Domanda REI respinta: come richiedere il riesame? Ecco le istruzioni INPS

Redazione - Leggi e prassi

Riesame delle domande REI respinte: l'INPS con il messaggio n. 2937 del 20 luglio 2018 fornisce tutte le istruzioni sulle modalità di richiesta e sulla verifica dei requisiti. Ecco come fare.

Domanda REI respinta: come richiedere il riesame? Ecco le istruzioni INPS

Tutto pronto per il riesame delle domande REI respinte: a fornire le istruzioni sulle modalità di gestione è l’INPS con il messaggio n. 2937 del 20 luglio 2018.

Per chi ha richiesto il reddito di inclusione, a partire dal 1° luglio 2018 conteranno soltanto i requisiti economici. Proprio per questo l’INPS ha comunicato con un precedente messaggio che tutte le istanze inviate dal gennaio a maggio, respinte soltanto per mancanza dei requisiti familiari, saranno sottoposte a riesame d’ufficio.

In pratica, in favore di tutti i contribuenti per i quali la domanda di REI inviata a partire dal 1° gennaio 2018 fosse stata respinta a causa dell’assenza delle condizioni relative al nucleo familiare, verrà effettuata una nuova verifica dei requisiti per beneficiare dell’assegno.

Le istruzioni pubblicate dall’INPS fanno riferimento alle modalità di raccolta, istruttoria e trasmissione delle domande di REI e risultano particolarmente importanti per capire cosa fare per richiedere riesame delle domande di reddito di inclusione respinte non solo per i requisiti familiari ma anche per altri difetti riscontrati dall’Istituto.

Di seguito tutte le novità su come richiedere il riesame della domanda REI respinta e le istruzioni fornite dall’INPS con il messaggio del 20 luglio 2018.

Domanda REI respinta: come richiedere il riesame?

A seguito dell’emanazione del provvedimento sul respingimento della domanda di accesso al reddito di inclusione, il soggetto richiedente potrà presentare istanza di riesame.

Per contestare la domanda di REI respinta sarà necessario presentare domanda di riesame presso la struttura INPS che ha emanato il provvedimento entro la scadenza di 30 giorni dalla data in cui è stato ricevuto.

La richiesta di riesame per richiedere il reddito di inclusione dovrà essere presentata in una delle seguenti modalità:

  • in forma cartacea, direttamente allo sportello;
  • all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) reperibile sul sito INPS;
  • per posta ordinaria.

A seguito del riesame, la Struttura territoriale procede, in sede di autotutela, alla conferma del provvedimento già emanato o, laddove ne ricorrano i presupposti, alla sua riforma; in entrambi i casi, l’esito è notificato al richiedente la prestazione.

Stesse regole valgono anche nei casi di riesame d’ufficio, previsto anche nel caso di mero errore materiale nei casi in cui, ad esempio, l’INPS o il Comune avessero inserito un esito delle verifiche contenente errori rispetto a quanto indicato nei documenti.

Sono queste alcune delle importanti indicazioni fornite dall’INPS con il messaggio pubblicato il 20 luglio 2018, che di seguito si allega prima di approfondire ulteriormente le istruzioni sui casi di riesame delle domande di REI.

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INPS - messaggio numero 2937 del 20 luglio 2018
Riesame domande REI: istruzioni INPS

Riesame domanda REI in caso di revoca, decadenza o applicazione sanzioni

Le istruzioni contenute nel messaggio dell’INPS sui casi di riesame relativi agli esiti dell’istruttoria si applicano anche quando la domanda, precedentemente accolta, venga successivamente revocata o posta in decadenza.

La decisione sul riesame per la verifica del requisito che ha portato alla revoca del reddito di inclusione o alla sua decadenza spetterà al Comune o all’INPS in base alle rispettive competenze.

Il Comune, ad esempio, potrà disporre il riesame della domanda di REI per le seguenti motivazioni di revoca:

  • mancanza del requisito di cittadinanza ex art. 3 del decreto n. 147/2017;
  • mancanza del requisito di residenza ex art. 3 del decreto n. 147/2017;
  • assenza di donna in stato di gravidanza accertata ex art. 3 del decreto n. 147/2017, per le domande presentate entro il 31 maggio 2018;
  • mancanza del requisito della presenza del tutore nel nucleo, ex art. 3 del decreto n. 147/2017, per le domande presentate entro il 31 maggio 2018;
  • assenza nella DSU/ISEE, alla richiesta di ReI, di persona disabile ed almeno un suo genitore/tutore, ex art. 3 del decreto n. 147/2017, per le domande presentate entro il 31 maggio 2018;
  • composizione del nucleo familiare autodichiarata in DSU non veritiera (art. 71 del D.P.R. 445/2000).

Sia in caso di mancato riesame che nei casi di variazione dell’esito a seguito della nuova verifica dei requisiti il richiedente sarà appositamente informato.

In merito, infine, alle sanzioni previste l’INPS annuncia che sarà pubblicato un nuovo messaggio e anticipa che il riesame è ammesso nei casi in cui non è previsto per legge il ricordo amministrativo.

Riesame domanda REI: competenza divisa tra INPS e Comuni

Le istruzioni fornite dal messaggio in oggetti riguardano anche Comuni e uffici INPS e affrontano il tema della rispettiva competenza per la verifica dei requisiti sulle istanze di riesame.

Ai Comuni spetta il riesame delle istanze aventi ad oggetto i requisiti di residenza, cittadinanza e alcuni requisiti familiari per le domande inviate entro il 31 maggio 2018 (stato di gravidanza, presenza di persona con disabilità).

In tal caso, quindi, sarà il Comune a verificare la fondatezza delle motivazioni indicate nella domanda di riesame e a comunicarne l’esito all’INPS.

Per quel che riguarda i requisiti economici e i casi di incompatibilità la competenza ricade direttamente sull’INPS e quindi saranno gli uffici territoriali a dover gestire le istanze di riesame.