Flat tax anche per i dipendenti? Ipotesi complicata, si punta sui premi di produttività

Rosy D’Elia - Imposte

Nelle novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2023 sul fronte flat tax non sembra esserci spazio per i lavoratori dipendenti. Stando alle dichiarazioni del viceministro all'Economia e alle Finanze, non ci sarebbe posto per un intervento in questo senso ma si valuta il potenziamento delle agevolazioni sui premi di produttività.

Flat tax anche per i dipendenti? Ipotesi complicata, si punta sui premi di produttività

Promesse elettorali alla prima prova dei fatti con la Legge di Bilancio 2023, sul fronte della flat tax prendono forma le prime novità da cui, però, sembrano restare esclusi i lavoratori e le lavoratrici dipendenti.

È quanto emerge dalle parole del Viceministro all’Economia e alle Finanze, Maurizio Leo, ai microfoni della trasmissione televisiva Quarta Repubblica andata in onda nella serata del 14 novembre.

Allo stesso tempo si fa largo l’ipotesi di un potenziamento delle agevolazioni fiscali previste per i premi di produttività fino a 3.000 euro.

Flat tax anche per i dipendenti? Ipotesi complessa, nonostante le buone intenzioni

Con le novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2023 la tassazione si appiattisce solo per autonomi e professionisti. Sfuma l’ipotesi di una flat tax incrementale anche per i lavoratori dipendenti.

“Noi vorremmo estenderlo anche ai dipendenti, però i numeri sono abbastanza robusti quindi credo che sia un po’ complesso farlo”.

Ha dichiarato il Viceministro Leo.

Le parole pronunciate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti in occasione dell’audizione sulla Nota di Aggiornamento al DEF lo scorso 9 novembre avevano lasciato intendere la possibile introduzione di una tassazione piatta incrementale ad ampio raggio:

“Sono inoltre allo studio altre misure che riguardano l’estensione della soglia di ricavi e compensi che consente ai soggetti titolari di partita IVA di aderire al regime forfetario e un regime sostitutivo opzionale (cd “flat tax incrementale”) per i contribuenti titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15 per cento una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’IRPEF nei tre anni d’imposta precedenti”.

Le intenzioni, però, devono fare i conti con le risorse. Nella Legge di Bilancio 2023 c’è spazio per un doppio intervento in termini di flat tax:

  • l’estensione della soglia di ricavi e compensi per l’applicazione del regime forfettario a 85.000 euro;
  • l’introduzione di una tassa piatta al 15 per cento per coloro che registrano un incremento di reddito rispetto ai tre anni precedenti.

Sulla platea di potenziali beneficiari di questa seconda novità il Viceministro fa chiarezza: è improbabile che ci sia posto anche per coloro che sono titolari di un rapporto di lavoro dipendente.

Flat tax anche per i dipendenti? Ipotesi esclusa, si punta sui premi di produttività

Chiusa la porta della flat tax, per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti si apre la porticina dei premi di produttività.

“I lavoratori del settore privato hanno il cosiddetto premio di produttività in base al quale non si applica l’aliquota progressiva ma un 10 per cento fino a 3.000 euro, anche qui possiamo pensare che fino a 3.000 euro si applica un 10 per cento, magari a una parte che supera i 3.000 euro possiamo applicare il 15 per cento oppure sui 3.000 euro applichiamo il 5 per cento. Sono diverse le modulazioni possibili”.

Stando alle dichiarazioni del Viceministro Leo, il Governo sta studiando una formula per potenziare le agevolazioni fiscali anche per i lavoratori dipendenti, ma con una logica diversa.

Sotto osservazione è l’articolo 1, commi da 182 a 189, della Legge di Stabilità 2016 che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 10 per cento ai “premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili” sulla base di precisi criteri. Il limite per poter beneficiare dell’agevolazione è pari a 3.000 euro, e si valutano due diversi tipi di intervento:

  • una riduzione dell’imposta al 5 per cento;
  • l’applicazione di una imposta sostitutiva pari al 15 per cento sulle somme oltre i 3.000 euro.

Lo soglia dei 3.000 euro porta alla memoria le novità introdotte con il Decreto Aiuti quater, ancora atteso in Gazzetta Ufficiale, ma è necessario specificare che si tratta di due diverse agevolazioni fiscali.

L’ultimo provvedimento contro il caro energia, infatti, innalza solo per il 2022 il tetto dell’esenzione dei cosiddetti fringe benefit aziendali, nei quali rientrano anche i rimborsi per le utenze domestiche.

Non è escluso che la Legge di Bilancio 2023 possa portare delle novità o delle conferme anche per il prossimo anno ma si tratterebbe comunque di una misura diversa o aggiuntiva rispetto all’ipotesi illustrata dal viceministro Leo. D’altronde la Manovra è ancora tutta da scrivere: il primo appuntamento per una visione più chiara sulle misure in arrivo è la presentazione del Documento Programmatico di Bilancio, che non arriverà prima del 24 novembre.

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