Iperammortamento, proroga 2020: cos’è, come funziona e quando si applica

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Proroga iperammortamento in Legge di Bilancio 2020: confermata la maggiorazione del costo dei beni ad alto contenuto digitale, con deducibilità dal 150 al 270 per cento. Riepiloghiamo cos'è, come funziona e quali sono le spese ammesse all'incentivo.

Iperammortamento, proroga 2020: cos'è, come funziona e quando si applica

Proroga iperammortamento 2020: la Legge di Bilancio concede un anno in più di tempo ad una delle agevolazioni più importanti del Piano Industria 4.0.

L’iperammortamento consiste nella maggiorazione ai fini fiscali del costo d’acquisizione di alcune tipologie di beni, con evidenti riflessi sulla deducibilità degli stessi.

Il Disegno di Legge di Bilancio 2020 conferma le regole vigenti, tra cui la differenziazione delle aliquote e specifica che l’iperammortamento sarà in vigore dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, con possibilità di completamento dell’investimento entro il 31 dicembre 2021 nel rispetto di determinate condizioni.

Approfondiamo di seguito cos’è e come funziona l’iperammortamento, e quali sono i vantaggi previsti per le imprese che investono in beni ad alto contenuto digitale.

Iperammortamento 2020: proroga in Legge di Bilancio

È l’articolo 22 del Disegno di Legge di Bilancio 2020 a prorogare iper e superammortamento, introducendo tra l’altro un nuovo credito d’imposta per progetti ambientali.

Salvo passi indietro, sarà possibile pianificare i propri investimenti anche in virtù dei benefici fiscali previsti.

Di seguito approfondiamo nel dettaglio le regole da conoscere per capire come funziona l’iperammortamento.

Ad introdurre la maxi-deduzione contabile è stata la Legge di Bilancio 2017, ma l’ultima Manovra, insieme al Decreto Dignità, ha drasticamente modificato la disciplina agevolativa, differenziando la percentuale di maggiorazione in base al valore dell’investimento effettuato.

L’iperammortamento consente di maggiorare il costo di acquisizione di beni materiali e strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale.

L’elenco dei beni il cui acquisto è incentivato resta quello fissato dalla Legge di Bilancio 2017, allegato A.

L’agevolazione si inserisce nel ventaglio di incentivi dell’Industria 4.0 ed ha l’obiettivo di stimolare la trasformazione tecnologica in progettazione, produzione e distribuzione di servizi e prodotti.

La proroga prevista dalla Legge di Bilancio riconosce la possibilità di maggiorazione del costo d’acquisizione dei beni anche per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2020 ovvero fino al 31 dicembre 2021, a condizione che:

  • entro la data del 31 dicembre 2020 l’ordine risulti accettato dal venditore;
  • sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Iperammortamento 2020: aliquote, limite spese e destinazione beni

A modificare le regole per fruire dell’iperammortamento è stato prima l’articolo 7 del decreto legge n. 87 del 2018 e poi la Legge di Bilancio 2019. Tra le novità, il DL Dignità ha previsto l’obbligo che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate in Italia.

Oltre alle regole stringenti circa la destinazione dei beni acquistati con il beneficio dell’iperammortamento, le novità più di rilievo hanno riguardato - e continueranno a riguardare - la maggiorazione dei beni acquistati riconosciuta.

La Legge di Bilancio conferma le tre aliquote introdotte dalla scorsa Manovra e l’iperammortamento 2020 sarà modulato in base agli importi degli investimenti effettuati:

  • la maggiorazione si applica nella misura del 170 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • nella misura del 100 per cento per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni;
  • nella misura del 50 per cento per gli investimenti compresi tra 10 e 20 milioni;
  • non si applica sulla parte di investimenti eccedenti il limite di 20 milioni.

Iperammortamento 2020, proroga anche della maggiorazione per i software

Il Disegno di Legge di Bilancio 2020 proroga anche la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di beni immateriali (software) necessari per la trasformazione tecnologica ed in favore dei soggetti che usufruiscono dell’iperammortamento (allegato B Legge di Bilancio 2017).

Anche per i software sarà quindi possibile fruire dell’iperammortamento, e fino al 31 dicembre 2021, a patto che entro il 31 dicembre 2020, siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • accettazione dell’ordine da parte del venditore;
  • pagamento di acconti pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Come funziona l’iperammortamento 2020: dall’interconnessione alla documentazione necessaria

L’accesso all’iperammortamento sarà subordinato anche nel 2020 al rispetto di uno specifico iter procedurale.

Uno dei requisiti fondamentali per beneficiare dell’iperammortamento è che il bene acquistato sia interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per poter fruire dell’agevolazione è necessaria la produzione, da parte dell’impresa, di una dichiarazione resa dal rappresentante legale che certifichi l’avvenuta interconnessione del bene.

In caso di beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro sarà invece necessaria la produzione di una perizia tecnica giurata ovvero un attestato di conformità che certifichi, oltre all’interconnessione, anche il possesso dei requisiti tecnici del bene previsti dagli elenchi di cui all’allegato A o B della Legge di Bilancio 2017.

La dichiarazione del legale rappresentante, l’eventuale perizia e l’attestato di conformità devono essere acquisite dall’impresa entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione, ovvero, se successivo, entro il periodo di imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Quando non si applica l’iperammortamento

Inalterate restano anche le esclusioni dall’iperammortameto.

Non si potrà beneficiare della maggiorazione dell’ammortamento per i beni materiali strumentali per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, per gli acquisti di fabbricati e di costruzioni, nonché per gli acquisti dei beni di cui all’allegato 3 della Legge di Bilancio 2016 (condutture, condotte, materiale rotabile e aerei).

Iperammortamento 2020: sostituzione del bene senza revoca del beneficio

Per evitare che la fruizione dell’agevolazione influisca negativamente sulle scelte delle imprese in merito agli investimenti da effettuare, è possibile sostituire il bene acquistato fruendo dell’iperammortamento senza perdere il beneficio.

Tale norma viene confermata anche per il 2020, nel rispetto dei requisiti previsti negli scorsi anni:

  • nel medesimo periodo d’imposta del realizzo l’impresa dovrà sostituire il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall’allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
  • dovrà attestare l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione, secondo le regole previste dal citato articolo 1, comma 11, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Nel caso in cui l’investimento sostitutivo sia di costo inferiore a quello del bene originario, ferme restando le altre condizioni oggettive e documentali richieste, il beneficio calcolato in origine deve essere ridotto in corrispondenza del minor costo agevolabile.

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