intanto il Decreto Ristori bis ha fatto slittare il versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP per i soggetti ISA delle attività direttamente colpite dalle diverse restrizioni territoriali prevista proprio per il 30 novembre.

Mentre il Decreto Ristori è intervenuto specificamente su un adempimento: il termine per la trasmissione del modello 770 da parte dei sostituti di imposta è stato spostato al 10 dicembre 2020.

Appare chiaro, dalla lettera inviata dal presidente Massimo Miani al ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, che gli interventi adottati fino a questo momento risultano insufficienti per i professionisti rallentati o bloccati dalla pandemia.

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