Detrazioni lavoro dipendente 2020: modulo e istruzioni

Giuseppe Guarasci - Moduli fiscali

Detrazioni lavoro dipendente 2020: ecco il modulo in pdf da consegnare al datore di lavoro, con le istruzioni per la compilazione e per il calcolo della somma spettante. Alcune novità sono attese dal prossimo anno, con la possibile trasformazione del bonus Renzi e con il taglio al cuneo fiscale.

Detrazioni lavoro dipendente 2020: modulo e istruzioni

Detrazioni lavoro dipendente 2020: modulo in pdf da scaricare e compilare, con le istruzioni per la compilazione ed il calcolo dell’importo riconosciuto.

Per i lavoratori dipendenti il 2020 sarà un anno di importanti novità, che potrebbero incidere sulle regole per il calcolo delle detrazioni d’imposta riconosciute in busta paga o in dichiarazione dei redditi.

È la Legge di Bilancio 2020 a preannunciarne l’arrivo, per effetto delle misure finalizzate al taglio del cuneo fiscale. Non è chiaro se sarà introdotto un nuovo bonus ad hoc, o se si interverrà modificando ed aumentando le detrazioni sul lavoro dipendente.

Quel che è certo è che il fine ultimo della misura è quello di ridurre le tasse in busta paga dei lavoratori dipendenti, stessa ragione alla base delle detrazioni fiscali così come del bonus Renzi.

Lo stesso bonus di 80 euro, attualmente riconosciuto come credito fiscale, potrebbe esser trasformato in detrazione, implementando l’importo riconosciuto dall’articolo 13 del TUIR in relazione al reddito percepito.

In attesa di sviluppi (servirà un decreto attuativo per dare il via al taglio del cuneo fiscale) vediamo come funzionano oggi le detrazioni per lavoro dipendente, da richiedere compilando e consegnando al proprio datore di lavoro il modulo in pdf di seguito allegato.

Modulo detrazioni lavoro dipendente 2020

Di seguito si mette a disposizione un fac simile in formato pdf di modulo per le detrazioni lavoro dipendente 2020:

PDF - 173.5 Kb
Modulo detrazioni lavoro dipendente 2020
Scarica il modulo fac simile da compilare e consegnare al datore di lavoro

Il modello, compilato in ogni sua parte, dovrà essere consegnato al datore di lavoro per richiedere l’applicazione delle detrazioni riconosciute in base al reddito percepito e alla composizione del proprio nucleo familiare.

Il datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta, eroga in busta paga del lavoratore le detrazioni lavoro dipendente in base al calcolo del reddito annuo e, all’interno del modulo, bisognerà indicare se il reddito da considerare è solo quello da lavoro dipendente o se vi rientrano anche altre somme.

Sarà questo uno dei dati fondamentali da comunicare al datore di lavoro, in quanto è il reddito uno degli elementi alla base del calcolo delle detrazioni d’imposta riconosciute.

Le detrazioni per lavoro dipendente sono applicate in maniera inversamente proporzionale al proprio reddito; in sintesi maggiore sarà il reddito e minori saranno le detrazioni lavoro dipendente cui si avrà diritto.

Ecco di seguito come effettuare il calcolo detrazioni lavoro dipendente e chi ne ha diritto.

Calcolo detrazioni lavoro dipendente 2020

Reddito complessivo annuo Detrazione annua e modalità di calcolo
Fino a 8.000 euro 1.880,00 euro - la detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro; per rapporti di lavoro a tempo determinato la detrazione non può essere inferiore a 1.380 euro
Da 8.000,01 euro e fino a 28.000,00 euro 978,00 + [902,00 x (28.000,00 - Reddito complessivo) : 20.000]
Da 28.000,01 euro e fino a 55.000,00 euro 978,00 x [(55.000,00 - Reddito complessivo) : 27.000]
Da 55.000,01 euro 0,00

Per il calcolo delle detrazioni lavoro dipendente 2020 si deve far riferimento alla tabella di cui sopra, che racchiude le regole contenute all’art. 13 del Tuir, in cui al comma 1 è stabilito che:

“Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a:

a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;
b) 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;
c) 978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro.”

Vediamo in un esempio l’importo e il calcolo delle detrazioni lavoro dipendente 2020.

Esempio di calcolo

Per chiarire come si determina l’importo della detrazione lavoro dipendente facciamo di seguito un esempio di calcolo, ponendo il caso di un contribuente con reddito annuo di 22.000 euro.

Il calcolo detrazione lavoro dipendente 2020 andrà effettuato applicando la seguente formula:

978,00 + [902,00 x (28.000,00-Reddito complessivo) : 20.000)]

  • 978,00 + [902,00 x (28.000,00-22.000) : 20.000]
  • 978,00 + [902,00 x 6.000:20.000]
  • 978,00 + [902,00 x 0,3]
  • 978,00 + 270,6
  • totale detrazioni lavoro dipendente: 1.248,6 euro all’anno.

Detrazioni lavoro dipendente 2020: il bonus Renzi

Pur non essendo una detrazione ma un credito, all’importo degli sgravi fiscali riconosciuti in busta paga ai lavoratori dipendenti concorre anche il bonus Renzi.

Il credito Irpef di 80 euro, riconosciuto ogni mese in busta paga, trova la propria normativa di riferimento all’interno dell’articolo 13 del TUIR.

Se l’Irpef dovuta è superiore alla detrazione per lavoro dipendente di cui sopra, è riconosciuto un credito Irpef rapportato al periodo di lavoro nell’anno, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a:

  • 960 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.600 euro;
  • 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 24.600 euro ma non a 26.600 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.600 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.

Rimandando all’approfondimento dedicato al bonus Renzi per tutti i dettagli, ricordiamo che qualora si ipotizzi di superare i limiti di cui sopra (o di non superare la soglia della no tax area) conviene sempre rinunciare all’erogazione del credito Irpef in busta paga per evitare il recupero in un’unica soluzione dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nel caso in cui, invece, i limiti di cui sopra dovessero essere rispettati, il bonus riconosciuto sarà erogato in un’unica soluzione dall’Agenzia delle Entrate.

Detrazioni lavoro dipendente 2020: a chi spettano?

Hanno diritto alle detrazioni lavoro dipendente tutti i lavoratori titolari di contratto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato, ma anche chi ha un contratto a progetto, di collaborazione continuativa e chi percepisce redditi assimilati come la Naspi.

L’importo e il calcolo detrazioni lavoro dipendente non sono tuttavia uguali per tutti i lavoratori titolari di reddito da lavoro dipendente e superati i 55.000 euro di reddito annuo la detrazione d’imposta si azzera.

Le detrazioni d’imposta per figli, coniugi e familiari a carico

Nel modulo da consegnare al datore di lavoro bisognerà indicare anche i dati relativi al coniuge a carico, figli o altri familiari.

Per il coniuge, la detrazione spetta se il marito o la moglie non possiede redditi propri che superino l’importo di 2.840,51 euro all’anno.

Lo stesso limite riguarda anche i figli a carico ovvero anche figli adottivi, naturali, riconosciuti, affidati o affiliati che convivono con il contribuente o percepiscano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria (indipendentemente dall’età).

Sono considerati a carico i figli di età fino a 24 anni che possiedono redditi fino a 4.000 euro.

Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, la detrazione prevista per il coniuge si applica, se più favorevole, al primo figlio e per gli altri figli si applicano le detrazioni ordinariamente previste per questi ultimi.

La mancanza del coniuge che dà luogo alla concessione della detrazione speciale si verifica nei seguenti casi:

  • quando l’altro genitore è deceduto;
  • quando l’altro genitore non ha riconosciuto i figli naturali;
  • quando da certificazione dell’autorità giudiziaria risulti lo stato di abbandono del coniuge.

Sono considerati altri familiari a carico, nel caso in cui siano titolari di reddito non superiore a 2.840,51 euro e che convivono con il contribuente o percepiscono assegni alimentari non stabiliti da provvedimento del giudice:

  • genitori (in loro mancanza gli ascendenti prossimi),
  • adottanti,
  • generi,
  • nuore,
  • suoceri,
  • fratelli e sorelle germani o unilaterali,
  • nipoti,
  • coniuge separato o divorziato che percepisca alimenti.

La ripartizione della detrazione per figli a carico

Per i genitori non legalmente ed effettivamente separati la detrazione d’imposta spetta nella misura del 50% ciascuno ovvero, in caso di accordo, è riconosciuta al genitore con reddito più alto.

In caso di separazione o divorzio le detrazioni d’imposta spettano al genitore affidatario mentre nel caso di affidamento congiunto o condiviso è divisa al 50% per ciascun genitore, tranne nei casi in cui ad uno dei due non sono riconosciute le detrazioni per motivi di reddito.

In caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione spetta a quest’ultimo per l’intero importo.

Detrazioni lavoro dipendente 2020: novità in arrivo con il taglio al cuneo fiscale

Se quelle sopra analizzate sono le regole attualmente vigenti, possibili novità sono attese nel corso del 2020.

Come sopra anticipato, la Legge di Bilancio 2020 istituisce un fondo dedicato al taglio del cuneo fiscale, cioè le tasse in busta paga dei lavoratori dipendenti.

Non è ancora chiaro in che modo sarà attuata la volontà, più volte manifestata dal Governo, di ridurre il peso del Fisco sugli stipendi. La scelta più razionale sarebbe quella di incrementare le detrazioni per lavoro dipendente ad oggi riconosciute, aumentando l’importo spettante in relazione al reddito conseguito.

L’ipotesi che va per la maggiore è tuttavia quella di introdurre un nuovo bonus, simile al credito di 80 euro, da erogare presumibilmente nel corso del mese di luglio. Gli importi sono ancora oggi poco chiari: si parla di 500 o 250 euro circa nel 2020, somma che dovrebbe salire fino a 1.500 euro nel 2021.

Il taglio del cuneo fiscale potrebbe tra l’altro assorbire anche il bonus Renzi, con la conseguenza che il bonus di 80 euro potrebbe sparire come voce separata della busta paga, e rientrare o nel totale delle detrazioni per lavoro dipendente o nel nuovo bonus fiscale maggiorato.

Ulteriori dettagli si avranno soltanto dopo l’approvazione del decreto chiamato ad attuare le novità previste dalla Legge di Bilancio 2020. Per ora l’unico riferimento certo è quanto disposto dall’articolo 13 del TUIR sopra analizzato.

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