Reddito di cittadinanza, a breve i Patti per il Lavoro: quante e quali opportunità?

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Reddito di cittadinanza, a breve i Patti per il Lavoro, prime convocazioni da metà agosto. Ma quanti e quali sono i posti disponibili? E dove? La sfida più difficile è al Sud. Oltre 1.250.000 le richieste di reddito di cittadinanza, secondo i dati Excelsior meno di 430.000 le opportunità di lavoro previste a luglio.

Reddito di cittadinanza, a breve i Patti per il Lavoro: quante e quali opportunità?

Reddito di cittadinanza, a breve i Patti per il Lavoro diventano concreti: da metà agosto arrivano sms e mail per la convocazione. I beneficiari mettono nero su bianco l’immediata disponibilità al lavoro e i centri per l’Impiego rintracciano per loro le opportunità professionali disponibili.

Secondo le notizie diffuse dall’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, ANPAL il 5 luglio, i navigator, figure di supporto in questa operazione, saranno attivi da metà agosto. Dopo la firma dei contratti tra il 19 e il 24 luglio e la formazione, debutteranno nel sistema del reddito di cittadinanza. Econ loro partiranno i primi Patti per il lavoro: “l’entrata in servizio dei nuovi operatori delle politiche attive va di pari passo con l’avvio delle convocazioni da parte dei centri per l’impiego, attraverso sms o mail.

Alla luce dei dati sulle richieste del sussidio e dei posti disponibili pubblicati dal portale Excelsior, di ANPAL e Unioncamere, l’incontro tra domanda e offerta è possibile? Sono 427.690 le opportunità di lavoro previste a luglio e oltre 1.250.000 le richieste di reddito di cittadinanza.

Con i Patti per il Lavoro si apre la seconda parte della filiera del reddito di cittadinanza, che deve mettere in moto un meccanismo virtuoso per ricollocare professionalmente i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Comincia adesso il vero banco di prova del sistema su cui poggia le basi la “misura fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale”.

Reddito di cittadinanza, i Patti per il Lavoro e l’incontro tra domanda e offerta

Come stabilisce il Decreto Legge numero 4 del 2019, entro 30 giorni dal riconoscimento del sussidio per continuare a beneficiare del sussidio, i titolari devono dichiarare la loro disponibilità immediata al lavoro presso i Centri per l’Impiego, gestiti da ANPAL, con cui firmeranno i Patti per il Lavoro o presso i patronati.

L’obbligo vale per i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi. Mentre sono esclusi i beneficiari della Pensione di cittadinanza, o comunque i beneficiari di età pari o superiore a 65 anni, e i componenti con disabilità.

Possono essere essere esonerati dalla firma del Patto per il Lavoro, al momento della convocazione da parte dei Centri per l’Impiego, alcune categorie di persone:

  • i componenti con carichi di cura legati a bambini fino a 3 anni o di componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti;
  • i beneficiari che frequentano corsi di formazione;
  • gli occupati a basso reddito.

Secondo i dati pubblicati dall’INPS il 5 giugno, sono 1.252.148 i cittadini che hanno presentato richiesta per avere il reddito di cittadinanza. Dopo i primi tre mesi di operatività, i nuclei familiari che già beneficiano dell’assegno sono 840.000.

Nonostante la comunicazione costante sul tema, l’Istituto non ha reso disponibili i dati sulle caratteristiche anagrafiche dei beneficiari ed è difficile stimare il numero esatto di coloro i quali dovranno effettivamente stipulare il Patto per il Lavoro con i Centri per l’Impiego.

Reddito di cittadinanza, i Patti per il Lavoro e le 427.690 opportunità disponibili a luglio

Resta il fatto che per una buona porzione della platea complessiva, ovvero tutti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi, dovranno essere pronte delle opportunità lavorative perché entrambe le parti onorino il patto.

Ma la macchina organizzativa di questa seconda parte del percorso in realtà sta ancora scaldando i motori. I navigator, figure di raccordo per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, sono stati individuati con il concorso che si è tenuto a giugno, ma potranno essere operativi soltanto a partire da metà agosto.

Nel frattempo i dati del bollettino mensile Excelsior, elaborato da ANPAL e da Unioncamere, permettono di fare una previsione sul livello di difficoltà che i centri per l’Impiego e i navigator incontreranno nella ricerca del lavoro per i beneficiari del reddito di cittadinanza.

A luglio sono 427.690 le opportunità di lavoro previste. Un numero nettamente inferiore alle richieste del reddito di cittadinanza, anche se non è ancora possibile stabilire con certezza quanti saranno i beneficiari che dovranno essere ricollocati sul mercato del lavoro.

Reddito di cittadinanza, i Patti per il Lavoro e le figure professionali più richieste

Ma in ogni caso l’occupazione non si può ridurre a una questione puramente matematica, e un altro fattore chiave da considerare per valutare il livello di difficoltà dell’incontro tra domanda e offerta è la categoria di figure richieste.

Stando ai dati pubblicati nel bollettino Excelsior, le 10 figure professionali più cercate dalle aziende sono le seguenti:

  • Addetti nelle attività di ristorazione;
  • Personale non qualificato nei servizi di pulizia;
  • Addetti alle vendite;
  • Conduttori di veicoli a motore;
  • Personale non qualificato addetto allo spostamento e
    alla consegna merci;
  • Tecnici dei rapporti con i mercati;
  • Impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali;
  • Artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel
    mantenimento di strutture edili;
  • Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili;
  • Conduttori di macchine movimento terra, sollevamento e maneggio dei materiali.

In generale a farla da padrone sono le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, per cui sono previste a luglio 137.560 opportunità lavorative. Sono pochissime, invece, le richieste per le professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione, solo 19.810.

Reddito di cittadinanza, i Patti per il Lavoro e i dati Excelsior sulle regioni del Sud

Un terzo dato fondamentale è quello che riguarda i territori: nei dati di maggio, diffusi da Unioncamere, le opportunità di lavoro previste risultavano in crescita, quasi 8.000 in più rispetto al 2018, nelle regioni del Centro, con una tendenza opposta per quanto riguarda il Sud e le Isole: in calo di 8.000 unità.

Se è vero che i beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno essere anche disposti a spostarsi, è vero anche che questi numeri sono i più preoccupanti per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il mezzogiorno, infatti, è la parte della penisola che ha totalizzato il maggior numero di richieste di sussidio: in Campania sono state accolte 123.034 domande e in Sicilia 117.923. Per le due Regioni, le previsioni sulle nuove occasioni di lavoro a luglio 2019 sono rispettivamente 38.550 e 23.720.

Ai numeri delle domande bisogna guardare con lucidità: non tutti quelli che ne hanno fatto richiesta otterranno effettivamente il reddito di cittadinanza e non tutti rientreranno tra i firmatari del Patto per il Lavoro, ma la differenza è abissale.

E i dati del bollettino Excelsior, sebbene siano delle previsioni, confermano che la sfida più difficile per tutti, beneficiari, centri per l’Impiego, navigator, sarà nei territori più a Sud, quelli che più hanno richiesto con più forza un sostegno.

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