Riforma del Processo Civile: cosa prevede il Disegno di Legge in esame al Senato

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Riforma del Processo Civile, cosa prevede? Il 16 settembre 2021 è approdato al Senato il DdL che intende semplificare e alleggerire il carico della giustizia: potenziamento degli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie, semplificazione dell'iter processuale, digitalizzazione. Ecco tutte le possibili novità che potrebbero essere confermate dopo l'approvazione definitiva.

Riforma del Processo Civile: cosa prevede il Disegno di Legge in esame al Senato

Riforma del Processo Civile: cosa prevede il testo del Disegno di Legge all’esame del Senato?

Lo schema di legge delega ha iniziato lo scorso 16 settembre 2021 il suo iter di approvazione in Aula, dopo la discussione in Commissione Giustizia, e sarà proprio sul testo definitivo che il Governo si dovrà attenere per attuare una riforma che renda più efficiente la giustizia civile e alleggerisca il carico processuale.

Quali sono le novità previste?

Dalla revisione degli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie per incentivarne l’impiego, alla semplificazione dei riti in primo e secondo grado, fino alla digitalizzazione del processo, sono queste alcune delle misure previste dalla Riforma del Processo Civile, un’iniziativa del Governo Conte e ora adottata dal Governo Draghi e dalla Ministra della Giustizia Cartabia.

Si tratta, peraltro, di un’iniziativa che rientra nel pacchetto di misure dedicato alla giustizia, insieme alla Riforma del Processo Penale e alla revisione del Consiglio Superiore della Magistratura, che l’Esecutivo conta di rendere effettive entro l’anno.

Ma vediamo quali sono, nel dettaglio, queste novità e cosa prevede la Riforma del Processo Civile.

Riforma del Processo Civile: cosa prevede il Disegno di Legge in esame al Senato

La disciplina delle procedure stragiudiziali è il primo aspetto che, nell’attuale testo della Riforma Processo Civile, si vuole rinnovare, anche attuando modifiche delle norme sugli incentivi fiscali applicabili in caso di successo.

L’esigenza di alleggerimento del carico di giustizia civile è la stessa a cui si ispira la corrispondente Riforma del Processo Penale approvata per ora solo dalla Camera dei Deputati.

Lo scopo, quindi, dovrebbe essere quello non solo di spronare all’esperimento dei tentavi di mediazione o di negoziazione assistita, che per molte materie sono già condizioni di procedibilità dell’azione civile, ma di spingere le parti a trovare un accordo.

In particolare, si dovrebbe attuare un incremento dell’esenzione dall’imposta di registro nei procedimenti di mediazione, prevista dall’art. 17, comma 3, del decreto legislativo n. 28 del 2010.

Il verbale di accordo, per ora, è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, limite che con la modifica citata dovrebbe essere raddoppiato a 100.000 euro.

E ancora, lo schema di delega richiede al Governo interventi di semplificazione sulla determinazione del credito d’imposta, riconosciuto alle parti in caso di successo della mediazione, commisurato all’indennità riconosciuta ai mediatori abilitati (art. 20 de decreto legislativo n. 28 del 2010).

Questo beneficio, in base alle novità che si intendono introdurre, dovrebbe essere esteso anche alle spese per i compensi degli avvocati.

Un altro obiettivo stabilito dalla legge delega sul fronte mediazione e negoziazione assistita è l’estensione del gratuito patrocinio a questi strumenti.

Al contempo, si vorrebbe introdurre un credito di imposta a favore degli organismi di mediazione, commisurato alla parte non esigibile del compenso per le prestazioni di assistenza legale svolte per coloro che sono ammessi al gratuito patrocinio.

Infine, si vorrebbe estendere ulteriormente la mediazione obbligatoria dalle materie già previste anche ad altri procedimenti, come quelli in materia di contratti di agenzia, di associazione in partecipazione, di consorzio e di franchising.

Riforma del processo Civile: interventi di semplificazione del rito

Con lo scopo di snellire i procedimenti, lo schema di legge delega pone degli obiettivi determinati che, in una Riforma organica della giustizia civile, il Decreto legislativo dovrà seguire.

In particolare, per la revisione della disciplina del processo di cognizione di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica, il Governo, nel dare attuazione alla delega, dovrebbe:

  • assicurare la semplicità, la concentrazione e l’effettività della tutela e la ragionevole durata del processo;
  • rideterminare i tempi di presentazione delle pretese delle parti nonché le tempistiche per la discussione e per la pronuncia e il deposito della sentenza;
  • disciplinare i rapporti tra collegio e giudice monocratico;
  • individuare i procedimenti speciali da assoggettare al rito semplificato di cognizione di primo grado;
  • sostituire il procedimento sommario di cognizione con un unico rito semplificato, esclusivo e obbligatorio per le cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, più rapido e snello.

Per quanto riguarda il giudizio d’Appello, invece, sono previste accelerazioni dei tempi con la fissazione della prima udienza non oltre i 90 giorni, la previsione di termini brevi per la costituzione dell’appellato e l’abrogazione del cosiddetto “filtro in appello”, prodromico all’ammissibilità dell’appello.

Rimane in vigore la regola dell’immediata esecutività delle sentenze di primo grado, ma con alcune eccezioni, rimesse alla valutazione del giudice.

Riforma del processo Civile: incentivi alla digitalizzazione

Per rendere più celeri ed efficienti i processi civili, la riforma che si intende attuare prende le mosse dal successo che, in tempo di pandemia, ha avuto il processo telematico che, secondo gli obiettivi prefissati, da eccezione dovrebbe divenire la regola.

Ecco, quindi, che il testo in esame al Senato prevede il deposito di atti e documenti esclusivamente con modalità telematiche o con altri mezzi tecnologici.

Eccezioni alla procedura telematica possono essere autorizzate in caso di malfunzionamenti o in situazioni di urgenza, assicurando comunque la tempestiva ed adeguata comunicazione agli interessati della riattivazione delle procedure telematiche.

La disposizione dovrebbe applicarsi ai procedimenti civili davanti al Giudice di Pace, al Tribunale, alle Corti d’Appello e alla Corte di Cassazione.

Si rimane comunque in attesa dell’approvazione del testo definitivo della legge delega che, come anticipato, ha appena mosso i primi passi dell’iter parlamentare e potrebbe subire delle modifiche in corso d’opera.

Senato della Repubblica - Dossier del Servizio Studi sull’A.S. n. 1662-A
Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle
controversie Edizione provvisoria settembre 2021 n. 225/1

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