Rientro a scuola, difficoltà su graduatorie e sicurezza

Stefano Paterna - Scuola

Rientro a scuola dal 14 settembre, giorno in cui si riparte con le attività didattiche tra mille problemi: i nuovi banchi saranno disponibili per tutti solo a fine ottobre. I sindacati contestano le Graduatorie per le supplenze e il trattamento per i lavoratori fragili e per il personale che sarà assunto per l'emergenza COVID-19.

Rientro a scuola, difficoltà su graduatorie e sicurezza

Un ritorno in classe tormentato tra mancanza di spazi, attrezzature e controversie sulle Gps, le Graduatorie provinciali per le supplenze e sulla tutela dei lavoratori fragili.

D’altra parte che per il mondo della scuola l’avvio del nuovo anno scolastico 2020/21 non sarebbe stato semplice era evidente dopo la sospensione delle attività didattiche e nella perdurante presenza del Coronavirus. E le aspettative sono state confermate, basti pensare alla questione ormai famosa della mancanza dei nuovi banchi per l’apertura ufficiale del 14 settembre.

Lo stesso Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 Domenico Arcuri ha ammesso che avrebbe aperto le aule scolastiche solo dopo la tornata elettorale del 20 e 21 settembre, ovvero il 24, e che i due milioni e 400.000 banchi verranno consegnati entro la fine di ottobre. Pertanto, un mese e mezzo dopo la riapertura ufficiale delle scuole.

Ma non mancano le difficoltà su altri aspetti cruciali in vista dell’avvio dell’anno scolastico a partire dalle controversie sull’impiego di personale precario e sui concorsi ancora da venire.

I concorsi della scuola ad ottobre, per ora si parte con le supplenze

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha confermato in audizione dinanzi alla Commissione Istruzione al Senato che i concorsi della scuola per 78.000 nuovi insegnanti si terranno in ottobre.

Tuttavia, per intanto le scuole riapriranno la prossima settimana con uno straordinario numero di docenti precari in cattedra: tra i 170.000 e i 200.000 secondo le organizzazioni sindacali di categoria che ovviamente a fronte di questo “boom” riaccendono le polemiche sulle modalità di svolgimento del “Concorsone” della scuola.

Come se non bastasse i sindacati contestano anche la nuova modalità informatizzata delle Gps, le graduatorie delle supplenze che hanno visto l’iscrizione di 753.000 aspiranti docenti e che viene invece vista come un “fiore all’occhiello” dal ministero dell’Istruzione, secondo cui:

Parlare di caos appare, dunque, infondato, pretestuoso e fuorviante. Come ad ogni aggiornamento, data la mole di dati trattati, gli errori materiali dei singoli uffici sono prontamente rettificati seguendo la normale prassi amministrativa.”

Non così per la Flc Cgil che in comunicato afferma che:

I numerosi errori contenuti nelle nuove graduatorie per le supplenze (GPS) stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema, anche per l’indisponibilità del MI a correggerli centralmente invece di scaricare quest’onere, in un periodo di per sé complicato, sugli uffici territoriali e sulle scuole.”

La questione del personale d’emergenza e dei lavoratori fragili

Peraltro, le graduatorie non sono l’unica materia del contendere dato che le organizzazioni sindacali non gradiscono il trattamento che sarà riservato agli assunti per fronteggiare l’emergenza dovuta al Coronavirus, circa 70.000 persone.

Questi dipendenti, infatti, potranno essere licenziati senza alcun indennizzo in caso di nuovo blocco delle attività a causa dell’epidemia.

Un’altra fonte di preoccupazione per le organizzazioni sindacali riguarda il dossier sulla tutela dei cosiddetti lavoratori fragili, ovvero quelli che per età o patologie pregresse sono più esposti a subire conseguenze serie da un eventuale contagio da COVID-19.

Al momento, il dicastero di viale Trastevere è ancora silente su questo punto anche c’è un impegno ad affrontare questo aspetto preso il 6 agosto scorso nel quadro del protocollo sulla sicurezza.

Se a tutto questo si aggiunge la necessità di potenziare anche il personale ATA non docente, in vista del rispetto di tutte le procedure previste dalla necessità di contenere il rischio di contagio, si ha un quadro della complessità dell’operazione riapertura delle aule: una prospettiva da far tremare i polsi a famiglie, docenti e dirigenti scolastici.

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