Recovery Plan, 1,67 miliardi per la Pubblica Amministrazione: più giovani, più digitale, più competenze

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Il Recovery Plan presentato in Parlamento il 26 aprile 2021 prevede un ruolo centrale per la Pubblica Amministrazione. Riforma del reclutamento, semplificazione delle procedure e sviluppo di nuove competenze sono le novità principali.

Recovery Plan, 1,67 miliardi per la Pubblica Amministrazione: più giovani, più digitale, più competenze

Al centro del Recovery Plan, il Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato il 26 aprile 2021 in Parlamento c’è la Pubblica Amministrazione.

Ad affermarlo non è soltanto il Ministro Renato Brunetta che ha definito quella della PA come la “madre delle riforme”. È proprio la lettura del documento stesso a evidenziarne la centralità.

Non tanto per la quantità di risorse specificamente investite nel comparto pubblico, ovvero 1,67 miliardi di euro su un totale di ben 222,1 miliardi, quanto per il fatto che la macchina della Pubblica Amministrazione metterà in moto quasi tutte le aree di intervento del Pnrr o meglio le sei missioni su cui si struttura il Piano.

“Il Piano” - ha commentato il ministro per la PA Brunetta - “riconosce alla pubblica amministrazione il ruolo di architrave della ripresa del Paese, fattore abilitante per la crescita. Ci sono le risorse economiche, grazie ai fondi europei, e politiche, grazie al Governo Draghi di unità nazionale, per una incisiva riforma del lavoro pubblico. Abbiamo il dovere di rendere la PA attrattiva per i giovani e per i migliori talenti, ridisegnando il reclutamento, i profili professionali e i percorsi di carriera.”

Recovery Plan, la nuova Pubblica Amministrazione nelle sei missioni del Piano: digitale, istruzione, sanità e trasporti

Cerchiamo di vedere nel dettaglio come interviene e cosa riceve la Pubblica Amministrazione nelle sei missioni del Recovery Plan che ricordiamo sono:

  • Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura;
  • Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica;
  • Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile;
  • Istruzione e Ricerca;
  • Inclusione e Coesione;
  • Salute.

La prima missione riguarda la Pubblica Amministrazione in quanto l’obiettivo perseguito di portare la connettività a 1 Gbps in rete fissa riguarderà anche 9.000 plessi scolastici, 12.000 punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale e infine il potenziamento delle infrastrutture digitali della PA con la migrazione alla tecnologia in cloud.

Nella missione della “Transizione ecologica” che complessivamente dispone di 68,6 miliardi di euro si stanziano risorse per il trasporto pubblico locale che abbiamo visto essere uno dei punti critici nella gestione del contenimento della pandemia e per l’efficienza energetica degli edifici pubblici tramite il meccanismo degli incentivi fiscali (come peraltro nel caso dei privati).

“Istruzione e Ricerca” destina i suoi 31,9 miliardi di euro su obiettivi e settori che sono almeno in parte pertinenza della Pubblica Amministrazione: asili nido, scuole per l’infanzia, creando 152.000 posti in più per la fascia d’età fino a tre anni e 76.000 tra i tre e i sei anni.

C’è inoltre una previsione di risanamento strutturale degli edifici scolastici (2.400.000 metri quadri).

La missione “Inclusione e Coesione” punta a sviluppare tra l’altro la rete dei Centri per l’impiego.

Infine, la missione “Salute” stanzia complessivamente 18,5 miliardi di euro soprattutto nell’ottica della prevenzione e della sanità territoriale, ovviamente bisognerà poi capire quante di queste risorse verranno drenate dal settore sanitario privato che nel caso dell’epidemia da Coronavirus si è rivelato peraltro tutt’altro che efficiente.

Le tre assi della riforma della Pubblica Amministrazione: reclutamento, semplificazione e competenze

In ogni caso, per “mettere a terra” investimenti della portata di quelli previsti dal Pnrr senza eccessivi sprechi serve anche una contemporanea riforma della Pubblica Amministrazione che consenta di ringiovanirla, irrobustirla e dotarla di nuove competenze dopo anni di blocco del ricambio del personale.

Da questo punto di vista il Recovery Plan si propone tre assi di riforma sui quali investire gli 1,67 miliardi di euro previsti per la Pubblica Amministrazione:

  • la prima riguarda l’accesso al lavoro nel comparto pubblico con percorsi di selezione delle professionalità migliori tra i giovani e piattaforma unica di reclutamento. Tuttavia, da questo punto di vista bisognerà anche garantire a queste nuove forze una stabilità contrattuale che fino ad ora è mancata. Basti pensare che il famoso Concorso Sud offre ai vincitori solo contratti a tempo determinato;
  • la seconda direttrice consiste nella semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative, ad esempio per permessi e autorizzazioni, il che rimanda anche agli investimenti nelle tecnologie di cui abbiamo parlato prima, oltre che a interventi sul codice degli appalti;
  • la terza riguarda infine le competenze con la garanzia di adeguata formazione per il personale pubblico e la previsione di nuovi profili professionali al servizio della Pubblica Amministrazione.

Infine, nel Pnrr è inclusa anche la riforma della giustizia finalizzata alla riduzione dei tempi processuali e dell’arretrato giudiziario. A tal fine sono previste assunzioni (ma di nuovo temporanee) per smaltire i casi pendenti.

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