Proroga rottamazione quater in arrivo: rinvio al 18 dicembre 2023

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Arriva la proroga, seppur tardiva, della rottamazione quater. Un emendamento presentato in sede di conversione del decreto Anticipi approvato in Senato prevede il rinvio della prima e della seconda rata del 5 dicembre al 18 dicembre 2023. Una possibilità ultima per non decadere dai benefici accordati

Proroga rottamazione quater in arrivo: rinvio al 18 dicembre 2023

Arriva, seppur tardiva, la proroga della rottamazione quater.

Dopo la scadenza della seconda rata del 5 dicembre è stato approvato in Senato l’emendamento che prevede il rinvio al 18 dicembre 2023, nuovo termine che si applicherà anche la prima rata non versata entro il 6 novembre scorso.

La novità trova spazio nel testo della legge di conversione del decreto Anticipi n. 145/2023, sul quale si attende a breve il via libera del Senato.

Sarà quindi possibile risalire sul treno dei beneficiari della rottamazione quater in caso di omesso versamento delle prime due rate dovute.

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Proroga rottamazione quater in arrivo: rinvio al 18 dicembre 2023

La scadenza della seconda rata della rottamazione quater era fissata per giovedì 30 novembre, stesso termine anche per il versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui reddito dovuto dagli esclusi dal rinvio al 16 gennaio.

Affollato e impegnativo quindi il calendario delle scadenze fiscali di fine mese, con protagonista proprio versamento della seconda quota pari al 10 per cento del debito complessivamente dovuto, che si aggiunge a quella di pari importo versata entro lo scorso 31 ottobre.

Due scadenze ravvicinate dunque e particolarmente impegnative, ed è per questo che si sono susseguite le richieste di una proroga del termine di versamento di fine novembre, differito al 5 dicembre considerando la tolleranza di 5 giorni.

Non sono arrivate novità tempestive in merito alla possibilità di un rinvio dei termini di versamento, ma l’emendamento a firma Claudio Lotito (Forza Italia) approvato in Senato nel corso della discussione della legge di conversione del decreto Anticipi ufficializza il rinvio al 18 dicembre, prevedendo in particolare che:

“i versamenti con scadenza il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023 si considerano tempestivi se effettuati entro il 18 dicembre 2023.”

Una riapertura dei termini di versamento, quindi, volta ad accogliere sia chi non ha pagato la seconda rata del 5 dicembre che la prima dovuta a novembre.

Proroga rottamazione quater, in un mese il 20 per cento del debito da pagare all’AdER

A farsi portavoce della richiesta di proroga è stato ad ultimo il Presidente ANC, Marco Cuchel, che nel corso del confronto con i rappresentanti del Governo avvenuto il 24 novembre, in occasione del XIX Congresso Nazionale, ha evidenziato l’urgenza della revisione del calendario delle scadenze fiscali che, nonostante gli interventi posti in essere sul fronte della dichiarazione dei redditi, “continua a sovrapporre diverse scadenze che mettono in difficoltà i professionisti e i contribuenti”.

Il Viceministro Leo, intervenuto nel corso del Congresso ANC, si era dichiarato favorevole alla modifica del calendario fiscale, “calibrando meglio i tempi in modo da rendere più agevole il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente”, senza tuttavia citare esplicitamente la rottamazione.

A ridosso del termine del 30 novembre, dall’ANC era arrivato un secondo appello al Governo, con il comunicato stampa pubblicato il giorno precedente che parla di proroga doverosa:

“coloro i quali hanno intenzione di saldare il loro debito con l’erario, avranno non poche difficoltà a reperire la liquidità necessaria alla regolarizzazione della propria posizione fiscale.”

La richiesta più volte avanzata di rimodulare le scadenze per i versamenti delle somme dovute ai fini della definizione agevolata non si lega solo alla concomitanza con il termine di versamento del secondo acconto.

Bisogna infatti evidenziare che per chi ha scelto di pagare a rate gli appuntamenti di ottobre e novembre sono i più “pesanti”: tra il 31 ottobre e il 30 novembre (5 dicembre con il termine di tolleranza di cinque giorni) è infatti richiesto il pagamento del 20 per cento del debito complessivo, suddiviso in due rate pari al 10 per cento cadauna.

Meno pesanti i versamenti successivi che, come noto, sono spalmati dal 2024 al 2027, per un totale di ulteriori 16 rate.

Una “via d’uscita” per non decadere dai benefici accordati arriva ora dal decreto Anticipi, con un rinvio non certo ampio bensì utile per chi intende mettersi in regola e continuare a pagare in via agevolata i debiti accumulati con l’Erario.

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