Regime forfettario, meno vincoli per gli ex praticanti

Regime forfettario aperto agli ex praticanti, che potranno fatturare anche prevalentemente nei confronti del dominus dello studio presso il quale hanno effettuato il tirocinio professionale. La novità in un emendamento al Decreto Semplificazioni 2019.

Regime forfettario, meno vincoli per gli ex praticanti

Regime forfettario ad accesso più semplice per i praticanti iscritti ad ordini o collegi professionali: cade il vincolo che avrebbe impedito di fatturare prevalentemente nei confronti del dominus.

La novità è contenuta in un emendamento al Decreto Semplificazioni approvato in Commissione, provvedimento che nel corso dell’iter parlamentare si sta trasformando in un vero e proprio contenitore omnibus e che interviene anche a correggere alcune norme controverse della Legge di Bilancio 2019.

I praticanti di studi professionali, dopo l’iscrizione ad ordini o collegi, potranno fatturare anche in via prevalente nei confronti del soggetto presso il quale è stato svolto il periodo di tirocinio obbligatorio per l’accesso alle professioni regolamentate.

La novità è stata riportata dal Sole24Ore, ma è ancora da chiarire tuttavia se il vincolo dei due anni relativo ai rapporti di lavoro dipendente riguardi tutti i rapporti di lavoro (come le collaborazioni) o soltanto quelli di natura subordinata. Le nuove regole per i titolari di partita IVA previste dalla Legge di Bilancio 2019 sono tutt’altro che chiare.

Regime forfettario, meno vincoli per i praticanti

Gli ex praticanti, a seguito di nuova iscrizione ad un ordine o ad un collegio professionale, potranno avere partita IVA in regime forfettario anche qualora l’attività sia esercitata in via prevalente verso soggetti nei confronti dei quali erano intercorsi rapporti di lavoro nei due anni precedenti, ovvero nei confronti di soggetti ad essi direttamente o indirettamente riconducibili.

È con una modifica a quanto previsto dalla lettera d-bis), dall’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014, già a sua volta modificata dalla Legge di Bilancio 2019, che il Decreto Semplificazioni cerca di risolvere una delle criticità relative al nuovo regime forfettario, che escludeva dal regime fiscale agevolato gli ex praticanti che avrebbero iniziato la propria attività professionale insieme allo studio del dominus di riferimento.

Un caso non raro e che anzi rappresenta in molti casi una prosecuzione naturale del rapporto avviato nel corso del periodo di tirocinio obbligatorio per poter poi sostenere l’esame di Stato per l’iscrizione all’albo.

Regime forfettario, vincolo del lavoro dipendente anche ai rapporti di tipo non subordinato?

Così come sottolineato dall’esperto Gian Paolo Tosoni sulle pagine del Sole24Ore, aver precisato che il vincolo dei due anni per il lavoro dipendente non si applica ai professionisti ex praticanti potrebbe significare che il divieto introdotto dalla Legge di Bilancio 2019 non è rivolto soltanto ai rapporti di tipo subordinato, ma anche ad altre fattispecie di tipo para-subordinato come le collaborazioni, molto frequenti nei rapporti tra professionisti e tirocinanti.

Il dubbio è lecito e nasce dal fatto che la modifica normativa inserita dalla Legge di Bilancio 2019 non specifica che è precluso l’accesso al forfettario se l’attività è esercitata prevalentemente verso il datore di lavoro con il quale erano intercorsi rapporti di lavoro di tipo subordinato, ma parla di generici “rapporti di lavoro”.

L’interpretazione che ne emerge è che qualsiasi rapporto di lavoro (anche sotto forma di collaborazione) comporti la necessità di verificare se esistano i requisiti per l’accesso al regime forfettario o meno. Si tratterebbe di una vera penalizzazione e di un restringimento notevole della platea di titolari di partita IVA che potranno aderire al nuovo regime forfettario nel 2019.

Per il momento, tuttavia, l’orientamento di molti esperti in materia è che il rapporto di lavoro di cui parla la Legge di Bilancio 2019 non possa essere inteso diversamente da rapporto di tipo subordinato. Secondo tale orientamento, nel caso di altre tipologie, come di collaborazione, stage o quant’altro, non si applica la causa ostativa prevista dalla nuova versione della normativa sul regime forfettario.

Interpretazioni per le quali è difficile metterci la mano sul fuoco, ma che necessitano delle opportune smentite o conferme.

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