Lavoratori fragili, chi sono? La definizione nella circolare del Ministero del Lavoro

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Lavoratori fragili, chi sono? La definizione nella circolare del Ministero del Lavoro e della Salute. Il documento del 4 settembre 2020 fa chiarezza sui fattori da considerare per un maggiore rischio da Covid 19 e si inserisce pienamente nella discussione che riguarda la ripartenza della scuola e l'età dei docenti.

Lavoratori fragili, chi sono? La definizione nella circolare del Ministero del Lavoro

Lavoratori fragili, chi sono i lavoratori che possono richiedere l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria per la loro maggiore esposizione al rischio da Covid 19?

A fornire la definizione è la circolare numero 13 del 4 settembre 2020 del Ministero del Lavoro e della Salute.

Il documento arriva a fare chiarezza sul tema al centro delle discussioni sulla ripartenza della scuola.

Ministero del Lavoro e Ministero della Salute - Circolare numero 13 del 4 settembre 2020
Circolare del Ministero della salute del 29 aprile 2020 recante Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Sars-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività. Aggiornamento e chiarimenti, con paricolare riguardo ai lavoratori e alle lavoratrici fragili.

Lavoratori fragili, chi sono? La definizione nella circolare del Ministero del Lavoro

Non basta solo l’età per rientrare nella categoria dei lavoratori fragili, e quindi maggiormente esposti ai rischi da Covid 19, ma va considerata la presenza di patologie preesistenti. Questo, in estrema sintesi, il chiarimento che arriva dai due ministeri.

“Il concetto di fragilità va dunque individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche, sia di tipo epidemiologico sia di tipo clinico”.

Questa la conclusione a cui arriva la circolare numero 13 del 4 settembre 2020, firmata dal Ministero delle Politiche Sociali e dal Ministero della Salute.

Il punto di partenza sono i dati epidemiologici più recenti a disposizione, in particolare:

  • il 96,1% dei soggetti deceduti presenta una o più comorbilità, si tratta in particolare di malattie cronico-degenerative a carico degli apparati cardiovascolare, respiratorio, renale e da malattie dismetaboliche;
  • l’incidenza della mortalità cresce all’aumentare dell’età dal momento che nelle fasce più elevate dell’età lavorativa si manifestano le patologie indicate;
  • il rischio di contagio da Covid 19 non è significativamente diverso nelle diverse fasce di età lavorativa.

Lavoratori fragili, chi sono? Soggetti con patologie, l’età non basta a determinare la fragilità

In particolare, dunque, i dati su cui si basa la circolare portano a una precisazione importante sul tema: i lavoratori in età avanzata, con più di 55 anni, non sono automaticamente dei lavoratori fragili.

Il fattore anagrafico, da solo, non è causa di una maggiore vulnerabilità: determinante, invece, è la presenza di “comorbilità”, ovvero di più patologie, che “possono integrare una condizione di maggiore rischio”.

È a questi soggetti che va garantita la possibilità di richiedere di attivare misure di sorveglianza sanitaria adeguata al datore di lavoro, che a sua volta per la visita necessaria può indirizzare il lavoratore su tre fronti:

  • INAIL;
  • Aziende Sanitarie Locali;
  • Dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università.

Stesse regole valgono anche quando i datori di lavoro non sono tenuti alla nomina del medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria.

Un esempio? La scuola, si legge nel documento del Ministero del Lavoro. E non è un caso. Così come non sono casuali le precisazioni sull’età.

Il tema della tutela dei lavoratori fragili, infatti, in queste settimane è al centro della discussione sul ritorno tra i banchi di studenti e docenti, una categoria con un’età media molto alta.

Nei mesi scorsi lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte comunicando la scelta di tenere chiuse le scuole fino a settembre aveva sottolineato la questione anagrafica dei docenti italiani, tra i più anziani d’Europa.

Ma stabilita la data della ripartenza, dai Ministeri del Lavoro e della Salute, fanno sapere che l’età da sola non basta a determinare una fragilità.

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