Il Disegno di Legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, prevede di apportare l’ennesima profonda revisione al regime forfettario. Si ampliano ulteriormente le fasce che consentono di godere del regime agevolato, ma se prima le soglie da monitorare erano 2 (85.000 e 100.000), salvo ulteriori modifiche alla proposta ora avanzata, diventeranno ben 4: due soglie di uscita a partire dall’anno successivo, diverse per IVA e imposte dirette e, allo stesso modo, due soglie di uscita immediata in corso d’anno. Il forfettario, quindi, continua a crescere, sia per ampiezza che per complessità
La disciplina del regime forfetario, regolata dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (trasfusa nel nuovo TUIR D. Lgs. 117/2026), è stata oggetto nel tempo di plurimi interventi legislativi volti a modificarne i requisiti di accesso e di permanenza.
Originariamente caratterizzato da tetti di ricavi e compensi differenziati in ragione del codice ATECO attribuito all’attività esercitata in forma prevalente, il regime ha subito la prima radicale trasformazione con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, che ha introdotto la soglia unica di 65.000 euro.
Da ultimo, l’articolo 1, comma 54, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023) ha elevato a 85.000 euro la soglia massima per la permanenza nel regime, introducendo contestualmente la causa di cessazione immediata in corso d’anno nel caso di superamento del limite di 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti.
Il panorama potrebbe ora cambiare nuovamente a seguito delle norme in discussione in sede di Legge di Bilancio 2027, di seguito esaminate.
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Come cambia il forfettario: novità e riflessioni su un regime in continuo mutamento