Ricorso contro il licenziamento: dal 2023 il rito ordinario modificato dalla riforma Cartabia

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Ricorso contro il licenziamento: nei processi si applicherà il rito ordinario con le modifiche apportate dalla riforma Cartabia. Dal 1° luglio 2023 verrà meno l'attuale rito Fornero. Elementi di novità sono la priorità ai ricorsi che chiedono la reintegra e la possibilità per il giudice di ridurre i tempi del procedimento. Il decreto attuativo della riforma è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 del 17 ottobre 2022.

Ricorso contro il licenziamento: dal 2023 il rito ordinario modificato dalla riforma Cartabia

Ricorso contro il licenziamento, con la riforma del processo civile ai ricorsi sarà applicato il nuovo rito ordinario.

Dal 1° luglio 2023 non sarà più applicato il rito Fornero, tuttora in vigore.

Il decreto legislativo n. 149/2022, attuativo della riforma Cartabia, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 del 17 ottobre.

Con il nuovo rito, le controversie con domanda di reintegra sul posto di lavoro hanno la precedenza sulle altre cause e i giudici possono dimezzare i tempi del procedimento.

Ricorso contro il licenziamento: dal 2023 si applica il rito ordinario modificato dalla riforma Cartabia

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 del 17 ottobre il Dlgs n. 149/2022, che attua la legge di riforma del processo civile.

Si tratta della riforma Cartabia, legge n. 206/2021, che semplifica e velocizza i tempi del rito civile, garantendo il principio del contraddittorio e sarà pienamente in vigore dal 30 giugno 2023.

Sono previsti, inoltre, incentivi fiscali per l’utilizzo di strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie e la digitalizzazione del processo.

Tra le aree di intervento c’è anche il procedimento di ricorso contro il licenziamento e la risoluzione delle relative controversie.

La riforma, infatti, introduce il Capo I bis al Libro II, Titolo IV del Codice di procedura civile. Questo riguarda esclusivamente le controversie in materia di licenziamento.

Secondo quanto stabilito all’art. 441 bis, le controversie relative ai ricorsi contro il licenziamento nelle quali viene proposta la domanda di reintegra nel posto di lavoro hanno la precedenza sulle altre cause pendenti, anche se relative alla qualificazione del rapporto.

Inoltre, tenuto conto delle circostanze esposte nel ricorso, il giudice può ridurre i termini del procedimento fino a dimezzarli, fermo restando che:

“tra la data di notificazione al convenuto o al terzo chiamato e quella della udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di venti giorni.”

Ricorso contro il licenziamento: abrogato il rito Fornero e via libera alla negoziazione con i consulenti del lavoro

La riforma del processo civile, inoltre, prevede l’abrogazione del cosiddetto rito Fornero, la procedura di risoluzione delle controversie tuttora in vigore.

I commi da 47 a 69 dell’art. 1 della Legge Fornero, infatti, saranno abrogati a partire dal 1° luglio 2023.

Questa, infatti, è applicata alle controversie relative ai rapporti instaurati prima del 7 marzo 2015, mentre a tutti gli altri si applica la normativa generale.

In questo modo, l’unica disciplina che regola il ricorso al licenziamento illegittimo resta quella del rito ordinario del lavoro previsto dal Codice di procedura civile (art. 409 e seguenti). In questo modo le controversie saranno trattate in maniera uniforme senza fare distinzioni sulla base della data di inizio del rapporto.

Infine, è prevista anche per le controversie in materia di lavoro, la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita.

Si tratta, in sintesi, di una convenzione scritta in cui le parti si accordano per risolvere la controversia in modo “amichevole”, velocizzando il procedimento.

Questo purché tutte le parti siano assistite dal proprio avvocato o, se lo ritengono opportuno, anche da un consulente del lavoro.

I consulenti del lavoro, quindi, allo stesso modo di un avvocato, potranno affiancare le parti nel corso della procedura di negoziazione con l’obiettivo di raggiungere un accordo.

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