Regime impatriati, agevolazioni anche con lo stesso contratto ma con un cambio di residenza e ruolo

Rosy D’Elia - Imposte

Regime impatriati, via libera alle agevolazioni al termine di un periodo di distacco all'estero anche se il contratto di lavoro rimane lo stesso. Necessarie per l'accesso il cambio di residenza e di ruolo. Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate ribadendo l'elemento della novità da valutare caso per caso nella risposta all'interpello numero 259 dell'11 maggio 2022.

Regime impatriati, agevolazioni anche con lo stesso contratto ma con un cambio di residenza e ruolo

Regime impatriati, è possibile accedere alle agevolazioni anche se, al termine di un periodo di distacco all’estero, si rientra in Italia mantenendo lo stesso contratto ma cambiando residenza e ruolo. A chiarire l’applicazione dell’articolo 16 del Dlgs n. 147/2015 è la risposta all’interpello numero 259 dell’11 maggio 2022.

L’elemento di novità è fondamentale, e non è garantito semplicemente da un nuovo rapporto: la possibilità di accedere ai benefici fiscali per i lavoratori rientrano in Italia dopo aver operato in altri paesi per la propria azienda va valutata caso per caso.

È una regola che l’Amministrazione finanziaria ha ribadito più volte: la valutazione va fatta tenendo conto di una serie di fattori.

Regime impatriati e distacco all’estero: ok alle agevolazioni con stesso contratto e cambio di ruolo

Come di consueto, lo spunto per fare luce sulla possibilità di accedere alla riduzione dell’imponibile grazie ai benefici del regime impatriati arriva dall’analisi di un caso pratico.

Protagonista è un giornalista che opera all’estero dal 2000 e dall’anno successivo ha instaurato, senza rientrare in Italia, un rapporto di collaborazione autonoma che a gennaio 2012 si è trasformato in rapporto di lavoro dipendente con contestuale distacco all’estero, dal momento che già operava fuori dai confini nazionali.

Il distacco è stato prorogato per tre volte fino al 30 giugno 2022 e l’azienda ha proposto al corrispondente di rientrare in Italia con la qualifica di vice caporedattore della testata.

All’Agenzia delle Entrate si rivolge per verificare la possibilità di beneficiare per un quinquennio della riduzione del 70 per cento del reddito imponibile riservata ai lavoratori impatriati.

Con la risposta all’interpello numero 259 dell’11 maggio 2022, arriva un via libera alla fruizione delle agevolazioni dopo un’attenta analisi della eventuale evoluzione di carriera del giornalista per due ragioni principali:

  • nonostante il contratto di lavoro rimanga lo stesso, l’elemento di novità caratterizza la sede di lavoro, il ruolo aziendale, le mansioni, le condizioni economiche: c’è senza dubbio la discontinuità richiesta per beneficiare del regime impatriati;
  • lo spostamento di residenza in Italia avverrebbe dopo un effettivo radicamento all’estero del giornalista, che risiede con la propria famiglia fuori dall’Italia dal 2001 e prima ancora del contratto di assunzione col datore di lavoro italiano, anche questo fattore decisivo.

La via da seguire per verificare la possibilità di accedere ai benefici in caso di distacco all’estero è proprio un’attenta valutazione di una serie di elementi. Lo ha ribadito in più occasioni l’Amministrazione finanziaria.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 259 dell’11 maggio 2022
Rientro dall’estero disposto contestualmente all’assunzione intervenuta in costanza di residenza all’estero - Regime speciale per lavoratori impatriati.

Regime impatriati, quando si accede alle agevolazioni dopo il distacco all’estero? Fondamentale la novità

In linea generale l’accesso al regime impatriati è possibile nel rispetto di tre requisiti principali:

  • trasferire la residenza in Italia;
  • non essere stato residente nel nostro paese per i due periodi d’imposta antecedenti al trasferimento e impegnarsi a restarci per almeno 2 anni;
  • svolgere l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

In presenza di particolari condizioni sono destinatari del beneficio fiscale in esame, inoltre, i cittadini dell’Unione europea o di uno Stato extra UE con il quale risulti in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale.

Il caso dei contribuenti che rientrano a seguito di un distacco all’estero non è disciplinato esplicitamente dell’articolo 16 del d.lgs. n. 147 del 2015.

La circolare n. 17/E del 23 maggio 2017 ha chiarito in linea generale che i soggetti rientrati in Italia dopo essere stati in distacco all’estero non possono fruire del regime speciale “in considerazione della situazione di "continuità con la precedente posizione lavorativa in Italia”.

Ma l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello numero 259 del 2022 sottolinea:

“Tale posizione restrittiva, finalizzata ad evitare un uso strumentale dell’agevolazione in esame, non in linea con la vis attrattiva della norma, non preclude, tuttavia, la possibilità di valutare specifiche ipotesi in cui il "rientro" in Italia "non sia conseguenza della naturale scadenza" del distacco ma sia determinato da altri elementi funzionali alla ratio della norma agevolativa”.

È stato, infatti, in diverse occasioni chiarito che non ci sono ostacoli nel caso in cui il distacco, più volte prorogato ed esteso nel tempo, abbia affievolito i legami del lavoratore con il territorio italiano e favorito, invece, un suo radicamento nel territorio estero, o nel caso in cui abbia determinato un cambio di ruolo in ragione delle maggiori competenze acquisite e delle esperienze lavorative maturate all’estero.

In linea di principio, il regime impatriati non è accessibile nell’ipotesi di distacco all’estero con successivo rientro, in presenza dello stesso contratto e presso il medesimo datore di lavoro.

Ma la presenza di elementi di discontinuità, come nel caso del giornalista, o di continuità anche se esiste un nuovo rapporto di lavoro, come nel caso di riconoscimento di ferie maturate prima del nuovo accordo contrattuale o assenza del periodo di prova, può essere determinante per stabilire la possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali.

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