Distanza di sicurezza, quali regole negli uffici pubblici?

Tommaso Gavi - Pubblica Amministrazione

Distanza di sicurezza, quali sono le regole da rispettare negli uffici pubblici? In linea generale resta valido il distanziamento di almeno un metro, tuttavia possono essere adottati protocolli specifici.

Distanza di sicurezza, quali regole negli uffici pubblici?

Distanza di sicurezza, quali regole negli uffici pubblici?

In linea generale ci deve essere la distanza di almeno 1 metro, così come previsto dalle norme relative al distanziamento sociale.

Tale misura deve essere considerata sia per quanto riguarda la distanza frontale, sia per quanto riguarda quella laterale.

Tuttavia protocolli specifici possono prevedere regole diverse, che dipendono dalle specifiche attività o settori.

Distanza di sicurezza, quali regole sono previste per gli uffici pubblici?

Con l’emergenza coronavirus sono state introdotte diverse norme di prevenzione dei contagi.

Tra queste c’è il distanziamento sociale che prevede una distanza minima tra individui non conviventi di almeno un metro.

Tale distanza è quella che generalmente deve essere tenuta in considerazione in relazione agli uffici pubblici e agli spazi di aziende private.

Tuttavia in alcuni casi possono essere previste regole diverse in base a specifici protocolli.

Con il “​Protocollo di sicurezza per il contenimento della diffusione del virus Covid-19” l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative hanno reso concrete le indicazioni previste dall’articolo 263 del decreto legge 34 del 2020, ovvero il decreto Rilancio.

Tra le varie misure organizzative e precauzionali viene previsto quanto segue:

“In via generale, si dovrà prevedere la presenza di un solo dipendente per stanza. Ove tale condizione non sia realizzabile e un ambiente debba essere utilizzato contemporaneamente da più dipendenti, le postazioni dovranno essere collocate ad una distanza di almeno 2 metri, possibilmente in posizione non frontale o comunque asimmetrica, assicurando ordinariamente, nel caso di stanze con più postazioni, uno spazio individuale di 10 m2.”

Misure simili sono state adottate anche da diverse aziende private, fermo restando che tali indicazioni non rispondono direttamente ad obblighi di legge, se non per le parti contraenti dei protocolli.

Distanza di sicurezza e smart working: le misure della pubblica amministrazione

Il mantenimento della distanza di sicurezza è una delle misure necessarie per limitare al massimo le possibilità di contagio.

A riguardo segnano sicuramente punti di riferimento il documento tecnico INAIL del 23 aprile e il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, diffusi in vista della ripartenza della fase 2.

In parallelo sono stati previsti anche interventi per limitare il numero di persone che devono recarsi negli uffici, garantire una turnazione e fasce orarie più ampie, introdurre sistemi di prenotazione ed incentivare lo smart working.

Sotto questo aspetto è stato siglato anche un protocollo di intesa triennale tra l’INAIL e il Ministero della Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di mettere in campo ricerche sul benessere dei lavoratori in modalità agile e sui rischi legati allo stress.

Negli uffici, come negli altri luoghi chiusi diversi dalle abitazioni private, è previsto l’obbligo di mascherina, in base a quanto stabilito dal decreto 125 del 2020.

Parallelamente, però, vengono salvaguardati eventuali protocolli per le attività economiche e produttive, amministrative e sociali.

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione è stato definito il protocollo quadro del 24 luglio 2020 “prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19” per il rientro in sicurezza, siglato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e dalle organizzazioni sindacali.

Pubblica Amministrazione - Protocollo del 24 luglio 2020
Protocollo quadro di rientro in sicurezza.

Inoltre la circolare numero 3 dello stesso giorno specifica quanto segue:

“Per garantire unifomità di applicazione e per assicurare il pieno rientro in sicurezza dei dipendenti, si allega il Protocollo quadro per la “prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19”, validato dal Comitato tecnico-scientifico, organismo a supporto del Capo Dipartimento della Protezione civile per l’emergenza Covid-19, e sottoscritto il 24 luglio c.m. con le OO.SS., a cui le singole amministrazioni dovranno adeguarsi, ferme restando le specifiche disposizioni adottate nel rispetto della propria autonomia, esercitabile anche attraverso l’adozione di protocolli di sicurezza specifici.”

In conclusione resta sempre la possibilità di prevedere apposite indicazioni da protocolli di sicurezza ad hoc.

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