Rottamazione cartelle 2023, come funziona? Dalla domanda al pagamento delle rate

Rosy D’Elia - Fisco

Come funziona la rottamazione delle cartelle prevista dalla Legge di Bilancio 2023? Le prime risposte arrivano dall'Agenzia delle Entrate Riscossione che fa il punto sulle novità della tregua fiscale, dalla domanda al pagamento delle rate

Rottamazione cartelle 2023, come funziona? Dalla domanda al pagamento delle rate

Sulla carta la tregua fiscale è pronta: sono diverse le strade tracciate dalla Legge di Bilancio 2023 per fare pace col Fisco. E tra queste c’è anche una nuova rottamazione delle cartelle. Ma come funziona dal punto di vista pratico?

I primi chiarimenti arrivano dall’Agenzia delle Entrate Riscossione che fa il punto sulle novità della Manovra: dalla data da rispettare per presentare domanda di adesione alle modalità di pagamento delle rate, passando per gli importi esclusi dalla definizione agevolata.

Come funziona la rottamazione delle cartelle 2023 prevista dalla Legge di Bilancio?

La tregua fiscale promessa dalla premier Giorgia Meloni fin dai primi passi del nuovo Governo, anche se in forma ridotta rispetto alle previsioni, è entrata a far parte del pacchetto di misure previste dalla Manovra.

Tra le altre misure, la Legge n. 197 del 29 dicembre 2022 all’articolo 1, commi 231-252, introduce anche una nuova rottamazione delle cartelle: rientrano nella definizione agevolata i debiti contenuti nei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, anche nel caso in cui siano stati già oggetto di altri meccanismi agevolativi.

Coloro che accederanno ai benefici della tregua fiscale, quindi, avranno la possibilità di pagare in un’unica soluzione o in 18 rate le somme dovute a titolo di capitale, le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica, senza invece corrispondere le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di interessi e sanzioni, interessi di mora e il cosiddetto aggio.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione nella pagina dedicata alle novità della Legge di Bilancio chiarisce:

“Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del Codice della strada (tranne le sanzioni irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali), la “Definizione” si applica limitatamente agli interessi, comunque denominati, e alle somme maturate a titolo di aggio”.

Come previsto anche per lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro, il raggio d’azione definitivo della misura prenderà forma a fine mese: sulla possibilità di beneficiare della tregua fiscale per i carichi degli enti di previdenza privata, l’ultima parola spetta agli enti stessi che comunicheranno la decisione entro il 31 gennaio 2023 all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Dal perimetro della rottamazione delle cartelle 2023, inoltre, sono escluse le seguenti tipologie di somme:

  • recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • crediti che derivano da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute per provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • debiti relativi alle “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.

In ogni caso nell’area riservata del portale istituzionale AdER i cittadini e le cittadine potranno visualizzare i debiti ammessi a beneficiare delle misure della tregua fiscale.

Rottamazione delle cartelle 2023, come funziona la domanda di adesione

Diversamente da quanto accade per lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro che prevede un’eliminazione automatica dei debiti, la possibilità di beneficiare della rottamazione deve essere espressamente richiesta dai contribuenti che devono regolarizzare la loro posizione.

La scadenza per presentare la domanda di adesione è fissata dalla norma al 30 aprile 2023 ed entro il 21 gennaio l’Agenzia delle Entrate Riscossione indicherà il modulo da utilizzare e le istruzioni da seguire.

Nel momento in cui viene presentata la dichiarazione di adesione si innesca il seguente meccanismo per i carichi definibili:

  • sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
  • sono sospesi, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateazioni in essere alla data di presentazione;
  • non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche;
  • non possono essere avviate nuove procedure esecutive;
  • non possono essere proseguite le procedure esecutive precedentemente avviate.

Entro il 30 giugno 2023, l’AdER con l’esito della domanda di accesso alla rottamazione delle cartelle, che i cittadini e le cittadine hanno presentato in precedenza, comunica le seguenti informazioni:

  • l’importo totale dovuto ai fini della definizione;
  • l’importo delle singole rate;
  • il giorno e il mese di scadenza di ognuna delle rate da pagare.

Rottamazione delle cartelle 2023, date e modalità di pagamento delle rate

Le somme dovute per beneficiare della definizione agevolata possono essere versate in due modalità:

  • in un’unica soluzione entro la scadenza del 31 luglio 2023;
  • dilazionando fino a 5 anni il pagamento e quindi in 18 rate secondo il calendario riportato in tabella, il numero di rate si indica nella dichiarazione di adesione.
Rottamazione cartelle 2023Date per il pagamento
Prime due rate pari al 10 per cento delle somme dovute Scadenze da rispettare:

  • 31 luglio 2023;
  • 30 novembre 2023.
16 rate di pari importo Scadenze da rispettare dal 2024:

  • 28 febbraio;
  • 31 maggio;
  • 31 luglio;
  • 30 novembre.

Ci sono tre modalità per procedere con il versamento degli importi dovuti:

  • tramite domiciliazione sul conto corrente;
  • tramite i moduli di pagamento predisposti dall’AdER;
  • presso gli sportelli territoriali.

Come previsto in passato, per i contribuenti che saranno chiamati a pagare le rate della rottamazione è previsto il termine di tolleranza di 5 giorni per procedere.

Oltre questa scadenza, in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento anche di una sola rata, si decade dalla definizione agevolata e le rate pagate costituiscono un acconto sugli importi dovuti.

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