Navigator giù e centri per l’impiego su: la bilancia del reddito di cittadinanza

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Navigator e centri per l'impiego: c'è chi scende e c'è chi sale sulla bilancia del reddito di cittadinanza. E sugli emendamenti al decreto numero 4 del 2019 arriva l'accordo con le Regioni.

Navigator giù e centri per l'impiego su: la bilancia del reddito di cittadinanza

Navigator e centri per l’impiego: c’è chi scende e c’è chi sale sulla bilancia del reddito di cittadinanza. Nell’iter di approvazione il decreto numero 4 del 2019, che sarà alla Camera il 18 marzo, sta collezionando gli emendamenti per perfezionare il sistema alla base della misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Dal 6 marzo la macchina organizzativa ha preso il via, ma si sta ancora lavorando per mettere a punto alcune questioni aperte.

Navigator e centri per l’impiego, nelle ultime settimane, hanno generato un braccio di ferro tra governo e Regioni. Ieri, 12 marzo 2019, è arrivato l’accordo e la soddisfazione degli enti locali.

Saranno 3.000 i giovani che traghetteranno i beneficiari del reddito di cittadinanza nel mondo del lavoro e non più 6.000, come previsto in prima battuta, ai centri per l’impiego le risorse che inizialmente erano destinate agli altri 3.000.

Navigator giù e centri per l’impiego su: la bilancia del reddito di cittadinanza

“Esprimo soddisfazione per l’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni sul Decreto-legge del Reddito di cittadinanza. Un lungo lavoro di mediazione tra le diverse posizioni sancisce l’avvio delle nuove politiche per il lavoro.

Stanziamo per le Regioni un miliardo di euro per i Centri per l’Impiego. Assumeremo 11.600 nuovi addetti nei Centri per l’Impiego che, sommati agli 8mila dipendenti attualmente impiegati, ci permetterà di arrivare a 19.600 operatori in due anni nei CpI. Nessun Governo ha mai dato in passato così tante risorse e nuove assunzioni ai Centri per l’Impiego.Ora dobbiamo operare velocemente. Non ci sono più alibi. È il momento di avviare le politiche attive per il lavoro in Italia”.

Ha commentato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio, come si legge nella nota pubblicata il 12 marzo.

Soddisfazione nonostante il forte ridimensionamento dei navigator: lo stesso ministro ha sempre parlato della necessità di avere 6.000 figure professionali, che potessero accompagnare i beneficiari del reddito di cittadinanza nel mondo del lavoro, l’obiettivo ultimo della nuova misura di sostegno ai cittadini in difficoltà.

L’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, ANPAL, che coordina i centri per l’impiego e assumerà le nuove figure dei navigator che opereranno al fianco degli uffici territoriali, ha pubblicato il 6 marzo il bando per reclutare l’ente a cui sarà affidato il test per individuare i navigator.

Come si legge nel capitolato tecnico, 60.000 sono le domande per la selezione che l’ANPAL si attende. Una selezione che sarà ancora più dura, visto che il numero delle figure richieste scende a 3.000.

Navigator e centri per l’impiego: gli elementi dell’accordo con le Regioni sul reddito di cittadinanza

Si tratta di una vittoria per le Regioni che guardano con sospetto a questa nuova figura di accompagnamento al lavoro creata ad hoc dal sistema del reddito di cittadinanza.

I navigator saranno impiegati con un contratto a tempo determinato e Cristina Grieco, assessore regionale per la Toscana all’istruzione, formazione e lavoro, il 6 marzo segnalava la necessità di “rafforzare i servizi con assunzioni stabili e non con migliaia di precari contrattualizzati in modo massivo e frettoloso”. Riferendosi alla volontà di potenziare stabilmente i centri per l’impiego, gestiti dalle Regioni.

L’accordo sugli emendamenti con il Governo si basa su tre capisaldi, come si legge nel comunicato stampa pubblicato il 12 marzo:

  • Un piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive di durata triennale che prevede risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste dalla Legge di Bilancio 2019:
    • 160 milioni per il 2019
    • 250 milioni per il 2020
    • 50 milioni per il 2021.
  • Nel piano saranno individuate le regioni che si avvarranno delle azioni di assistenza tecnica e le modalità operative di realizzazione dei singoli territori per un totale di 90 milioni di euro (pari a 3.000 unità assunte da Anpal servizi con contratti di collaborazione a tempo determinato). Interventi che saranno poi dettagliati in convenzioni fra le singole amministrazioni regionali e l’ANPAL.
  • Dal 2021 le Regioni sono autorizzate ad assumere a tempo indeterminato 7600 unità di personale da destinare ai centri per l’impiego. Ma potranno anticipare al 2020 una parte di queste assunzioni.

E sui tagli ai navigator, Cristina Grieco sottolinea:

“Le restanti risorse inizialmente previste per altre 3000 unità saranno invece ripartite alle Regioni, con un’intesa, per attività dei centri per l’impiego connesse all’erogazione del reddito di cittadinanza”.

Sulla bilancia del reddito di cittadinanza i navigator scendono e i centri per l’impiego salgono, ma nessuno dei due elementi della contesa è esente da critiche. Se il difetto dei primi è la precarietà, i secondi vengono accusati di non riuscire a tenere il passo con i tempi.

Lo stesso ex presidente ANPAL, Maurizio Del Conte, sottolineava numerosi elementi negativi nel sistema organizzativo e intervistato da Milena Gabanelli affermava:

“In alcuni centri per l’impiego, che non sono ancora digitalizzati, non siamo tanto lontani dall’idea della carriola di carta”.

Solo il tempo potrà dimostrare se un’iniezione di risorse nei centri per l’impiego potrà essere utile a superare le criticità che li contraddistingue.

Nel frattempo l’obiettivo ultimo e più importante del reddito di cittadinanza, ricollocare i beneficiari sul mercato del lavoro, è soprattutto nelle mani di navigator e centri per l’impiego, con i pregi e i difetti che caratterizzano entrambi.

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