Arriva il Documento Programmatico di Bilancio, ma la Manovra 2027 potrebbe partire in ritardo

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Si attende il Documento Programmatico di Bilancio, ma la riserva sulle novità della Manovra 2027 si scioglierà molto probabilmente solo in autunno inoltrato, lo anticipa Giorgetti

Arriva il Documento Programmatico di Bilancio, ma la Manovra 2027 potrebbe partire in ritardo

L’approvazione del Documento Programmatico di Bilancio e la trasmissione all’UE entro il 15 ottobre è una tappa fissa nel percorso della Manovra. Il testo, atteso stasera 13 ottobre in Consiglio dei Ministri, deve contenere in forma embrionale il pacchetto di novità da mettere in campo.

E anche questa volta l’appuntamento sarà rispettato, ma il Governo non ha intenzione di sciogliere le riserve sulle misure che intende mettere in atto: lo scenario internazionale in peggioramento e la necessità di ottenere risposte dall’Europa sulla clausola di salvaguardia per le spese di difesa ed energia impongono di prendere tempo.

È questa la prospettiva emersa dalle parole del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante le audizioni sul Documento Programmatico di Finanza Pubblica del 12 ottobre, arrivato in Parlamento senza nessun riferimento alle politiche in cantiere.

Attesa per il Documento Programmatico di Bilancio, ma la Manovra partirà in ritardo

Perfino il taglio IRPEF per il ceto medio, che doveva essere la certezza di partenza della Manovra 2027, in questi giorni sta vacillando. Dai dati del DPFP 2027 in poi le dichiarazioni sulle misure candidate a entrare nella Legge di Bilancio sono diventate più deboli, mentre è diventato sempre più marcato il leit motiv risorse permettendo come formula di cautela.

Chi si attendeva di leggere le prospettive future nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, come previsto dalla risoluzione del Parlamento sui contenuti da inserire nel testo, si sbagliava.

L’Esecutivo si sta guardando bene dal mettere nero su bianco le intenzioni per una ragione chiara: le promesse ancora da mantenere sono tante e la coperta è corta, ma non si sa ancora quanto corta.

La costruzione della prossima Manovra si articola anche sulla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale all’UE: l’Italia ha chiesto di poter utilizzare 29 miliardi di euro in due anni per le spese relative a energia e difesa, ottenendo una flessibilità sui vincoli di bilancio. Con certezza, si conoscerà lo spazio economico e la sua flessibilità entro i primi 10 giorni di novembre.

Verso la Manovra 2027: le novità fiscali su cui si attende conferma
Taglio IRPEF sul secondo scaglione: estensione da 50.000 a 60.000 euro di reddito con applicazione dell’aliquota al 33 per cento
Detassazione delle tredicesime con limite di reddito a 15.000 o a 30.000 euro
Conferma delle flat tax sugli stipendi previste per il 2026
Cedolare secca per i locali commerciali con tassazione agevolata al 21 per cento per negozi di vicinato, piccole botteghe e attività commerciali di prossimità
Flat tax per i giovani sulla falsa riga dell’imposta sostitutiva al 5 per cento sugli aumenti contrattuali prevista quest’anno con incentivi per i datori di lavoro
Conferma dell’eliminazione del bollo auto per le vetture fino a 80 kW

La Manovra 2027 parte con il DPB, ma le novità restano incerte

Di solito, però, la Manovra deve essere pronta ben prima: la tabella di marcia prevede la presentazione del Disegno di Legge di Bilancio entro il 20 ottobre. Non si tratta del testo definitivo, ma di un primo impianto normativo ufficiale delle misure da mettere in cantiere. È la bozza su cui il Parlamento lavora per arrivare all’approvazione entro il 31 dicembre.

Ma quest’anno neanche il calendario è certo:

“Cercheremo di arrivare entro il 20 ottobre, però questa vicenda oggettivamente condiziona, potrebbe andare oltre in Cdm (Consiglio dei Ministri). Vorrei presentare una Legge di bilancio che abbia dei contenuti finiti, se non so dove muovermi è un po’ più complicato”.

Ha detto il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il punto non è solo la necessità di trovare un accordo politico sulle priorità, ma capire a quali promesse si può dare concretezza con il margine a disposizione:

“In base alla flessibilità che ci daranno sull’energia, ci saranno alcune misure o altre. la discussione con la Commissione sta andando avanti, abbiamo un set abbastanza ampio di misure che abbiamo proposto e di cui stiamo discutendo”.

Nelle ultime ore, a parte la conferma dello stesso Giorgetti sulla flat tax sui rinnovi contrattuali, nessuno si è sbottonato sulle possibili novità in arrivo. Ma la definizione del Documento Programmatico di Bilancio impone di tracciare almeno a grandi linee un programma di politiche da realizzare.

Come ogni anno il DPB, infatti, deve contenere il progetto della Manovra e tutti i dati tecnici collegati: l’obiettivo di saldo di bilancio, le proiezioni delle entrate e delle spese e il possibile impatto delle misure da adottare. Ed è fondamentale anche nei rapporti con l’Unione Europea perché tramite questo strumento vengono comunicate le intenzioni future all’UE che entro la fine di novembre è chiamata a esprimere il suo parere sulla Legge di Bilancio in costruzione.