Rinnovo contratti pubblici, si parte: l’intesa Ficei è il primo passo

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

La nuova stagione di contrattazione nella pubblica amministrazione è partita a fine ottobre con l'accordo tra Cgil, Cisl, Uil, Findici e la federazione che riunisce gli enti pubblici economici che si occupano di progettare, realizzare e gestire opere infrastrutturali. Circa 1.500 i lavoratori interessati.

Rinnovo contratti pubblici, si parte: l'intesa Ficei è il primo passo

Rinnovo contratti pubblici: la nuova stagione si è aperta con la firma a fine ottobre del CCNL Ficei che riguarda i lavoratori occupati negli enti pubblici economici aderenti alla Federazione Italiana Consorzi Enti Industrializzazione.

Si tratta dell’organizzazione che riunisce gli organismi pubblici che si occupano di progettare, realizzare e gestire opere infrastrutturali come porti, strade, reti idriche, reti fognarie e relativi impianti tecnologici quali depuratori e impianti di smaltimento dei rifiuti.

Il primo dei contratti pubblici per i quali è partita la trattativa per il rinnovo riguarda un numero ristretto di lavoratori dipendenti. Nel 2016 erano circa 1.500 i lavoratori dipendenti di queste strutture.

Si tratta però di un inizio da tenere a mente, e che aprirà una lunga stagione contrattuale.

Rinnovo contratti pubblici, i termini del nuovo CCNL Ficei

La firma dell’accordo tra Cgil, Cisl, Uil Findici e organizzazione datoriale è rilevante in quanto giunge dopo una lunga trattativa nel contesto della crisi che vivono le strutture aderenti alla Ficei.

L’inizio della trattativa era stato infatti contraddistinto dalla disdetta del contratto precedente e con la proposta della Ficei di un rinnovo che prevedesse l’abolizione dell quattordicesima mensilità per i dipendenti.

La nuova intesa ha invece mantenuto in vigore la quattordicesima e ha previsto un miglioramenti salariale così articolato:

  • un aumento del 3,5% sul tabellare con decorrenze dello 0,4%;
  • dal 1° gennaio 2019, dello 0,8%;
  • dal 1° gennaio 2020, dell’1,3%;
  • dal 1° settembre 2020;
  • dell’1% dal 1° gennaio 2021.

Il nuovo contratto prevede peraltro delle norme in materia di sanzioni disciplinari che precedentemente erano invece nella esclusiva disponibilità del datore di lavoro, l’aumento da 24 a 36 ore dei permessi retribuiti e il potenziamento della contrattazione aziendale che amplia le materie di propria competenza.

Per il testo dell’accordo si è aperta ora la fase di consultazione nelle assemblee sindacali che dovranno acquisire direttamente i pareri dei lavoratori.

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