Finanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese: il veto della banca in caso di rottamazione

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Finanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese: il veto della banca in caso di rottamazione. Non basta il pagamento regolare delle rate per il via libera. Nella segnalazione di un lettore di Informazione fiscale la fragilità degli strumenti di accesso al credito.

Finanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese: il veto della banca in caso di rottamazione

Finanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese: dopo una prima approvazione, la banca blocca l’erogazione dei fondi. Il motivo? Il contribuente ha una rottamazione in corso.

Come da prassi, l’ultima parola spetta agli istituti bancari che possono decidere di non concedere gli aiuti previsti dal Decreto Liquidità in presenza di una definizione agevolata, nonostante tutte le rate siano state pagate in maniera regolare.

Il caso concreto di un lettore di Informazione Fiscale mette in luce gli sbarramenti delle vie di accesso al credito, tutt’altro che lineari.

Finanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese: il veto della banca in caso di rottamazione

Il Decreto numero 23 del 2020 ha introdotto la possibilità di richiedere dei prestiti fino a 25.000 euro coperti al 100% dal Fondo di Garanzia per le PMI.

L’importo massimo del finanziamento totalmente garantito dallo Stato e senza valutazione da parte del Fondo non può, in ogni caso, superare il 25% dei ricavi di cui all’ultima dichiarazione dei redditi o bilancio depositato.

Nel rispetto dei termini stabiliti dall’articolo 13 del Decreto Liquidità, il contribuente che invia la sua testimonianza alla redazione di Informazione Fiscale richiede l’accesso al credito alla banca di riferimento con cui ha già ottenuto in passato un mutuo di 80.000 euro, le cui rate sono state tutte pagate regolarmente.

Comincia, così, un iter fatto di approvazione tempestiva e marcia indietro immediata:

  • la richiesta del finanziamento di 25.000 euro viene inviata alla banca di riferimento il 21 aprile;
  • dopo solo 8 giorni, il 29 aprile, la pratica viene deliberata come positiva;
  • subito dopo, però, arriva una nuova e contraria comunicazione che impedisce l’accesso al credito.

Nel messaggio si legge:

“ci rincresce comunicarle che la sua domanda non può essere accolta in quanto non sussistono i requisiti previsti dalla nostra normativa interna”.

Finanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese, strade fragili per l’acceso al credito

Un piano di rottamazione delle cartelle esattoriali in corso è la motivazione alla base dell’opposizione da parte della banca.

E poco importa se i pagamenti avvengono in maniera regolare.

Il messaggio sottolinea che la decisione è stata presa sulla base della normativa interna: sono gli istituti bancari, infatti, ad avere l’ultima parola sulla possibilità di beneficiare dei finanziamenti fino a 25.000 euro previsti da Decreto Liquidità.

Nella procedura, infatti, non c’è alcuna irregolarità formale a cui il contribuente può appellarsi, ma c’è la prova di una esclusione che fa emergere la fragilità degli strumenti messi in campo a sostegno delle imprese.

I finanziamenti fino a 25.000 euro e i piani di rottamazione, che in un certo senso vanno nella stessa direzione di agevolare imprese e cittadini, non sono incompatibili.

Eppure la possibilità, legittima, per le banche di applicare la normativa interna rende cavilloso, incerto e imprevedibile l’accesso al credito.

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