Bando guida turistica 2026: la prova scritta è fissata al 5 giugno

Si avvicina il giorno della prova scritta per il secondo esame nazionale per guide turistiche. Il bando del 2026 prevede tre prove e punta a superare le polemiche nate nel 2025

Bando guida turistica 2026: la prova scritta è fissata al 5 giugno

Il prossimo 5 giugno si terrà la prova scritta per la seconda edizione dell’esame di abilitazione per le guide turistiche, le cui iscrizioni si sono chiuse lo scorso 19 maggio.

La comunicazione della data, arrivata con 15 giorni di anticipo, ha riacceso il dibattito tra istituzioni e candidati, che lamentano il poco tempo a disposizione per studiare.

Questo nuovo bando del 2026 eredita così le tensioni che avevano caratterizzato la scorsa edizione.

Guide turistiche: dal 2023 l’abilitazione è nazionale

L’esame di abilitazione per le guide turistiche è stato introdotto dalla riforma del 2023.

La legge 13 dicembre 2023, n.190 ha legato l’esercizio della professione di guida turistica al superamento di una prova di abilitazione nazionale. Non si tratta di un concorso, ma di una procedura di abilitazione che permette ai candidati idonei di entrare nell’elenco nazionale delle guide turistiche (Engt) presso il Ministero del turismo.

La riforma punta a colmare la carenza di guide turistiche in un Paese come l’Italia, che si basa fortemente sul turismo. Proprio in attuazione della riforma, a gennaio 2025 è stato pubblicato il primo bando nazionale dopo diversi anni.

Guide turistiche: il Ministero corregge il tiro dopo le polemiche del 2025

L’attesa e il nervosismo per la prova del 5 giugno sono alimentati da quanto accaduto lo scorso anno.

La prima prova del bando 2025 ha, infatti, sbarrato la strada ad un numero elevatissimo di candidati: su 12.000 partecipanti effettivi, soltanto 230 sono stati ammessi all’orale, appena il 2% del totale. L’esame dello scorso anno è stato duramente criticato per il suo carattere eccessivamente nozionistico.

Per la prova del 2026, il Ministero del turismo ha annunciato un cambio di rotta: l’esame sarà diverso e riguarderà la conoscenza di base dei principali siti turistici italiani, eliminando anche le penalità per le risposte errate.

Un passo verso ciò che è stato chiesto dal Comitato Nazionale Guide Future, ovvero che ad essere valutate fossero le competenze culturali, la capacità narrativa e la padronanza linguistica dei candidati.

Bando 2026: requisiti e prove previste per l’abilitazione

Per poter accedere all’esame, i requisiti richiesti sono il possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado oppure di una laurea (triennale o magistrale).

L’iter selettivo prevede in tutto 3 prove. Per ciascuna di esse è previsto un punteggio massimo di 40 punti e la soglia minima per il superamento è fissata a 25 punti.

  • Prova scritta, consiste in un test a risposta multipla sulle seguenti materie:
    • storia dell’arte;
    • geografia;
    • archeologia;
    • storia;
    • diritto del turismo;
    • disciplina dei beni culturali e del paesaggio;
    • accessibilità e inclusività dell’offerta turistica.
  • Prova orale: consiste in un colloquio che approfondisce le stesse materie della prova scritta. In questa sede viene anche verificata la conoscenza di una lingua straniera, indicata in precedenza dal candidato, che deve essere almeno di livello B2.
  • Prova tecnico-pratica: si tratta della simulazione di una visita guidata mirata a valutare le competenze pratiche. Questa prova viene svolta sia in lingua italiana sia nella lingua straniera scelta dal candidato.

La prova del 5 giugno rappresenta quindi un momento importante. Tra le riserve dei candidati sul poco tempo a disposizione e l’attesa di un esame che promette un approccio diverso, l’obiettivo finale resta quello fissato dalla riforma: dotare l’Italia di nuove figure professionali qualificate, pronte a rispondere alla forte domanda del mercato turistico.